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Come la medicina estetica sta cambiando la bellezza. E le donne

di Laura Maria Di Forti

In televisione e sulle riviste, uno solo è il messaggio imperante: se non sei più giovane, allora devi sembrarlo. Come?  
Con creme miracolose appositamente confezionate dalle migliori case di beauty e furbescamente riposte in splendidi vasetti dorati dal profondo doppiofondo, con interventi estetici invasivi e dolorosi o più semplici punturine che spianano, gonfiano, rinsaldano e alzano le tue gote come solo una fata buona riuscirebbe a fare.
Così noi donne, soprattutto noi donne, che rimaniamo ore davanti allo specchio a constatare la drammatica e perversa metamorfosi dei nostri visi che vanno trasformandosi in volti ormai cadenti e terribilmente disfatti, desideriamo solo una cosa: la bacchetta magica della fatina buona.
Poi ci rendiamo conto che, non vivendo in una favola, queste magie sono a caro prezzo perché tutto l’ambaradan del “Ritorna giovane e sarai di nuovo felice” costa molto e, anche se nessuno vuole dirlo apertamente, il risultato può non essere quello sperato.
Non è forse capitato a tutte noi di vedere visi troppo tirati, occhi divenuti due fessure, pelli troppo lisce nemmeno fossero quelle di vergini quindicenni, o troppo gonfie certe labbra? Talvolta si va oltre la normale correzione di imperfezioni, si vuole strafare, superare i limiti del giusto per sbalordire, nascondere l’età che avanza e credere di aver scoperto l’eterna giovinezza. 
Da che mondo è mondo, rendere immortale la giovinezza è sempre stato un desiderio umano ma, ahinoi, appannaggio solo degli dei.
E allora? C’è chi affronta il bisturi e il rischio di sembrare una maschera di cera, spendere un mare di soldi e rimanere schiava per tutta la vita di ritocchini di manutenzione e chi, al contrario, accetta il trascorrere del tempo, le rughe ai lati di bocca e occhi e si lascia invecchiare con la saggezza delle donne di una volta che ancora non conoscevano il significato di medicina estetica.
Insomma, donne, lasciamo fare alla natura. Invecchiare con dignità, senza lasciarsi fuorviare da modelle alte e magre, senza rughe e con i denti bianchissimi, è indice di una sana partecipazione alla vita. Quelle che si stirano, si gonfiano, si lisciano, in realtà barano alla grande: la loro ritrovata giovinezza è solo un’illusione, un tocco di magia che non le rende giovani dentro.
È dentro di noi, invece, nel cuore e nell’anima, che dovremmo imporci di restare giovani! Se abbiamo ancora sogni nel cassetto, se ci esaltiamo per un progetto e ci meravigliamo continuamente per la straordinaria bellezza di un tramonto che lentamente scolora all’orizzonte, allora siamo sulla buona strada. L’amore per la vita, l’entusiasmo per tutte quelle scoperte che ancora andremo a fare, la conoscenza per ciò che non abbiamo mai saputo, mai studiato, mai visto, ecco, tutto ciò è sicuramente meglio di certe punturine che durano il tempo di un soffio.
Il sorriso che dimostra la nostra serenità e l’appagamento per una vita vissuta con onestà e amore, tutto ciò è impagabile, è lievito che monta dentro di noi, è nutrimento che ci arricchisce e gioia che rende luminosi i nostri occhi e belle anche le nostre rughe. In fondo, esse sono solo la dimostrazione che abbiamo amato, riso, anche pianto e sofferto, ma abbiamo vissuto, siamo state vive, abbiamo sognato e sperato.
Continuiamo a vivere così, con la spavalderia dettata dai nostri sentimenti, dall’audacia dei cuori e il desiderio di sperimentare ancora, di sognare e di godere di ogni singolo fiore, del profumo del caffè la mattina, il dolce sapore di un cioccolatino, l’amore di figli, nipoti, il sorriso di un bambino intravisto dentro un’auto che sfreccia veloce o gli occhi di un cane che scodinzola per averci riconosciute. 
La nostra essenza non cambia se avremo più rughe e sembreremo delle anziane signore! La nostra essenza è quella che abbiamo costruito giorno per giorno in tutti gli anni che abbiamo vissuto, è dettata dai nostri sorrisi e dal nostro cuore, dalla saggezza e dall’intelligenza con cui abbiamo affrontato ogni giorno. 

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