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Mi vesto di rosso

25 novembre. Dedicato alle donne: alla lotta di tutti contro la violenza

di Marina Zinzani

Mi vesto di viola, ti piace il viola?
No, non è questo il tuo colore.
Mi vesto di bianco, il bianco è il colore dell’amore, tutto inizia col bianco, un vestito bianco e un altare, promessa eterna, gioia e la felicità ogni giorno, ogni giorno…
No, non è questo il tuo colore.
Mi vesto di azzurro allora, l’azzurro è il colore del cielo, noi guardiamo sempre il cielo quando ci alziamo e andiamo alla finestra, c’è tanto da scrivere della giornata che inizia, in quell’azzurro, sarà una bella giornata, forse pioverà un poco e poi tornerà il sole, apparirà l’arcobaleno.
No, non è questo il tuo colore.
Mi vesto di arancione, mi piace l’arancione, mi è sempre piaciuto, è il colore dell’allegria, della solarità, della primavera, del mare, dei vestitini d’estate sgargianti, o dei foulard che, con una nota più tenue, riportano all’autunno, mi piace l’arancione, davvero tanto.
No, non è questo il tuo colore.
Mi vesto di verde, il verde è il colore dei prati, di quando correvo e mi sdraiavo da bambina col mio papà, è il colore dei miei anni di scuola, i libri sull’erba, a sognare, a parlare di sguardi che aprono all’amore, mi ha guardato, sono innamorata, quando lo rivedo, mi batte il cuore.
No, non è questo il tuo colore.
Mi vestirò di nero, il nero come lo intendo io, il nero elegante che si indossa in occasioni importanti, non solo ai funerali, ma anche ad una serata a teatro, con un bello scialle a fiori, eleganza sobria, raffinatezza, i giornali della moda, il nero va sempre, non sfiguri mai con un vestito nero e una bella collana colorata.
No, non è questo il tuo colore.
Ne rimane solo uno, allora.
Sì.
Il rosso, ho capito. Quello che esprime fuoco e rabbia, quello che apre la carne e fa uscire il sangue, e il sangue bagna i vestiti, il vestito bianco, il vestito viola, azzurro, il verde, il nero, tutto è colorato di rosso, rosso sui pavimenti, rosso il mio corpo, schizzi dappertutto, e io non sono riuscita a difendermi, ho provato, ho cercato, ho implorato, “aiutatemi”, quante volte sono andata a chiedere aiuto, ma “signora, noi non possiamo fare niente, denunci intanto”, e invece niente, niente, niente…
E il rosso il mio colore. Ora che non ci sono più, e vedo i prati sopra di me, potevo correre e sdraiarmi con i miei bambini, potevo guardare il cielo e mostrare le stelle, e raccontare di sogni e desideri indicando un punto lassù, potevo gioire di una serata a teatro, io e il mio vestito nero, elegante, così elegante che un’amica mi avrebbe detto “come sei bella stasera”, potevo illuminare il mio volto con un colore arancione, come il sole al tramonto e parlare con amici, con le persone che amo, davanti ad un aperitivo.
Il rosso, mi rimane. Il rosso, mi rimane.

Commenti

  1. bella...bellissima!! Brava Marina, come sempre cogli l'anima dei problemi e la descrivi senza mezzi termini, illuminando l'unico , reale punto di vista.

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