Passa ai contenuti principali

Una parte di me (serie Netflix)

di Marina Zinzani

“Una parte di me” è una serie brasiliana trasmessa su Netflix. Racconta la storia di Liana, una donna sposata con un uomo che ama, da cui desidera un figlio. Un giorno la donna scopre che lui la tradisce e le crolla il mondo addosso: lui se ne va di casa, la loro storia sembra finita. Lei allora esce, va in un locale, beve molto, perdendo il controllo. Finirà vittima del fratello di un’amica, con cui avrà un rapporto non consenziente. 
Poco tempo dopo si accorge di essere incinta: aspetta due gemelli, uno del marito e l’altro dell’uomo che ha approfittato di lei. Una situazione rarissima ma non impossibile. Lo rivelerà al marito, la coppia si ricompone, un figlio era ciò che desiderava. Terranno solo il loro figlio. Il figlio dell’altro invece, una volta nato, dovrà sparire, secondo la volontà del marito. Dovrà essere dato in adozione.
La madre non se la sente di separarsi dall’altro figlio, e così convincerà il marito a crescere i due bambini come fossero suoi, dicendo a tutti che sono figli del marito, nessuno sospetterà l’assurda verità.
Ma le cose sono più complicate: il padre non riuscirà ad amare allo stesso modo i due bambini, e col tempo il figlio dell’altro assomiglierà sempre di più al padre biologico. Il quale, riapparso nella storia, tornato nella loro città, si imporrà nelle loro vite, credendo che i gemelli siano ambedue i suoi. D’altronde uno è uguale a lui da bambino.
La storia, accattivante nella sua straordinaria originalità e nell’umanità della protagonista, scava a fondo nei personaggi: Liana non riesce a dimenticare la maledetta notte dell’abuso, si porta dentro questo segreto, ma cerca di vivere una vita il più serena possibile con i suoi figli. 
Cosa resa complicata dal marito che vede nell’altro figlio il volto del padre biologico. Il detto che i figli sono di chi li cresce, e che il cuore supera tutto, non appare veritiero per il marito, perché non riesce ad amare il figlio dell’altro. E i bambini alla fine soffriranno per questa differenza di trattamento del padre. 
Soffriranno tutti: soffrirà Liana, che vedrà il suo equilibrio sempre più compromesso e la sua vita diventare piano piano un incubo, soffrirà il marito che credeva di poter accettare questa realtà e non ci riesce, soffriranno i bambini, per le segrete tensioni famigliari.
È una storia che appare come un labirinto, fin dall’inizio: è un labirinto in cui è finita la donna, in una sorta di lenta disperazione e ricerca di una normalità. È umano il suo desiderio di crescere i suoi figli come se la sua fosse una famiglia normale, è terribile il suo portarsi dentro una ferita, con la paura del passato che può ripresentarsi.
Quali vie d’uscita? La verità, detta forse anche ai ragazzi? Assurdo, impensabile, considerando che così esploderebbero i già difficili equilibri. E poi un figlio dovrebbe sapere chi è veramente suo padre, il suo torbido passato di spacciatore, quello che ha fatto a sua madre. Quindi meglio il silenzio.
Questa storia suggerisce certi labirinti in cui le relazioni umane si confondono, si perdono, incastrate da eventi, reazioni a catena, e in cui non si riesce a trovare una via d’uscita. Diventa una strada chiusa, in cui non sempre la verità libera le persone e l’amore trionfa. Su tutto, il coraggio e la segreta disperazione di una donna.

