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Tutto il bene del mondo: Angela e il segreto dei sorrisi al telegiornale

(a.p. – INTRODUZIONE A MARINA ZINZANI) ▪️ Cosa si nasconde dietro il sorriso rassicurante della giornalista che vi augura la buonasera? Angela, la professionista perfetta che modula la voce in base alla notizia, porta ogni sera il mondo nelle nostre case. Ma è proprio durante un servizio su Parigi che la sua maschera rischia di incrinarsi, svelando il peso di un amore svanito sulle note malinconiche di Edith Piaf. Scoprite il lutto segreto di chi deve, nonostante tutto, continuare a sorridere. (Marina Zinzani – I RACCONTI DELL’OMBRA) ▪️ Parole e sorridere. Tante parole, corrette, scandite bene, presentate con un sorriso, un’inclinazione gentile, o seriosa, se occorreva. Modulare la voce in base alla notizia, apparire un essere animato, con delle emozioni, ma anche tanta professionalità. Perché quella serviva, prima di tutto: la professionalità in quel lavoro che la portava ogni giorno a casa della gente, volto che si incrociava mentre si preparava la cena, o si era già a tavola, e la...

Non mi pento di nulla

Gli alti e bassi della vita, il passato e la speranza nel futuro di Marina Zinzani (Guardando il film  Le vie en rose (2007) con Marion Cotillard) No, non mi pento di nulla. La voce di Edith Piaf che canta “No, je ne regrette rien” davanti al pubblico è la scena finale del film “La vie en rose”, con Marion Cotillard.  La vita travagliata, la salute malferma, l’amore cercato, trovato e strappato via dal destino, capitoli che si aprono e si chiudono, parentesi che sono il passato: tutto scorre via, sotto la voce di Edith Piaf che dice “No, non mi pento di nulla… perché la mia vita, le mie gioie oggi iniziano con te.”

Quella "vie en rose" di Edith Piaf

di Marina Zinzani (con un commento di Angelo Perrone) Ci sono dei momenti nella vita di una persona in cui si colloca la verità, e la verità non è mai nella biografia ufficiale, ma solo in alcuni momenti, sempre segreti. Viene da pensare che nel film “La vie en rose” questa verità si sia intravista, e si sia captato qualcosa che alla fine è stato percepito più dall’anima che dalla razionalità. Viene da pensare, ad esempio, che se Santa Teresa di Lisieux aveva fatto il miracolo di ridare la vista ad Edith Piaf, l’aveva fatto perché, tanti anni dopo, molti avrebbero provato la gioia di ascoltare la sua voce, ed avrebbero avuto la sensazione di essere riscaldati.