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"La mite" di Fëdor Dostoevskij

di Liana Monti

La storia ruota interamente attorno e all’interno dei due personaggi: la mite e il marito.
Si tratta di un dramma in cui si verifica la morte di una donna e la domanda del marito: perché è successo?
Il racconto si svolge interamente nelle ore successive alla tragedia e tutto tramite la narrazione del marito che la guarda e si interroga sulle motivazioni di quel gesto.
Egli si analizza in merito ai comportamenti avuti con lei sin da quando si sono conosciuti fino alle ultime ore e alla ricerca di eventuali responsabilità o colpe che possano portare ad una spiegazione.
Egli ritrova gli echi di un evento del proprio passato in seguito al quale subì la perdita della reputazione e l'espulsione dal reggimento. Successivamente si era ricostruito un’identità e un suo posto nella vita fino a quando aveva conosciuto questa donna, si erano sposati poi le cose fra loro non sono andate bene e vissero come separati in casa. Dopo qualche tempo ci fu il tentativo di riavvicinamento non riuscito.
“Sono maestro del parlar tacendo.”
Fra loro regnava una mancanza di dialogo, fino a lunghi silenzi in cui solo gli occhi parlavano. Ne sono derivate profonde incomprensioni e un senso di impotenza da parte di entrambi. Il non essere felici in una relazione che li aveva portati a tentativi di piccole fughe, segreti, sotterfugi che una volta scoperti hanno avuto un conseguente senso di vergogna e un continuo isolamento.
Ad un certo punto compare una rivoltella e il dilemma da parte di entrambi: usarla?
Quanto è ancora attuale questa vicenda! Due personaggi, di cui non conosciamo i nomi ma solo i ruoli, la mite e il marito. Quasi a volere sottolineare che come loro chissà quanti hanno vissuto casi simili e quanti ancora ce ne saranno.
Il marito che proviene da un passato con avvenimenti che non gli daranno mai pace e in quel presente il dramma, della moglie morta, che non troverà spiegazione e senza nemmeno un biglietto di addio.
La mite, così da lui definita quando si erano conosciuti, ma in seguito rivelatasi una persona molto tormentata interiormente perché alla cerca di un po' di serenità nella vita, un po' di gioia, e di gratificazione, un po' di amore. Apparire mite era forse una maschera per il bisogno di sentirsi accolta e accettata e al tempo stesso la necessità di proteggere i propri sentimenti e le fragilità.
È il dramma di una donna che non è felice nel proprio matrimonio e non può permettersi di andare a vivere da sola. Che cerca di sopportare, di rassegnarsi, ma la situazione era diventata insostenibile, fino a meditare a lungo su cosa fare e raggiungere la finestra.
“Si dice che chi si trova in alto è come se fosse attratto verso il basso, verso il baratro.”

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