di
Paolo Brondi
(Una metafora dei diversi temperamenti umani)
Bella
e suggestiva è la distinzione baconiana fra studiosi ragni e studiosi formiche.
E’ sufficiente enunciare quest’antitesi per capire quanto essa sia fondamentale
per la lettura dei nostri accadimenti. Oltre agli studiosi, infatti, molte sono
le categorie, cui ciascuno può assegnare il nome, che assumono la veste del
ragno o della formica.
Le
categorie ragno attraversano i tempi mantenendosi ferme al loro progetto,
stendendo, impassibili, la loro categorica trama sulla realtà, al pari del
ragno che tesse la sua tela. Sono attenti a quel che accade intorno, ma solo
per servirsene per la loro costruzione. Lavorando questo filo essi arrivano a
poco a poco a creare un disegno ben definito e tale che facilmente annulla o
ingloba gli avversari. Non mancano di genialità e di astuzia, ma tali doti sono
spesso del tutto prive di eticità.
La
categoria formica è infaticabile, attiva, rigorosa e paziente. Elabora
un’infinità di progetti, di proposte d’innovazione e di riforme, consumando
quasi tutto il tempo attorno a organigramma e futurismo. Le persone formica, attenti
alle finalità che si propongono non riescono a comprendere la complessità del
mondo di quanti altri stanno vivendo il loro faticoso presente e forse nemmeno
intravedono il vantaggio, o svantaggio dei loro obiettivi.
Tra
ragno e formica preferibile è l’immagine dell’ape e del suo alveare: fatto di
tante celle, con un suo miele, un suo collante e simbolo, quindi, di raccordi
tutt’altro che discontinui e conflittuali, bensì equilibrati, armonici e ricchi
di storicità.

Mai una metafora è stata più azzeccata di questa! Detesto i ragni, veri e metaforici! 'L'uomo ragno' investe, raggira, striscia, inganna, imperversa,aggancia, circuisce, sfrutta subdolamente qualunque filo intravveda, è nascostamente impudente, è viscido e cerca solo il tornaconto personale.
RispondiEliminaLa formica è, forse, sciocca e vede limitatamente, non va mai oltre la sua piccolezza e bassezza, ma non ha tutta la negatività del ragno.
Certo ben altro rappresenta l'operosità dell'ape, che produce dolcissimo miele, ricco di ogni proprietà, fonte di virtù, simile all'ambrosia! Essa è bella, ha colori meravigliosi e vellutati, è delicato il suo passaggio, vive nei fiori, è simbolo di gioia e saggezza nel regno animale.
Le 'api umane' sono, ahimè, poche: moltissimi sono coloro che si impongono quali ragni viscidi e schifosi o formiche sciocche e inette. Il mondo animale, infatti, riproduce quello umano quasi in ogni dove....o sarà il contrario?
Cristina Podestà