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Dentro la scatola

Fanciulla con cerchio, di G. de Chirico
Le ipotesi del cuore e le sorprese della realtà

di Bianca Mannu

Nell’ombra sospesa all’apice di un tempo
il ricordo d’un fregio sull’involucro dimesso -
dichiarando mitezza - balenò vivo
un barbaglio che non divenne sguardo
Ma tu dei tuoi occhi gli avevi già
donato il raggio e la mano
curiosa di ciò che sta segreto
Quale sorpresa se l’ipotesi del cuore
apre invece una tenebra coi denti –
se il presunto oro della gola
a bruciapelo spara nere liane
e s’ingoia tutte le tue luci
incautamente accese per far festa!
Incaprettata - ti comprime e ti vessa
dentro la cornice che ti chiude la vita
in un cattivo sogno - dove schiatti
ti spegni e ancora schiatti -
senza poter morire

Commenti

  1. Ogni essere umano è come una scatola: un contenitore dinamico spesso ignoto a sé stesso. L'innesco non è solo psicologico, ma storico sociale e culturale. L'esito ferale vissuto come possibilità di dominio assoluto da parte della componente dominante sulla prescelta vittima resta ambiguamente inscritto nel codice sociale. La "vittima" è quasi sempre designata in quanto parte della componente subordinata, sulla base di una presunta minorità costitutiva del gruppo subalterno. La classificazione (per esempio sulla base della funzione riproduttiva e di cura a carico dell'elemento femminile diviene preminente e alibi per forme di controllo/sopraffazione) diventa organizzazione ampia e sottile del controllo, della preclusione, dell'esclusione. Questa precondizione fa in modo che tutto intorno a te, soggetto femminile, sia specchio irrecusabile della tua minorità. Sarai il supporto docile, alle volte infido, ma di gran lunga disinnescato della possibilità di arrecare gran danno al tessuto codificato che si stringe attorno a te e realizza e conferma la tua minorità. Tu sarai colpevole a prescindere, anche per l'aggressione che subisci di continuo. L'orrore si compie perché tu sei destinata ad amare il tuo aguzzino che si presenta col segno della maschia nobiltà, magari un po' corrosa dall'abuso perpetrato su altre della tua stessa genia. L'orrore sta nel fatto che lui, illuminato o meno, è il premio. E che per adire a tale premio, tu sia per l'altra, Caina; dunque sola. Ecco il destino psicologico perverso: essere abbandonata alla mercé in un ambito nel quale la tua sudditanza è tale che persino la morte può suonare liberatoria.

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