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Il sapore strano del 2021

Con noi i pensieri di un anno difficile: la speranza che qualcosa cambi presto


di Laura Maria Di Forti

Primo giorno dell’anno. Sa di nuovo, sa di fresco, di giovane e … incontaminato. È proprio il caso di dirlo, vero? Certo le cose non possono cambiare togliendo dalla cucina il calendario del 2020 e mettendo quello del 2021! Ma essere traghettati dal 31 dicembre al 1° gennaio ci dona l’illusione che qualcosa, presto, cambierà.
Si dà la colpa al fatto che il 2020 sia stato un anno bisestile e quindi funesto, negativo, un anno da dimenticare insomma, ma nella cultura anglosassone l’anno bisestile è un anno fortunato, invece. E allora? Allora sono tutte sciocchezze, naturalmente.
Nessun fondamento scientifico a decretare che un anno possa essere più sfortunato di un altro solo perché nel suo calendario compare un giorno in più, il fatidico 29 febbraio che fa orrore a tanti. Cosa dovrebbero dire, allora, quelli che in questo giorno sono nati, come Gioacchino Rossini, ad esempio?
Ma ritorniamo alla sensazione che ci dona l’aver messo piede nel nuovo anno. Ora siamo solo all’inizio e gli inizi sono sempre entusiasmanti. Io adoro cominciare mentre quando finisco qualcosa, qualsiasi cosa, mi viene un poco di malinconia. Non trovate sia più bello iniziare un film piuttosto che vedere i titoli di coda, cominciare un gioco o dare vita ad un progetto? Amo l’idea di progettare un nuovo arredamento, fare un viaggio o cominciare a pranzare! 
L’idea del nuovo non è altro se non la speranza che tutto sarà migliore, più bello e facile. Proviamo a pensare a questo 2021 come all’anno della rinascita dell’umanità resa finalmente consapevole di quanto fragili siamo tutti noi, bisognosi di un abbraccio, di una stretta di mano, bisognosi degli altri per poter sorridere e continuare il nostro cammino. 
La pandemia ci ha insegnato che siamo tutti uniti, legati da un filo invisibile ma tenace, sottile ma potente che ci rende dipendenti gli uni agli altri. Siamo sotto lo stesso cielo e dobbiamo vivere considerandoci come sotto lo stesso tetto.
Siamo tutti fratelli e, se ci pensate bene, questo è l’insegnamento più bello che abbiamo ricevuto. Solo così sapremo evitare errori, egoismi, guerre, sapremo guardarci tutti con l’idea che fare del male al prossimo è come farlo a qualcuno sangue del nostro sangue. 
E allora? Allora cominciamo quest’anno con la convinzione di percorrere un nuovo cammino, mano nella mano, tutti fermi nell’idea di aver dato inizio ad un’era completamente diversa, più saggia e consapevole, più equilibrata e generosa. E la generosità paga sempre perché fa felice chi riceve ma anche chi dona!

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