Passa ai contenuti principali

Verso la notte

Ascoltarsi e riconoscersi, in una fresca giornata d’autunno. Mentre si avvicina la notte

di Cristina Podestà

Gocce di pioggia, il vento sulla pelle e il mare. Giornata autunnale freschina, la giacca sulle spalle non basta. Il mare urla il suo disappunto. E io cerco te. Che poi sono io. Cerco quel che sono, cerco chi ero, perché non mi riconosco.
Ho provato in ogni modo a ritrovarmi tramite gli altri. Ma nulla da fare. Pirandello docet. Maschere! Indossiamo maschere per cui non possiamo vederci realmente. Con un amico sono una persona, con il mio amore un’altra, con un familiare un’ altra ancora.
Mi fermo. Ascolto il pianto dell’acqua sugli scogli che mi addolcisce e mi sciolgo in pianto anche io.
Mi sono persa; non so bene dove e quando, ma mi sono persa. E voglio ritrovare con grande pervicacia chi ero. Come mi piacevo! Assolutamente incosciente andavo incontro al mondo con una certa caparbietà, una buona dose di faccia tosta, fantasie e sorrisi.
Uff… Il vento comincia a stufarmi, mi scompiglia i capelli, sono tutta arruffata. Sembro un cespuglio li vicino a me. E rido. E piango. Per un istante mi fermo. Eccomi, forse ci siamo.
Mi alzo, butto via le scarpe, corro fino ad avere il fiatone. Si. Qualcosa dentro si muove.
Che non sia la solitudine il farmaco giusto? Giù la maschera! Io sono io, con me da sola, qui e adesso.
Si fa sera. Raccolgo le mie cose, mi ricompongo, salgo in auto e vado. Guido piano, con la musica di sottofondo, lontano da chi conosco.
Entro in un ristorante, in un luogo non a me noto. Siedo ad un tavolo. Un bicchiere di vino bianco, un pesce alla griglia e insalata. Si. Comincio a far pace con me. Inizia una catarsi.
Esco, assaporo l’aria fresca, mi sento in pace.
Verso la notte arriva la consapevolezza. Torno a casa, salto sul letto, prendo un bicchiere d’acqua e il mio libro. Non mi spoglio. Che importa? Sono libera, fuori dalle convenzioni, fuori dalla routine.
E piano piano arriva il sonno ristoratore, verso un domani dove sicuramente mi riconoscerò. Ne sono certa.

Commenti

  1. Tessere di mosaico che ricompongono il tutto; quell’essere donna cui non sfugge la memoria delle cose, dei fatti e del tempo entrati in lei , lampi e guizzi rivelatori di consapevole mutamento, di continua ricerca, di crescita personale talvolta dolorosa e che plasmano il suo essere oggi.
    Anna Rosa VATTERONI

    IL RACCONTO, MOLTO BELLO, SI COMMENTA DA SOLO. DOBBIAMO ESSERE CAPACI A RITROVARE NOI STESSI, CAPACI DI VIVERE IL BELLO E IL SERENO CHE LA VITA CI CONCEDE, ANCHE QUANDO SIAMO CONFUSI, ANCHE QUANDO, APRENDO LA FINESTRA , CI POTREBBE INVESTIRE IL TEMPORALE.
    Silvio GIANFRANCESCHI

    RispondiElimina
  2. Tessere di mosaico che ricompongono il tutto; quell’essere donna cui non sfugge la memoria delle cose, dei fatti e del tempo entrati in lei , lampi e guizzi rivelatori di consapevole mutamento, di continua ricerca, di crescita personale talvolta dolorosa e che plasmano il suo essere oggi.
    Anna Rosa VATTERONI

    IL RACCONTO, MOLTO BELLO, SI COMMENTA DA SOLO. DOBBIAMO ESSERE CAPACI A RITROVARE NOI STESSI, CAPACI DI VIVERE IL BELLO E IL SERENO CHE LA VITA CI CONCEDE, ANCHE QUANDO SIAMO CONFUSI, ANCHE QUANDO, APRENDO LA FINESTRA , CI POTREBBE INVESTIRE IL TEMPORALE.
    Silvio GIANFRANCESCHI

    RispondiElimina
  3. Tessere di mosaico che ricompongono il tutto; quell’essere donna cui non sfugge la memoria delle cose, dei fatti e del tempo entrati in lei , lampi e guizzi rivelatori di consapevole mutamento, di continua ricerca, di crescita personale talvolta dolorosa e che plasmano il suo essere oggi.
    Anna Rosa VATTERONI

    IL RACCONTO, MOLTO BELLO, SI COMMENTA DA SOLO. DOBBIAMO ESSERE CAPACI A RITROVARE NOI STESSI, CAPACI DI VIVERE IL BELLO E IL SERENO CHE LA VITA CI CONCEDE, ANCHE QUANDO SIAMO CONFUSI, ANCHE QUANDO, APRENDO LA FINESTRA , CI POTREBBE INVESTIRE IL TEMPORALE.
    Silvio GIANFRANCESCHI

    RispondiElimina
  4. Anna rosa Vatteroni5 aprile 2020 alle ore 15:19

    Tessere di mosaico che ricompongono il tutto; quell’essere donna cui non sfugge la memoria delle cose, dei fatti e del tempo entrati in lei , lampi e guizzi rivelatori di consapevole mutamento, di continua ricerca, di crescita personale talvolta dolorosa e che plasmano il suo essere oggi.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Note di famiglia: tra l’eleganza di un Frac e la forza di uno Scarpone 🎶🤵 🥾

(Introduzione a Daniela Barone). L’infanzia è un giradischi che non smette mai di girare, un’eco di vinili e polvere di stelle che danza in una stanza sospesa. In quel controluce fatto di valvole accese e passi di danza rubati, la figura del padre si staglia come un porto sicuro: una melodia che non conosce tramonto e che sa trasformare l'ordinario nel battito eterno di chi non è mai andato via. (Daniela Barone) ▪️ ♦️L'incanto del Vecchio Frac e il gioco delle somiglianze Avevo appena quattro anni quando ascoltai in televisione per la prima volta la canzone di Modugno "Vecchio Frac". Rispetto alle mie coetanee ero fortunata perché noi possedevamo un televisore. Il nonno, che lavorava in una ditta di elettrotecnica, aveva portato a casa di volta in volta una lavatrice semiautomatica, un frigorifero e appunto un televisore a valvole. Ricordo ancora quando ne sostituiva una non funzionante: era di vetro, di forma allungata e aveva all’estremità tanti piedini. L’apparecch...

Madre Arrighi: Il velo tolto e la danza segreta ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️