Passa ai contenuti principali

Alieno

L’altro, che riempie lo spazio di un’assenza incontenibile

di Bianca Mannu

Di colpo. Come una traccia opaca
nel flusso aurifero del sole -
che per i vetri deborda nella stanza -
s’iscrive la tua assenza. E d’improvviso
il cuore - il cuore che non c’era -
ha urtato contro il petto.  E il sangue -
un sangue ignoto insolente nuovo -
s’è messo a galoppare senza briglie
dallo Stige cardiaco ai quattro
quadranti della carne -  squassando
col corpo i lenti lacci alla deriva
della mente
E la bocca – scomposta –
annaspa cercandoti nel vuoto -
come se mai avesse inspirato altro
che te - alieno!
Tu - che per me nasci colmando
d’assenza uno spazio che non c’era -
divieni adesso l’intimo affanno
che ruba al mio giorno i suoi colori

Commenti

  1. Penso che sia la più bella in assoluto di tutte quelle tue che conosco.
    troppo bella

    RispondiElimina
  2. Non commento la bellezza della poesia, il suo ritmo, il suo andante lento che raggiunge poi la fuga ma mi piacerebbe scoprire che l'alieno non sia il marziano appena disturbato nei suoi lidi,quanto un essere umano a lungo allontanato che sta cercando un cammino verso te Vedi che razza di curiosità mi ha preso...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Odissea: il film tra spettacolo grandioso e dramma umano

(Introduzione a Marina Zinzani). Il mito di Ulisse torna sul grande schermo con la maestosa regia di Christopher Nolan. Tra imponenti visioni cinematografiche e una profonda introspezione psicologica, il film trasforma il classico omerico in un’opera intimista e dolorosamente attuale, guidata dall'interpretazione di Matt Damon. (Marina Zinzani) Un’opera intimista Certamente “Odissea” è il film del momento, di cui tanti parlano. Riporta con la mente alla versione di tanti anni fa, di Bekim Fehmiu, che ha lasciato una traccia mai dimenticata. Ma qui siamo in un altro campo: il regista Christopher Nolan ha creato un’opera imponente, in cui prende lo spettatore e sembra di portarlo dentro la storia, in mare, nei momenti di terrore di Ulisse e dei suoi compagni, fra le mura di Troia, con i personaggi raccontati, rimasti nella nostra memoria e immaginazione. Un Ulisse moderno, segnato dal peso della colpa Quello di Nolan è un Ulisse provato, stanco, con il peso della coscienza: quello ch...

C'è una storia che ho bisogno di raccontare

(a.p.). Una storia, su radici, terra, e il coraggio di cercarne di nuova senza perdere la prima. Non un annuncio, o un bilancio. L'ho scritta per chi, in questi anni, ha reso questo giardino comune. Potete leggerla sul nuovo sito, www.pagineletterarie.it: Migrare. Una storia di radici e di nuova terra .

Lia

di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) I “racconti del sabato”. È un momento particolare, il sabato, come conclusione della settimana. Perché mai uniforme, uguale all’altro. Qualche volta per esempio anche più gravoso. Infarcito di maggiori impegni, rimandati nei giorni precedenti e accavallatisi tutti insieme, da assolvere correndo prima di esserne sommersi, sfruttando le ore contate, insufficienti.  Nel migliore dei casi, è occasione per ritagliarsi un tempo per sé. Quanti modi ci sarebbero per qualcosa di piacevole, divertente. Un’attività che dia gioia, faccia stare meglio. Come guardare un film, uscire con gli amici, leggere un libro. Coltivare piccoli piaceri.

Ali tarpate?

Hugo Simberg, L’angelo ferito (1903) Il peso del nome, la condizione dei figli quando il genitore è una figura importante di Marina Zinzani Essere in due anche quando si è soli, quando ci si presenta da soli. L’altro è invisibile, ma la sua presenza viene notata, commentata.   Invisibile, eppure c’è. E nel suo esserci condiziona, a volte condiziona già dalla nascita. Condiziona l’essere bambino, adolescente, adulto.

Mietitura: storie familiari d'altri tempi

di Paolo Brondi La frigidità e secondarietà di tante pagine mediatiche, il cui effetto sulle coscienze è quello stesso della metafora "gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo", causano l'evanescenza di ricordi e suggestioni, che, tut tavia, per non essere del tutto fagocitati dalle realtà linguistiche