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Tante Cabirie, storie di prostitute

di Marina Zinzani
(Ancora Federico Fellini: "Le notti di Cabiria", il sogno di vita di una prostituta )

Chiudere gli occhi ed entrare in un sogno. Amaro. Pieno di illusioni. La speranza di una prostituta di cambiare vita e di incontrare qualcosa di buono. No, non le accade: anche l’ultima persona di cui si fida, quella che sembra aprirle le porte di un mondo tanto sognato, si mostra l’ennesimo, tragico affronto che la vita le fa. Perché sembra che Dio si volti dall’altra parte, per certe persone.
 Persone per cui la parola speranza, minuscolo filo magico a cui aggrapparsi, sembra non avere più significato.
Racconta questo e molto altro, “Le notti di Cabiria” di Fellini. A distanza di tanti anni, quel finale è difficile toglierselo dalla mente, perché c’è lì dentro  uno scrigno di sentimenti, di dolore, di coraggio, che lo rende indimenticabile. Cabiria si salva e torna fra la gente, riesce a sorridere, diventa emblema della voce degli ultimi, del loro andare avanti, asciugandosi le lacrime, e non chiudendo la porta del cuore al richiamo della vita. Vita che li ha feriti ma anche vita dove si può incontrare ancora un po’ di umanità.
Quante donne come Cabiria ci sono per strada, quali erano i loro sogni quando si sono fidate di qualcuno. La purezza di Cabiria nel film sconvolge, perché niente, neanche il degrado, la povertà morale, l’orrore, riesce a scalfirla.
Ma era un film. Un bellissimo film, che parla dell’attaccamento alla vita e della forza che si riesce a trovare per andare avanti.
Sulle strade, si ha la percezione che  i sogni di tante, forse di tutte, si siano sgretolati, e lì ci siano solo corpi offesi, con chissà quali storie dietro, con chissà quali personaggi che li aspettano, tirannia e schiavitù. Non è stata abolita la schiavitù.
Eppure, magari in un trucco, in un rossetto, nello sguardo d’intesa con un’amica, nella speranza che qualcuno si fermi e le porti via, un uomo buono che le capisca e sia come un principe che con un bacio restituisca a loro la vita, magari in tutto questo si ritrova il sorriso di Cabiria, sguardo che ancora confida nella bontà del mondo.

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