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🌻 Profumi di erbe, e fiori: l'infanzia tra natura e tablet 🌱

Un campo fiorito su un pendio verde, con fiori viola, rosa e blu che crescono rigogliosi sotto la luce del sole, evocando un'infanzia felice e a contatto con la natura.

(Introduzione a Cristina Podestà). In un'epoca dominata dalla tecnologia, un'osservazione quotidiana in un bar si trasforma in una malinconica riflessione sull'infanzia. Cosa significa crescere oggi? Questo testo ci invita a confrontare i ricordi di un passato fatto di scoperte nella natura con il presente digitale, interrogandoci sul futuro della creatività e dello sviluppo nei bambini.

🌱 Infanzia digitale: il tablet al posto dei giochi all'aperto

(Cristina Podestà) ▪️ Guardo un bambino di circa un anno in braccio al padre che, al bar, è seduto vicino al mio tavolo. Mi viene da sorridere: così piccolo e già utilizza in modo spontaneo e veloce un tablet.
Poi il sorriso si spegne; è un bimbo molto piccolo. Cosa faceva mia figlia a un anno, anzi, cosa facevo io?

🌱 Memorie di un'infanzia nella natura: cappelli di foglie e profumi

Mi allontano con la mente dal luogo dove sono, e mi vedo piccola, forse ho più di un anno, forse ne ho due o tre, e sono per mano a mio padre. Siamo in un boschetto vicino alla casa di allora, e mio padre raccoglie foglie di castagno e mi insegna a costruire un cappello con quelle.
Che profumo sento! Annuso e lo ritrovo: di erbe, di menta, di fogliame e fiori. Con caparbietà voglio imparare a fare i cappelli, come sa fare lui. E piano piano riesco. È con orgoglio che torno a casa e li mostro alla mamma.

🌱 Creatività e immaginazione: i colori di mia figlia

Poi vedo mia figlia ad un anno e mezzo al ristorante. Ha davanti un album e dei colori sul seggiolone dove è seduta. Non mangia ma disegna per ore, mi chiede di guardare ciò che ha colorato, si impegna con la matita in bocca, si dà da fare finché crolla dal sonno.

🌱 Il dilemma del presente: uno sguardo al futuro alienante

Torno alla realtà. Quanta fantasia noi abbiamo sviluppato, quanta creatività! Il piccolo al mio fianco sembra incollato passivamente allo schermo. La mamma gli porge un pezzetto di dolce e lui, meccanicamente, mastica.
Mi prende un groppo alla gola. Che futuro alienante attende questa generazione in erba? Non è così che avevamo pensato, non in questo modo bisogna crescere i bambini.
Forse ormai sono desueta, vecchia, fuori tempo, ma quanto amavo giocare e scoprire, risolvere problemi, sistemare una bambola rotta o almeno provarci, insomma la testa va allenata altrimenti non si sviluppa. Io la vedo così.

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