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Visualizzazione dei post con l'etichetta Francesco Trombadori

A bassa voce

Antonello (1932) ,  di F. Trombadori Un viaggio nelle parole, tra ricerca della bellezza e fuga dagli affanni Poesia di Marina Zinzani (Intervento di Angelo Perrone) Ho viaggiato tanto sono entrato dentro case ho ammirato tappeti vasi di fiori e porcellane ho letto il male la paura e il tormento su   volti sperduti ho respirato la gioia di un bacio di una promessa sussulti sussulti ho viaggiato tanto attraverso pagine e voci. (ap) Se il ritratto è un genere pittorico così radicato nella storia dell’arte per la spontaneità dell’impulso a raffigurare le sembianze di qualcuno, “Antonello” di Francesco Trombadori ha più di un motivo per incuriosire. Si può coglierlo nel momento storico della realizzazione dell’opera (1932) con l’evidente influenza delle suggestioni neoclassiche sulla pittura italiana. Oppure nel fatto che il soggetto raffigurato, il figlio dell’autore, è stato pure lui uomo di cultura, oltre che...

Pensieri

Ritratto di T. Rocchi Astengo , di F. Trombadori La mente si muove liberamente in uno spazio che rimane misterioso Poesia di  Marina Zinzani Spettri figure angeliche preoccupazione e amore il tempo nobile andato albe che devono ancora  nascere quanta strada fa il pensiero sulle sue gambe incerte per non farci sentire soli.

Ballare

Asso di coppe , di Francesco Trombadori Momenti magici, durante la danza Poesia di Marina Zinzani Si ballava, ricordi? La musica era arrivata mago incantatore che ci faceva volare e ridere.

In silenzio

L’arte, come la vita, è fatta anche del “non detto”: pause che servono a conoscersi meglio di Catia Bianchi (Commento a Senza volto , PL, 4/2/18) Un quadro, un’immagine mancante della sua parte più espressiva. Questo, il Ritratto di signora in nero di Francesco Trombadori. Il volto che non c'è, un mezzo artistico silenzioso?

Senza volto

Ritratto di signora in nero , di Francesco Trombadori Il mistero degli occhi che non si lasciano osservare, immagine delle irrequietezze del presente Poesia di Marina Zinzani Intervento di Angelo Perrone Non si vede il volto di una donna di una persona sembra di vederlo ma quante volte ci siamo sbagliati i suoi occhi sfuggono e diventa pietra il cuore impaurito. (ap) Il centro della composizione, nel “Ritratto di signora in nero” di Francesco Trombadori (1886 – 1961), è una donna dal volto misterioso, appena accennato nelle labbra colorate leggermente di rosso in contrasto con il nero dell’abito. Proprio il colore della bocca, brace che arde sommessamente nel silenzio, esalta l’enigma di un viso che non c’è; di occhi che, mancando, vogliono sottrarsi ad ogni imbarazzante curiosità.