Passa ai contenuti principali

Famiglia nel bosco, se la politica si fa giudice 🌲

bosco pieno di alberi, rami e intrecci di fogliame: sullo sfondo una casa malridotta
(a.p.). C’è un limite che dovrebbe regolare il dibattito pubblico: la sobrietà. L’attacco della Presidente Meloni all’ordinanza dei giudici dell’Aquila — sulla complessa vicenda dei figli allontanati dalla madre – “pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori” — non è solo un’intrusione in un fascicolo processuale delicatissimo. È un segnale di ciò che diventerebbe la giustizia se la politica riuscisse a limitarne l’autonomia.

➽ L'alibi dell'empatia contro la realtà della legge

Mentre il mondo osserva con angoscia le fiamme in Medio Oriente e le tensioni internazionali che scuotono l'Europa, il vertice dell'Esecutivo trova il tempo per trasformare una decisione di un Tribunale per i Minorenni in un terreno di scontro frontale. L’accusa di “aver superato i limiti” per un'ordinanza che cerca di proteggere il diritto alla socialità e allo studio dei minori significa fare due cose:

1. Semplificare l'inconciliabile:

si riduce una tragedia familiare a uno scontro tra buoni e cattivi, ignorando che la legge non serve a punire i sogni, ma a difendere chi non ha voce.

2. Screditare la funzione: 

si lancia un messaggio: il giudice non è un arbitro terzo, ma un soggetto che "supera i limiti", pericoloso.

➽ Il referendum all'ombra del sospetto

Questa perentorietà non è casuale. In vista della campagna referendaria, la narrazione della "toga invadente" è il carburante necessario per giustificare la riforma costituzionale.
Se si convince l'opinione pubblica che i giudici sono burocrati senz'anima che strappano bambini alle madri, la separazione delle carriere e il controllo politico sulla magistratura non appariranno più come un pericolo, ma come una liberazione.
Il rischio, però, è l'arbitrio. Se il potere politico si sente legittimato a sindacare nel merito un'ordinanza, stiamo già entrando in un sistema dove la legge non è più "uguale per tutti", ma "uguale a ciò che piace a chi governa".

➽ Una riflessione necessaria

Siamo sicuri di volere una giustizia che risponde al colore del governo di turno? Difendere l'indipendenza della magistratura oggi non significa dire che i giudici siano infallibili — l'errore umano esiste ed è previsto dal sistema — ma significa garantire che la loro decisione non sia mai condizionata dal timore di un'ispezione punitiva (già chiesta).
La separazione dei poteri è l’ultima diga che impedisce ai bambini, alle famiglie e a tutti noi di diventare pedine di una strategia elettorale. Forse, prima di firmare una cambiale in bianco alla politica, faremmo bene a chiederci: chi ci proteggerà dai potenti, se avremo tolto forza a chi ha il dovere di giudicarli?

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.