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Al timone

Lavorare nel silenzio e nell’oscurità


di Marina Zinzani

Un timoniere di valore continua a navigare anche con la vela a brandelli. (Seneca)

I timonieri sono attorno a noi, facce sconosciute, il cui disagio, sofferenza, fatica, e a volte senso dell’arresa è ben nascosto. Un padre ha spesso il timone di una famiglia, lui segue la sua rotta, quella conosciuta, quella che ha già percorso con suo padre, quella di suo nonno e del suo bisnonno.
Erano rotte che non incutevano timore, anche se il mare, quando si leva la tempesta, è pieno di incognite, e le notti possono essere lunghe, fredde. Ma la mattina porta sempre un sole che nasce, e la quiete torna fra le acque, la navigata riprende tranquilla.
In realtà, ed oggi più di ieri, il mare riserva sempre sorprese, il clima cambia, non ci sono più le leggi conosciute della natura, ed ecco che un padre, un piccolo modesto comandante, si può ritrovare spiazzato, impaurito, disorientato. Non sa quale sia la rotta giusta per i suoi figli, non riesce a coinvolgerli in quel percorso di scoperta, curiosità, prospettiva in cui si costruisce il proprio futuro.
Ecco, il padre non la sente questa fiducia nel domani, i suoi figli guardano all’oggi, il dialogo latita, in realtà sono mondi lontani i loro, le generazioni sono così distaccate e c’è tanta stanchezza nell’aria.
Il timoniere deve essere forte, il padre deve esserlo, e lo deve essere anche la madre. Chiunque guidi. Le vele possono essere a brandelli, fa parte delle tempeste che si incontrano, la barca sussulta, bisogna farsi coraggio anche quando nessuna voce arriva a confortare, c’è silenzio ed è notte, e il mare incute timore. Coraggio, timonieri silenziosi.

Commenti

  1. Persone veramente forti che con Resilienza vanno avanti nel proprio cammino, nonostante tutto e tutti.
    Grazie

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