Passa ai contenuti principali

Vacche magre

Lavori sottopagati e precari. Dal (relativo) benessere di una volta ad oggi. Stagisti, apprendisti, tirocinanti o disoccupati. In cerca di prospettive

di Davide Morelli

Oggi non sono tanto la professione svolta e la preparazione richiesta ma il tipo di contratto e il reddito ad essere fondamentale. Ci sono giornalisti freelance che talvolta lavorano gratis in attesa di tempi migliori o si fanno pagare cinque euro al pezzo: più di 8 freelance su 10 dichiarano al fisco di percepire redditi minori di 10.000 euro all’anno. Non parliamo poi delle tasse!
Ci sono avvocati che guadagnano 800 euro al mese, dopo cinque anni di studi, due anni di tirocinio, l'esame di stato. Ci sono psicologi costretti a fare altri quattro anni di specializzazione per diventare psicoterapeuti e sperare in questo modo di aumentare i pochissimi clienti del loro studio.
Ci sono dottorandi, borsisti, assegnisti di ricerca sottopagati e precari. Spesso sono costretti a vivere fuori sede e a farsi mantenere dalle famiglie di origine. Ci sono anche operatori call center outbound che fanno telemarketing di assalto, sono considerati da molti dei molestatori seriali di professione e non se la passano affatto bene. Lo stesso dicasi per i rappresentanti, che oggi vengono chiamati anche consulenti commerciali o sales manager. Un tempo erano signori benestanti. C'era chi vendeva mobili per tutta una regione e si comprava quindici appartamenti. Ora anche per loro è tempo di vacche magre.
I guadagni si sono sempre più ridotti. Certo bisogna considerare caso per caso (mansioni, competenze, carriera, fatturato). Oggi in generale  il lavoro è sempre più precario e si è sempre più proletarizzato. Spesso si tratta di vendere porta o porta oppure di prendere il catalogo e andare a vendere senza alcun fisso.  Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che non tutti i lavori intellettuali sono ben retribuiti e che i lavoratori in questi casi non fanno certo i raccoglitori di pomodori. Ma bisogna ricordare che tra i lavori sottopagati ci sono anche le commesse sfruttate dalla grande distribuzione e facilmente ricattabili visti i contratti a tempo determinato così come ci sono anche diverse dipendenti delle cooperative sociali pagate pochissime e vessate. Queste ultime possono svolgere professioni di aiuto, sanitarie ma possono anche fare le donne delle pulizie.
Non parliamo inoltre di tutto l'esercito variegato di stagisti, apprendisti, tirocinanti! I contratti part-time talvolta vengono utilizzati dalle aziende per sfruttare i lavoratori. Infine c'è il lavoro nero. Importante sarebbe abbassare il costo del lavoro per migliorare la qualità della vita lavorativa e creare nuovi posti di lavoro. Vedremo cosa succederà con la riduzione del cuneo fiscale. Per il momento non va giudicato negativamente chi rifiuta di farsi sfruttare e riceve il reddito di cittadinanza. Anche i piccoli commercianti sono fagocitati dagli outlet e dai supermercati, cosa ormai risaputa. A volte sono così indebitati che perfino i disoccupati se la passano meglio.

Commenti

Post popolari in questo blog

Diventare donna negli anni Settanta: il coraggio di rompere il silenzio 💃

(Introduzione a Daniela Barone). Tra i tabù degli anni Settanta e la trasparenza dei giorni nostri, il corpo femminile ha percorso un lungo viaggio verso la consapevolezza. In questo racconto, Daniela Barone ripercorre il delicato passaggio dall'adolescenza alla maturità: un tempo in cui il silenzio dei genitori e l’imbarazzo sociale trasformavano eventi naturali in segreti da nascondere o trofei da esibire. Una riflessione preziosa su come l'educazione affettiva sia diventata, oggi, il ponte indispensabile per costruire il rispetto e la libertà delle nuove generazioni. (Daniela Barone) ▪️ L'attesa e il primo reggiseno Erano mesi che spiavo ansiosamente sotto la mia canottiera. Frequentavo ormai la terza media ma il seno non ne voleva sapere di crescere. Invidiavo le mie coetanee che esibivano un petto rigoglioso e si truccavano già un po’. Siccome la mamma si era accorta che ero prossima allo sviluppo, mi aveva proposto di acquistare un bel reggipetto, come diceva lei. Per...

