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Visualizzazione dei post con l'etichetta famiglia

Le lettere ritrovate tra le pagine di Kafka, un disamore a tre voci

(Introduzione a Daniela Barone – Commento a.p.) Il trittico di lettere (un padre e due figli) che qui presentiamo si apre con il resoconto di un testimone silenzioso: un vicino di casa che, tra le pagine di un libro di Kafka, ritrova le tracce di un'intera vita familiare. Al termine, il nostro commento critico. (Daniela Barone). Il testimone della solitudine Sono il vicino di casa di Mirko da diversi anni. Lui si è trasferito in questo paesino montano da quando ha lasciato la sua compagna perché è il paese d’origine dei suoi genitori, dove ha sempre trascorso le vacanze estive. Mi hanno telefonato dall’ospedale di Saluzzo dov’era ricoverato per dirmi che è mancato stamattina. Non mi sembrava così malato, sinceramente. Spetta a me il compito di svuotare la stanza da tutte le sue cose, dato che i suoi tre figli vivono lontano. La sua camera contiene i suoi abiti e nient’altro, a parte un libro, Lettera al padre di Kafka. M’accorgo che fra le pagine ci sono tre lettere. Non resisto al...

Il calore del ritrovarsi: la festa come viaggio emotivo tra passato e presente

(Introduzione a Marina Zinzani). Le feste, specialmente quelle che celebrano i grandi traguardi della vita come i matrimoni, non sono solo occasioni di convivialità, ma veri e propri catalizzatori di emozioni. Diventano il pretesto perfetto per riannodare i fili del tempo, permettendo ad anime che hanno condiviso un tratto di strada passato di incrociarsi nuovamente. Che si tratti di cugini, zii o parenti lontani, queste occasioni riaccendono una scintilla profonda, sospesa tra nostalgia e gioia. (Marina Zinzani). L'incontro delle anime e l'anello dei ricordi Ritrovarsi dopo tanti anni: si organizza una festa, in genere è ad un matrimonio che ci si ritrova, ma non solo. La festa diventa un incontro di anime, che provengono dal passato, con cui si è fatto un tratto di strada assieme. Succede fra cugini, zii, parentele varie. I ricordi appaiono come avviluppati da un manto nostalgico, piacevole, umoristico anche, sono come anelli che si uniscono ed arrivano alla parte più profond...

Il giardino dei cachi: memorie di un’infanzia tra muri di casa e azzurro del cielo 🌲 🏞️

(Introduzione a Valeria Giovannini). Un racconto che esplora il confine tra la solitudine domestica e la libertà della natura. L’autrice ci conduce in un giardino d'altri tempi, dove il profumo dei cachi e il suono delle campane diventano l'unico argine contro l'ansia di una famiglia "infelice per difetto". Una riflessione commovente sul tempo che trasforma i luoghi, ma non riesce a scalfire l'essenza dei sogni. (Valeria Giovannini). Oltre il muro dell'infelicità Ho vissuto in una famiglia infelice che, come tale, non somigliava ad alcun'altra. Infelice per difetto. Per l'assenza di calore. E di colore. Ospiti costanti erano l'ansia e la tensione. Mi sembrava che ogni altra famiglia fosse felice. Dalla finestra della mia stanza di ragazzina vedevo un muro imponente, oltre il quale si spalancava un giardino immenso, circondato da una lunga fila di abeti. La gioia era oltre quel muro. Lì respiravo l'intenso profumo dei cachi. La presenza legg...

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

C'era una volta: la vita come narrazione infinita 📖 📘 📙 📚 🔖 🛋️

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio intimo che attraversa le stagioni della vita: dal battito del cuore materno alle favole strampalate del nonno, fino all’eredità narrativa lasciata ai nipoti. Un racconto che celebra la scrittura e l'ascolto come farmaci dell'anima, capaci di rendere il "fardello di vivere" magicamente più leggero. (Daniela Barone)▪️ L'alba delle storie: dal grembo alle favole del nonno Mi piace pensare che la mamma mi raccontasse delle storie nel suo grembo: poi, al quinto mese tutto cambiò: la sua giovane madre era venuta a mancare improvvisamente. Da allora non udii più la sua voce armoniosa e cantilenante, né avvertii più le sue lievi carezze.  Al loro posto iniziai a percepire dei sussulti fastidiosi: erano sicuramente i suoi singhiozzi che mi facevano sobbalzare nel caldo liquido amniotico. Immagino che, una volta nata, intonasse per me delle dolci ninna-nanne anche perché papà era un po' stonato e comunque non conosceva i tener...

