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Referendum, l’azzardo che non possiamo permetterci 🎰

giovani adulti manifestano mostrando in alto una copia della Costituzione
(Introduzione ad a.p.). C’è una differenza tra riformare e smantellare. Quando ci viene chiesto di cambiare la Costituzione senza spiegarci "come" verranno scritte le nuove regole, non ci stanno chiedendo un voto, ma un atto di fede cieca. E della politica che propone cambiali in bianco, possiamo davvero fidarci?

(a.p.)

La delega in bianco

L’aspetto più insidioso di questa riforma è il suo essere deliberatamente incompiuta. Si modificano sette articoli della Carta, ma il "cuore" operativo della giustizia viene rimandato a leggi ordinarie future, scritte dal governo di turno.
È un’operazione al buio: ci chiedono di abbattere le mura attuali senza mostrarci il progetto di quelle nuove. Accettereste mai di firmare un contratto le cui clausole più importanti verranno scritte dopo dalla vostra controparte? Votare "Sì" significa consegnare le chiavi a un potere politico che non indica i criteri del proprio agire.

Proteggere il potere dal controllo, non il cittadino dal sopruso

Quando la politica definisce "invasione di campo" l'azione della magistratura, rivela un'idea inquietante: che la legalità sia un intralcio per chi governa. La riforma non mira a rendere i processi più veloci, ma a isolare chi indaga.

La separazione come muro: 

Dividere le carriere non serve all’efficienza, ma a staccare il Pubblico Ministero dalla cultura del giudice, spingendolo verso una struttura gerarchica.

L'incognita del controllo: 

Un PM isolato e gerarchizzato diventa fatalmente più vulnerabile alle pressioni dell'esecutivo.
Non importa chi sieda al governo oggi: una magistratura che smette di "invadere il campo" è una magistratura che smette di proteggere i diritti dei cittadini quando questi collidono con gli interessi dei palazzi.

Il valore della "Casa comune" contro l'azzardo

La Costituzione del 1948 non è nata da una maggioranza momentanea, ma dall'incontro tra culture diverse — liberali, cattoliche, socialiste — unite per evitare che qualcuno potesse mai più "riprendersi tutto lo spazio". Uomini come Calamandrei costruirono un sistema di pesi e contrappesi proprio per evitare salti nel vuoto.
Questa riforma, invece, scambia la cultura della condivisione con quella della sottomissione. Mentre la Carta del '48 protegge il cittadino dal potere, questa revisione sembra voler proteggere il potere dal controllo della legge.

La prudenza come scelta democratica

Agli indecisi va detto chiaramente: nel dubbio, la prudenza è un dovere civile. La giustizia è il pilastro della convivenza; se la riforma non indica i criteri futuri e se il fine sembra il controllo, l'unica scelta di coerenza è fermarsi. Non possiamo permetterci un esperimento sulla pelle della democrazia. La giustizia non è un gioco d'azzardo e il nostro futuro non può essere deciso da un salto nel buio.

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