Il caso Rogoredo: perché la giustizia non può essere emotiva ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Da caso scolastico di legittima difesa a indagine per omicidio volontario: la vicenda di Rogoredo scuote le coscienze e mette a nudo i rischi delle riforme giudiziarie in discussione. Tra il dovere della temperanza politica e la necessità di una magistratura indipendente, la ricerca della verità non può essere sacrificata sull'altare del consenso mediatico o della fretta legislativa. (a.p.) Il fatto: la realtà oltre l'apparenza La vicenda prende le mosse da un controllo antidroga notturno nel bosco di Rogoredo, terminato con l'uccisione di uno spacciatore da parte di un agente di Polizia. Inizialmente, il caso era stato presentato come un esempio "scolastico" di legittima difesa: un poliziotto costretto a sparare davanti a un'arma puntata (rivelatasi poi a salve). Tuttavia, il lavoro silenzioso della Procura e della Squadra Mobile ha ribaltato il quadro iniziale: l'analisi dei video e le incongruenze nei racconti hanno portato a ipo...

Tra rigore del velo e libertà del cuore: il mio viaggio nella fede ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Crescere nell'Istituto del Sacro Cuore di Genova negli anni Sessanta significava abitare un universo di simboli austeri e silenzi carichi di attesa, dove la fede veniva impartita come un dovere tra divise blu e velette nere. In questo racconto, l'autrice ripercorre il sentiero tortuoso che l’ha portata da una formazione basata sul timore alla riscoperta di una spiritualità libera, capace di curare le ferite del passato e scoprire che Dio abita altrove rispetto alla paura. (Daniela Barone) ▪️ L'Istituto del Sacro Cuore: un mondo in bianco e nero Era stato mio nonno a volermi mandare all’Istituto del Sacro Cuore che frequentai per due anni di ‘asilo’, come si diceva allora, e tre di elementari. Ricordo ancora quanta insofferenza provavo per quella scuola prestigiosa e severa. Mio padre, all’epoca autista dei mezzi pubblici, non avrebbe potuto certamente permettersi di pagare quelle rette elevate. Però la Madre Superiora, Suor Platania, dagli s...

La voce di Dio ai tempi del terrore

di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) (ap) È dedicato a padre Daniele Badiali, da Faenza, questo racconto. Il terrore attraversa il nostro tempo, fa strage di vite innocenti, violenta le anime di tanti, e insieme rapina il diritto ad una esistenza serena ed operosa. Non solo a Parigi e Bruxelles, ma in tante parti del mondo.  Ovunque l’uomo è barbaramente ucciso, perseguitato, umiliato od offeso. Pone interrogativi che lasciano sgomenti e rimangono senza risposte. Come è possibile? Cosa spinge l’uomo (perché anche i terroristi lo sono, nonostante tutto) al male atroce, assurdo, intollerabile, incomprensibile per la mente umana?

Caso Roggero, il miraggio della vendetta privata

(Introduzione ad a.p.). Il caso Roggero illustra un travisamento della legittima difesa, trasformata in vendetta privata.  Questo ha causato un “corto circuito” tra gli organi dello Stato, con pressioni del governo sul Quirinale per la grazia e critiche alla magistratura per una pena già minima. La politica, inseguendo atteggiamenti alla Vannacci, manipola il concetto di sicurezza, evidenziando la debolezza dello Stato nel garantire la certezza della pena e la legalità democratica. (a.p.). Vendetta travestita da legittima difesa Il caso Roggero, in cui il gioielliere di Grinzane Cavour ha inseguito e ucciso due rapinatori in fuga, ferendone un terzo nel 2021, è un esempio lampante di travisamento della legittima difesa.  Tre gradi di giudizio, basati su prove video schiaccianti, hanno escluso la legittima difesa, che richiede una minaccia imminente e inevitabile.  Le azioni di Roggero si sono svolte quando il pericolo era cessato, trasformando lo sparo alle spalle dei fug...