Papà comunista: un sogno, e una fede perduta 🔴

(Introduzione a Daniela Barone). Alcune ferite segnano il corpo, altre l'anima. Per il padre dell’autrice, la passione politica è stata un intreccio di sogni d'oltre cortina, faticosi turni alle Feste dell'Unità e una fiducia incrollabile nei grandi leader del Novecento. Questo racconto ripercorre la sua parabola: dall’entusiasmo delle riviste patinate russe alla solitudine di un astensionismo dignitoso, passando per l’addio straziante a Enrico Berlinguer. Un uomo ha visto cambiare il mondo e il proprio cuore. (Daniela Barone) ▪️ Sogni d’Oltre cortina e riviste patinate Era stato Guido T., collega e vicino di casa, a convincere papà ad abbonarsi alla rivista ‘U.R.S.S.S.’ che trattava del rinnovamento sociale russo.  Lui che non leggeva mai nulla si dilettava a sfogliare le pagine del mensile e spesso commentava ammirato i titoli e le foto più significative.  «Hai visto, Carmen? In Russia le donne fanno qualunque tipo di lavoro. Non è come da noi. Là ci sono spazzine, murato...

🌻 Profumi di erbe, e fiori: l'infanzia tra natura e tablet 🌱

(Introduzione a Cristina Podestà). In un'epoca dominata dalla tecnologia, un'osservazione quotidiana in un bar si trasforma in una malinconica riflessione sull'infanzia. Cosa significa crescere oggi? Questo testo ci invita a confrontare i ricordi di un passato fatto di scoperte nella natura con il presente digitale, interrogandoci sul futuro della creatività e dello sviluppo nei bambini. 🌱 Infanzia digitale: il tablet al posto dei giochi all'aperto (Cristina Podestà) ▪️ Guardo un bambino di circa un anno in braccio al padre che, al bar, è seduto vicino al mio tavolo. Mi viene da sorridere: così piccolo e già utilizza in modo spontaneo e veloce un tablet. Poi il sorriso si spegne; è un bimbo molto piccolo. Cosa faceva mia figlia a un anno, anzi, cosa facevo io? 🌱 Memorie di un'infanzia nella natura: cappelli di foglie e profumi Mi allontano con la mente dal luogo dove sono, e mi vedo piccola, forse ho più di un anno, forse ne ho due o tre, e sono per mano a mio pad...

In cerca di sé stessi

Racconto  di Marina Zinzani Tratto da I racconti della pioggia ( angelo perrone ) Il tema della pioggia percorre anche storie di uomini, una sorta di controcanto alle loro inquietudini, alle difficoltà che incontrano, talora, per essere sé stessi, senza timori. Stupenda era stata la cerimonia. Stupendi i fiori in chiesa, stupendo l’abito della sposa, stupendo l’addobbo al ristorante e stupenda la torta.  Ogni cosa pensata da mesi, per non lasciare niente al caso.

Il Covid contro gli abbracci

La paura del Covid ci ha imposto molti divieti, è stato pesante rinunciare ai gesti di amicizia e vicinanza di Laura Maria Di Forti In questo momento drammatico che il mondo intero sta vivendo sono tanti i sacrifici fatti e che ancora dobbiamo fare.

Scuola, lavori in corso

Gli effetti del Covid-19 sono stati traumatici, ma la scuola ha attraversato continui momenti di trasformazione: in che direzione andare? di Paolo Brondi Il 28 febbraio scorso andava in onda una puntata di Presa Diretta , intitolata in modo profetico “Cambiamo la scuola”. E la scuola è cambiata, dall’oggi al domani. L’emergenza sanitaria è riuscita laddove non sono arrivati i ripetuti tentativi di riforma. Nella corsa dietro l’imperativo di cambiare e innovare, la scuola è stata superata dagli eventi stessi, con tutta la loro tragicità. Con un tempismo sfortunatamente azzeccato.

