(foto open.online) La vicenda di Carola Rackete, il capitano della Sea Watch, non può essere semplificata come contrasto tra generosità e rigore inumano. Oltre la suggestione del gesto di disobbedienza del singolo contro il potente, serve un approccio razionale e costruttivo ai problemi complessi come l’immigrazione (ap *) Le migliori cause talvolta suggeriscono strane antinomie, costruiscono bandiere improprie da agitare al vento. Invocando magari i sacri principi della libertà e dei valori civili dell’Occidente. Succede forse per la fretta di cogliere – in un panorama desolante – esempi sociali rassicuranti, o per l’approssimazione nell’analisi degli eventi, che dovrebbe ispirarsi a necessari criteri razionali.
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