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Propositi per l'anno nuovo

Prendere in mano la propria storia


di Giovanna Vannini

Va un altro anno in finale. Ognuno ha il suo. Mai uguale a quello altrui. Ogni anno rappresenta, sancisce, significa, porta con sé un messaggio, per ognuno diverso, per ognuno una storia: la sua. Forse è da qui che dovremmo ripartire, dal fatto che ognuno di noi “ha” la sua storia.
Spesso sbirciamo con eccesso nelle storie altrui, vorremmo farle nostre, vorremmo fossero le nostre. Questo sbirciare prepotente le storie d’altri, ci fa perdere di vista e di tatto la nostra, unica, irripetibile, non replicabile, non cedibile. Logorarsi sul pretenderne un’altra, non fa che impoverire la nostra. 
Concentriamoci su noi, prendiamoci in carico e in responsabilità, ne troveremo giovamento, troveremo “noi”. C’è della difficoltà ad agire in questo senso, c’è da condurci il pensiero, c’è da rifletterci parecchio, c’è da mettere l’azione nell’atto.
È un fatto di concentrazione, di porre attenzione: portare avanti la nostra storia, cambiarla se possibile, accettarla non potendo fare altrimenti. Da non fare è disperdere le energie sulle storie altrui, perché mai, fosse solo per un banale, piccolo, particolare, non saranno la nostra. 
Io guardo la mia, complessa a volte, dolorosa troppo presto, vissuta non sempre. Nel qui e ora alla mia storia chiedo meno, poche mete, mirati obiettivi non troppo importanti. La prendo per mano la mia storia, non la strattono, ne seguo il ritmo, che spesso non è il mio. Insieme a lei cammino: attraverso, proseguo, torno indietro se un passaggio mi è sfuggito, alleggerisco, rinforzo, aspetto.
Decisamente non è come la vorrei, lo sapevo ieri, lo so oggi, già me lo immagino domani. Ma questa ho in dotazione e per quanto possa andarmi stretta e non a genio e per quanto non voglia affezionarmi, resta la mia e di nessun altro.
Siate voi, siate la vostra storia. Non prestatela a nessuno. 

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