Commenti

Post popolari in questo blog

C'era una volta: la vita come narrazione infinita 📖 📘 📙 📚 🔖 🛋️

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio intimo che attraversa le stagioni della vita: dal battito del cuore materno alle favole strampalate del nonno, fino all’eredità narrativa lasciata ai nipoti. Un racconto che celebra la scrittura e l'ascolto come farmaci dell'anima, capaci di rendere il "fardello di vivere" magicamente più leggero. (Daniela Barone)▪️ L'alba delle storie: dal grembo alle favole del nonno Mi piace pensare che la mamma mi raccontasse delle storie nel suo grembo: poi, al quinto mese tutto cambiò: la sua giovane madre era venuta a mancare improvvisamente. Da allora non udii più la sua voce armoniosa e cantilenante, né avvertii più le sue lievi carezze.  Al loro posto iniziai a percepire dei sussulti fastidiosi: erano sicuramente i suoi singhiozzi che mi facevano sobbalzare nel caldo liquido amniotico. Immagino che, una volta nata, intonasse per me delle dolci ninna-nanne anche perché papà era un po' stonato e comunque non conosceva i tener...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

‘Il somarello’: quando la scuola impara ad ascoltare 🫏

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa succede quando un insegnante decide di ignorare il rigore della Presidenza per ascoltare il cuore della classe? Tra i viottoli di Genova e i banchi di una prima media degli anni '60, nasce "Il Somarello": un giornalino di classe che trasformò i "somari" in protagonisti e una ragazzina timida in una giovane poetessa. (Daniela Barone) ▪️ Tra girini e viottoli di campagna Andare alla scuola media Assarotti era piacevole per me. Per raggiungerla percorrevo una stradina di campagna, costeggiata da orti e serre, che mi conduceva all’istituto in una ventina di minuti. Davvero non so perché noi ragazzini chiamassimo il lungo viottolo spasuia , in genovese scopa.  Si trattava, per la verità di una viuzza tortuosa piuttosto mal tenuta, piena di erbacce ai lati, dove molte persone portavano i cani a fare i bisogni. Facevamo quindi una specie di gincana per evitare le lordure e i rovi che infestavano i tratti più stretti.  In fondo si v...

"Quiero buscar una flor": la vita attraverso il profumo dei fiori 🌷

(Introduzione a Daniela Barone). Gli oggetti non sono solo decorazioni. Possono essere custodi del tempo. Per l'autrice, i fiori sono bussole emotive: dal giallo brillante delle ginestre dell'infanzia al rosso intenso delle rose di un amore impossibile, ogni petalo racconta una stagione dell’anima. Un percorso che parte da un mazzo di tulipani gialli per arrivare a una frase in spagnolo, dove il fiore si fa donna e la bellezza diventa rifugio. (Daniela Barone) ▪️ ❧ Tulipani e ginestre: dove tutto ha inizio Oggi ho comprato un mazzo di tulipani gialli, i miei fiori preferiti. Non ho saputo resistere. Erano così belli, con le corolle pudicamente chiuse.  «Sono il simbolo dell’amore perfetto», mi ha detto la fiorista mentre li avvolgeva nel cellophane. Sarà. Per me rappresentano la gioia pura, la vitalità. A casa li ho subito sistemati in un bel vaso sul tavolinetto rotondo accanto al sofà, giallo anch’esso. Poi li ho fotografati e ho postato l’istantanea sul mio stato di Whatsap...

Achille Lauro e Sanremo: il coro per le vittime di Crans-Montana 🎼

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono momenti in cui la televisione smette di essere spettacolo e diventa specchio dell'anima. Sul palco di Sanremo, tra luci e canzoni, si è aperto uno squarcio di pura commozione che ha trasformato il Festival in un rito collettivo di memoria e amore nel ricordo delle giovani vittime di Crans-Montana. (Marina Zinzani) ▪️ ❧ L'altrove in bianco e nero Un momento unico sul palco del Festival di Sanremo: un coro si leva con la splendida voce di Valentina Gargano, in un’atmosfera in bianco e nero che sembra provenire da un luogo irreale, da un altrove. Un luogo che è anche un non luogo. ❧ Una canzone diventata simbolo Il coro scivola delicatamente sulle note e sulla voce di Achille Lauro. Quella che lui canta non è una canzone come un’altra. È una canzone diventata simbolo di una tragedia, tragedia collettiva. “Perdutamente” era la canzone che Achille Barosi, una delle giovani vittime di Crans-Montana, cantava sempre in macchina con la madre.  ❧ ...