In un angolo

Lettera di un marito: l’arrivo del figlio, la coppia che non è più la stessa di Liana Monti Sono qui che ti osservo. In questa stanza di ospedale. Spettatore inerme. Tutto sta accadendo, ora, davanti ai miei occhi. Guardo, ascolto, ma sono impotente, non posso fare né dire nulla, solo essere presente. Tu senti dolore, stai male. Il tempo passa, ti chiedo se hai bisogno, ma tu non riesci a rispondere dal male che senti.

Mattina presto

Ricevere e donare: il momento della colazione in casa, tutti insieme. di Marina Zinzani “Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona” (Carl Gustav Jung). La mattina presto, sbatter di tazze, lavastoviglie che si svuota, la moka riempita di acqua e caffè, i suoi gorgoglii in cucina mentre l’aroma si espande, profumo invitante che apre la giornata.

Linda

di Marina Zinzani (ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione per un racconto. E’ un momento particolare, il sabato. Per una donna spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti. Oppure può essere un tempo per fare ciò che si è rimandato, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente. Per leggere un libro, guardare un film, uscire con gli amici. Trovare pace e serenità, piccoli piaceri. Magari non fare nulla, guardarsi intorno, fare una passeggiata. In compagnia solo dei propri pensieri.

Quale famiglia?

Là dove c’è amore, possiamo parlare di famiglia di Marina Zinzani Le famiglie si costruiscono si spezzano rinascono con altri componenti non più legami di sangue ma l’amore che unisce che va sopra ad ogni cosa creando un luogo ameno, di pace.

Idea di famiglia

Tante idee nelle unioni, quel miscuglio di intese e incomprensioni di Marina Zinzani Ciò che succede nelle famiglie ogni tanto è grandioso. E’ una manifestazione di amore, di vicinanza profonda, e allora si pensa che è fortunato chi, pur nei problemi anche gravi, ha qualcuno su cui può contare, ha quel qualcosa in più che può veramente aiutare. Unioni non sempre felici, senso di solitudine anche in famiglia, da una parte, e dall’altra persone che sono vicine, una squadra. E questo essere squadra non è solo all’interno della famiglia, può accadere in una rete di amicizie, in un progetto comune, nel volontariato, in relazioni in cui predomina la positività. Oltre ogni cosa.  L’idea di famiglia quindi si allarga, va oltre, e diventa luogo immaginario che ha tanti volti, ognuno dei quali rende l’altro meno solo.

La vita degli altri

Manca l’entusiasmo, subentra l’abitudine: la convivenza così difficile di Paolo Brondi La vita quotidiana ha un tempo misurato dalle convenzioni, dai media, dall’organizzazione del lavoro. Anche il tempo libero è occupato. I giorni precipitano nelle secche dell’abitudine, della routine. Questa routine porta con sé banalità, insignificanza, negazione dell’entusiasmo, della vivacità, della creatività.

Ho incontrato mio figlio

Ritorno al passato

di Giovanna Vannini Dopo che ebbe parcheggiato, si prese del tempo, si mise in cammino. C'era azzurro in cielo e un'aria settembrina di fine giornata che invitava al passeggio. Gli avevano narrato di quel luogo, di quella dimora di famiglia, ma aveva per motivi diversi, per mancanza di energie, rimandato spesso quel pellegrinaggio. Ora che quelle mura in rovina e ogni ciuffo verde e il terreno d'intorno gli si mostrarono parenti, sentì la necessità di chi si ripromette un ritorno. Come quando ci si allontana per avvertirne la mancanza.

Mietitura: storie familiari d'altri tempi

di Paolo Brondi La frigidità e secondarietà di tante pagine mediatiche, il cui effetto sulle coscienze è quello stesso della metafora "gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo", causano l'evanescenza di ricordi e suggestioni, che, tut tavia, per non essere del tutto fagocitati dalle realtà linguistiche

Il vascello sballottato dai venti

di Laura Bonfigli Intervento sul tema Quale famiglia (P. Brondi, PL 11/11/15) La famiglia, analizzata, osservata e studiata non solo nel corso del tempo, ma anche nelle sue molteplici manifestazioni odierne, seppur sballottata come un vascello nel mare in tempesta, resiste alla modernità e sopravvive a se stessa, grazie ad un processo di lenta ma costante metamorfosi. Ovviamente alla vecchia struttura verticale si è sostituita una struttura orizzontale in grado di accogliere legami più articolati e differenziati.