Passa ai contenuti principali

Sanità? Gli strumenti della democrazia

Anche nelle politiche sanitarie, conta l’affidamento negli altri


(Angelo Perrone) I vaccini hanno sempre avuto una storia parallela, quella dei movimenti no vax. È accaduto nel 2003 in Nigeria con l’antipolio (rendeva sterili), nel 2011 in Pakistan e Afghanistan per l’antiepatite B (un complotto della Cia), nel 1996 nel Regno unito con l’antimorbillo (provocava l’autismo) e, via via, risalendo al 1867 sempre in Inghilterra con l’antivaiolo (decessi tenuti nascosti alla popolazione). L’irrazionalità nel contrastarli è un atteggiamento con radici profonde, che riaffiora all’occorrenza.
L’universo no vax – la punta di diamante del negazionismo moderno – è vario e non omologabile, non c’è una sola anima. Acanto a dubbiosi ed incerti, per i quali paure e esitazioni possono essere diradate da un’efficace informazione, esistono gli irriducibili, che negano l’evidenza, a loro non serve alcuna informazione. 
Il rifiuto degli strumenti con cui tradizionalmente l’uomo ha cercato di superare le disavventure è frutto di una parabola lunga che va dal rancore individuale al sovranismo psichico, per cui la fuga nell’irrazionale è l’esito di aspettative soggettive insoddisfatte. 
Conoscere le caratteristiche di questa categoria è essenziale per le politiche sanitarie. Ma serve anche a capire l’origine del rifiuto drastico della realtà. 
La pandemia e le vaccinazioni hanno semplicemente catalizzato, come acutamente osservato dal neuropsichiatra Massimo Ammaniti, «le profonde differenze caratteriali delle popolazioni» che si basano non solo su convinzioni razionali esplicite ma su «motivazioni profonde di cui non sempre si è consapevoli», che dipendono dall’infanzia e dall’evoluzione del soggetto. 
Verrebbe da aggiungere dalla scuola, dall’educazione, dalla formazione personale secondo i criteri del pensiero critico. I negazionisti, alla fine, non amano il presente, anzi ne diffidano, sono a disagio nella loro epoca. Cercano un supporto altrove, in un pensiero che è sciamanico e salvifico, rifiutano la più difficile delle prove, l’unica possibile, quella della realtà. 
La paura per la libertà, minacciata dai poteri occulti, è il frutto di un timore esistenziale più grande ancora, la perdita del potere di controllo sulla realtà circostante, quando è oscura, misteriosa, pericolosa. Come in conseguenza di una pandemia. 
Lo smarrimento è così accentuato da non vedere che, nella precarietà che ci caratterizza, è risolutivo l’affidamento ragionato agli altri, in questo caso ad un altro sapere, a noi ignoto, e comunque vitale.
Soltanto anarchica e narcisistica, persino paranoica, può essere la spinta che rigetta il senso di ogni limite.
Alla radice di certe negazioni troviamo il sospetto irriducibile nei confronti di ogni forma di rappresentanza e delega, percepita come causa odiosa di imposizioni e limitazioni, cioè di oppressione liberticida, ma è un fanatismo antipolitico, prima che antiscientifico, infantile e alienante.

Commenti

  1. Io penso che i negazionisti, in questo momento del virus e il timore conseguente del controllo altrui, siano menti deboli e insicure o, al contrario, esaltati e prepotenti che credono solo nei propri mezzi.
    Nell'uno e nell'altro caso credo si tratti di persone molto particolari, forse bisognose di educazione e cura.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

La Giustizia non è una lotteria: perché il sorteggio è la resa della politica 🎰 🎲

(Introduzione ad a.p.). C’è un’idea nel dibattito sul Referendum: che per sconfiggere il "male oscuro" delle correnti dei magistrati basti un’urna e un po’ di fortuna. Il sorteggio dei membri del CSM viene presentato come l’uovo di Colombo. Ma siamo sicuri che il problema della giustizia italiana siano le dinamiche di potere interne? O stiamo usando le correnti per non affrontare i nodi del sistema, proponendo ai cittadini un'illusione pericolosa? (a.p.) ▪️ 🔸 Il correntismo come alibi politico La retorica che identifica tutti i mali della giustizia italiana con il "correntismo" è una falsa causa. Le correnti riguardano la gestione del potere interno e le nomine ai vertici, ma cosa c’entrano con i tre anni necessari per una sentenza di primo grado? Cosa c’entrano con la carenza di personale, con l’edilizia giudiziaria fatiscente o con l’informatizzazione incompleta? Nulla. Identificare il correntismo come il "colpevole unico" serve a nascondere l'i...

Luce di settembre

Parole insieme, tra presente e futuro di Giovanna Vannini Si svegliò presto. Mise scarpe da passeggio e giubbotto da inverno. C'era luce di dicembre in cielo e non di fili a led. Prese il passo annusando l'aria fredda. Avrebbe percorso 4 km e 300 metri, quanto c'era dall'uscio di casa sua a quello di Giacomo.

Leopardi e L'infinito: l'eterna inquietudine tra siepe e orizzonte ✨

(Introduzione ad a.p.). “L’Infinito” di Giacomo Leopardi è più di una poesia: è una bussola eterna per l'animo umano. Questi versi hanno la magia di raccontare l’inquietudine perenne dell’uomo, sospeso tra il bisogno di un’infinità che si desidera e la consapevolezza dei propri ineludibili limiti. La sua straordinaria longevità testimonia il potere della Poesia di interrogare il nostro mistero esistenziale. (a.p.) ▪️ 📚 La magia che supera il tempo Quest’opera è legata ai ricordi della giovinezza, agli studi che, pur iniziando con faticosi esercizi di memoria, sono divenuti un segno indelebile. Nella maturità, questi versi sono risuonati nella mente, capaci di lasciare una traccia profonda. Molte altre opere, pur lasciando gioia o smarrimento, non riescono a oscurare la magia dell’Infinito. Per molti, si è creato un misterioso intreccio tra la poesia – così carica di luce e ambiguità – e le vicende personali, creando suggestioni e spunti di riflessione in ogni stagione della vit...

L'assurdo: i personaggi de "Il Processo" di Franz Kafka ⛓💢

(Introduzione a Liana Monti). Un risveglio che muta il destino, un'accusa senza nome e una sentenza già scritta tra le pieghe di una burocrazia imperscrutabile. L’autrice rilegge Il Processo di Franz Kafka attraverso la lente dei suoi protagonisti: dalle figure ambigue che popolano i corridoi del tribunale alla tragica solitudine di Josef K., vittima di una legge che tutti conoscono, tranne l'imputato. (Liana Monti) ▪️ Il risveglio nell'incubo: Josef K. Un romanzo intenso, una storia dai molteplici risvolti, un dramma. Osservando il racconto, analizzando i vari personaggi che popolano la vicenda, ci si accorge che uno strano inspiegabile mistero, un alone di nebbia avvolge gli eventi. Il protagonista principale, Joseph K., si trova improvvisamente in una situazione complicata, capitata di punto in bianco, il giorno del suo trentesimo compleanno e si concluderà esattamente un anno dopo. Egli è un importante funzionario di banca, un uomo normale, con un lavoro rispettabile, c...