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Dai fermi preventivi ai nuovi reati, quando le leggi illudono i cittadini ⛓️‍💥

tre riquadri indicano la giustizia che colpisce i deboli, la persistenza delle diseguaglianze, il miraggio della sicurezza a parole
(Introduzione ad a.p.). L’approvazione dell’ennesimo pacchetto sicurezza impone una riflessione sulla direzione che la giustizia sta imboccando nel nostro Paese. Non si tratta solo di nuove norme, ma di una visione che sembra privilegiare la repressione della marginalità a discapito della tutela dei diritti fondamentali e della funzione rieducativa della pena.

(a.p.).

Il nuovo testo approvato dal governo Meloni — il quinto in soli tre anni — delinea una politica criminale che rischia di accentuare profondamente le disuguaglianze sociali e minare i principi costituzionali.

Le criticità del nuovo scenario normativo

Repressione selettiva e disuguaglianza:

La strategia legislativa appare sbilanciata. Da un lato, si assiste a un inasprimento punitivo (nuovi reati e pene più severe) che colpisce principalmente la marginalità sociale e il degrado economico. Dall'altro, si registra un aumento delle garanzie di impunità per i "colletti bianchi" attraverso l'abolizione dell'abuso d'ufficio e limitazioni alle intercettazioni.

La crisi del sistema carcerario: 

Il carcere, già gravato da un serio sovrappopolamento che ne pregiudica la dignità, è diventato l'unica risposta in assenza di reti di supporto esterne. L'introduzione di agenti sotto copertura negli istituti di pena è particolarmente critica: una misura che tradisce la necessaria fiducia tra detenuti e istituzioni, svuotando di senso la finalità rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.

L’erosione delle garanzie di libertà: 

Strumenti come il fermo preventivo sollevano seri dubbi di compatibilità costituzionale. Affidando poteri decisivi alla polizia, senza un immediato controllo del giudice, si rischia di trasformare la limitazione della libertà in uno strumento per impedire il dissenso o la partecipazione alle manifestazioni. La norma sembra finalizzata più a impedire la partecipazione alle manifestazioni che a reali esigenze investigative, con presupposti generici e difficilmente controllabili.

L’illusione della sicurezza normativa

La storia insegna che la sicurezza non si costruisce solo con nuovi reati o celle più piene. La vera prevenzione passa per l'esame dei problemi sociali alla radice: povertà, tossicodipendenza e assenza di percorsi effettivi di reinserimento sociale per chi ha sbagliato. Una reale prevenzione dei reati richiederebbe interventi strutturali sui problemi piuttosto che un sistema che aumenta le distanze tra cittadini e garanzie legali.

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