Passa ai contenuti principali

Cenere

Il ricordo è odore, suono, aspettativa, che può risvegliare il vecchio ardore ormai sopito

di Maria Cristina Capitoni

Una profonda nostalgia
di quella provata per luoghi incantati
come se, dentro di te, io
avessi viaggiato
scoperto, ritrovato
qualcosa di familiare
il caldo incombente
ad una finestra
del pian terreno
in una Roma di troppi anni fa
quando il tempo
non infieriva su niente
ma leggero scivolava a me accanto
scandendo tappe cariche d'aspettativa
come se ogni minuto
nel suo divenire
non desiderasse altro che
porsi a fianco del precedente
ed inconsapevolmente insieme ad esso procedere;
questo è quanto adesso
negli incessanti ricorsi di questa esistenza
puntuali ritornano gli odori
i suoni, i bagliori le presenze
come la tua
a scuotere, rinvigorendola,
la brace
silenziosamente sommersa
sotto mucchi di cenere
eppur costantemente accesa
come se altro non desiderasse
che legna da ardere
da trasformare in calore e poi
ancora in acqua e infine
di nuovo in cenere.

Commenti

Post popolari in questo blog

Luce di settembre

Parole insieme, tra presente e futuro di Giovanna Vannini Si svegliò presto. Mise scarpe da passeggio e giubbotto da inverno. C'era luce di dicembre in cielo e non di fili a led. Prese il passo annusando l'aria fredda. Avrebbe percorso 4 km e 300 metri, quanto c'era dall'uscio di casa sua a quello di Giacomo.

Non solo fantasmi, lavoratori della Giustizia

(Catia Bianchi). La stenotipia e il processo: la storia delle persone che sono coinvolte in una lotta per la dignità di un servizio pubblico Ciao. Sì, sono la stenotipista di tribunale , e sono anche l’ anonima stenotipista , che ha scritto post e commenti su questo blog e in rete. Sono quel che definiscono una “toscanaccia”, e vivo in un paesello toscano "fra i lupi" (ma forse è solo invidia per l'aria fresca che qui tira nonostante le temperature bollenti di oggi). Di lavoro, appunto, sono stenotipista presso il tribunale di Pisa dal 1993. Anonima io? Mai più dopo quei primi scritti. Non è più tempo di fantasmi per tutta la nostra categoria, dai fonici, ai trascrittori, agli stenotipisti, a chi sta a stampare documenti e consegnarli nelle cancellerie, a chi organizza la copertura delle udienze, a chi resta reperibile per le direttissime mentre il resto del mondo è sotto l’ombrellone. Quella categoria rappresentata alla fine da un soggetto che compare poco o null...

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

La prima neve di primavera: la voce di una bambina dal grembo materno

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa prova una vita prima ancora di venire alla luce? In questo racconto, la voce narrante appartiene a una bambina che osserva il mondo esterno attraverso i filtri emotivi della madre. Dal miracolo del concepimento nella notte di San Giovanni a Genova, passando per la nube scura di un lutto improvviso, fino a una nascita avvolta da un evento atmosferico straordinario. Attesa, dolore e rinascita: il legame materno supera ogni tempesta. (Daniela Barone). Un inizio invisibile Ho dovuto viaggiare per otto giorni prima di arrivare dentro il tuo grembo, mamma. Sono così piccola che nessuno può vedermi e nemmeno tu sai della mia esistenza. La notte di San Giovanni, patrono di Genova, hai pregato papà di lasciarsi finalmente andare e così mi avete concepito. Immagino gli scoppi dei fuochi d’artificio e i meravigliosi colori che non sono in grado di percepire mentre mi accoccolo un po’ smarrita in te.  Non so quanto tempo sia passato ma ora mi sento tutta s...

Riposano sulla collina: la Spoon River di un condominio genovese 🏞️

(Introduzione a Daniela Barone). Ritornare davanti a un vecchio portone dopo quarant'anni non è mai un semplice esercizio di nostalgia, ma un incontro ravvicinato con chi siamo stati. In questo racconto, l'autrice trasforma una citofoniera in una soglia tra il presente e un passato popolato di figure vivide, tragiche e talvolta grottesche. Ispirandosi alla suggestione della "collina" di Edgar Lee Masters e De André, Daniela Barone tesse una trama di segreti, dolori e rinascite, regalandoci una galleria di umanità che, pur nel silenzio del riposo eterno, continua a parlarci con forza. (Daniela Barone) ▪️ Ritorno al portone: i nomi del passato Stamattina sono passata davanti al caseggiato dove avevo abitato per anni. Ci eravamo trasferiti per vivere in una ridente località di mare, a una quindicina di chilometri dalle alture del Righi dove avevo trascorso i miei primi nove anni.  Allora ero nella terza elementare del prestigioso Istituto del Sacro Cuore, frequentato dai...