Passa ai contenuti principali

Sedotti dal conformismo

Il gregge: quando non si ascolta la propria voce interiore


di Marina Zinzani

Tra le cause dei nostri mali si annoverano anche queste: viviamo attenendoci a certi modelli, non ci regoliamo secondo la ragione, ma ci lasciamo sedurre dal conformismo. (Seneca)

La ricerca dell’individualità è ostacolata continuamente dal confronto con gli altri, dal vivere assieme. Prevale il pensiero di uno, del più forte, del leader. Comincia presto il confronto con gli altri, sui banchi di scuola, e lì c’è spesso un gruppo, che fa capo ad un bambino che esercita un certo potere, e molti lo seguono. Chi non si adegua viene spesso emarginato. Questa emarginazione diventa in quel momento, ma anni dopo, quando si diventa ragazzi e adulti, la predisposizione a forme anche occulte di bullismo.
Il conformismo rassicura, perché non si mostra il proprio volto, le proprie parole sono in linea con la forza dominante, non richiede atti di coraggio nell’esprimere un pensiero diverso, controcorrente. Il conformismo e il coraggio infatti non vanno di pari passo, il conformismo è vivere in pace non chiedendosi niente, con la superficialità necessaria, che permette di girare il volto dall’altra parte, non facendosi troppe domande. Essere ambivalenti, anche ambigui, mai mostrare un proprio, reale pensiero. Se questo pensiero esiste.
Gli eroi della storia hanno sempre detestato il conformismo, si sono battuti per un ideale, un principio, accettando di pagare la pena per essere andati contro qualcuno, per avere espresso, manifestato attraverso azioni il proprio pensiero controcorrente. Oggi il nostro mondo è migliore grazie a questi eroi che hanno scelto strade poco battute, schierandosi apertamente. Con estremo coraggio.
Il conformismo seduce, l’omologazione porta a non uscire dal gregge. Non si ascolterà mai la propria voce interiore però, se questa riesce ancora a parlare.

Commenti

  1. Bellissima riflessione. Argomento estremamente interessante e sempre attuale, ai tempi di Seneca così come ora. Oggi che abbiamo i gioielli preziosi della elettronica e della comunicazione che offrono porte aperte su tutto il mondo in tempo reale. Ma proprio per questo ancora di più l'esporsi, il dire la propria idea, il dire NO a certe imposizioni, ora più che mai, ci espone.
    L'andare dietro alla massa ha oggi proporzioni planetarie. E spesso questo, nostro malgrado, viene manovrato in maniera tale che chi si adegua quasi non si accorge di questa manipolazione.
    Dire NO, esprimere il proprio pensiero, seguire la propria strada, tenere fede ai propri principi, mantenersi saldi ai propri valori, oggi piu' che mai, ci distingue da chi non osa e diventa più prezioso.
    Grazie Liana

    RispondiElimina
  2. Bellissima riflessione. Argomento estremamente interessante e sempre attuale, ai tempi di Seneca così come ora. Oggi che abbiamo i gioielli preziosi della elettronica e della comunicazione che offrono porte aperte su tutto il mondo in tempo reale. Ma proprio per questo ancora di più l'esporsi, il dire la propria idea, il dire NO a certe imposizioni, ora più che mai, ci espone.
    L'andare dietro alla massa ha oggi proporzioni planetarie. E spesso questo, nostro malgrado, viene manovrato in maniera tale che chi si adegua quasi non si accorge di questa manipolazione.
    Dire NO, esprimere il proprio pensiero, seguire la propria strada, tenere fede ai propri principi, mantenersi saldi ai propri valori, oggi piu' che mai, ci distingue da chi non osa e diventa più prezioso.
    Grazie Liana

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

C'era una volta: la vita come narrazione infinita 📖 📘 📙 📚 🔖 🛋️

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio intimo che attraversa le stagioni della vita: dal battito del cuore materno alle favole strampalate del nonno, fino all’eredità narrativa lasciata ai nipoti. Un racconto che celebra la scrittura e l'ascolto come farmaci dell'anima, capaci di rendere il "fardello di vivere" magicamente più leggero. (Daniela Barone)▪️ L'alba delle storie: dal grembo alle favole del nonno Mi piace pensare che la mamma mi raccontasse delle storie nel suo grembo: poi, al quinto mese tutto cambiò: la sua giovane madre era venuta a mancare improvvisamente. Da allora non udii più la sua voce armoniosa e cantilenante, né avvertii più le sue lievi carezze.  Al loro posto iniziai a percepire dei sussulti fastidiosi: erano sicuramente i suoi singhiozzi che mi facevano sobbalzare nel caldo liquido amniotico. Immagino che, una volta nata, intonasse per me delle dolci ninna-nanne anche perché papà era un po' stonato e comunque non conosceva i tener...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

‘Il somarello’: quando la scuola impara ad ascoltare 🫏

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa succede quando un insegnante decide di ignorare il rigore della Presidenza per ascoltare il cuore della classe? Tra i viottoli di Genova e i banchi di una prima media degli anni '60, nasce "Il Somarello": un giornalino di classe che trasformò i "somari" in protagonisti e una ragazzina timida in una giovane poetessa. (Daniela Barone) ▪️ Tra girini e viottoli di campagna Andare alla scuola media Assarotti era piacevole per me. Per raggiungerla percorrevo una stradina di campagna, costeggiata da orti e serre, che mi conduceva all’istituto in una ventina di minuti. Davvero non so perché noi ragazzini chiamassimo il lungo viottolo spasuia , in genovese scopa.  Si trattava, per la verità di una viuzza tortuosa piuttosto mal tenuta, piena di erbacce ai lati, dove molte persone portavano i cani a fare i bisogni. Facevamo quindi una specie di gincana per evitare le lordure e i rovi che infestavano i tratti più stretti.  In fondo si v...

"Quiero buscar una flor": la vita attraverso il profumo dei fiori 🌷

(Introduzione a Daniela Barone). Gli oggetti non sono solo decorazioni. Possono essere custodi del tempo. Per l'autrice, i fiori sono bussole emotive: dal giallo brillante delle ginestre dell'infanzia al rosso intenso delle rose di un amore impossibile, ogni petalo racconta una stagione dell’anima. Un percorso che parte da un mazzo di tulipani gialli per arrivare a una frase in spagnolo, dove il fiore si fa donna e la bellezza diventa rifugio. (Daniela Barone) ▪️ ❧ Tulipani e ginestre: dove tutto ha inizio Oggi ho comprato un mazzo di tulipani gialli, i miei fiori preferiti. Non ho saputo resistere. Erano così belli, con le corolle pudicamente chiuse.  «Sono il simbolo dell’amore perfetto», mi ha detto la fiorista mentre li avvolgeva nel cellophane. Sarà. Per me rappresentano la gioia pura, la vitalità. A casa li ho subito sistemati in un bel vaso sul tavolinetto rotondo accanto al sofà, giallo anch’esso. Poi li ho fotografati e ho postato l’istantanea sul mio stato di Whatsap...

Achille Lauro e Sanremo: il coro per le vittime di Crans-Montana 🎼

(Introduzione a Marina Zinzani). Ci sono momenti in cui la televisione smette di essere spettacolo e diventa specchio dell'anima. Sul palco di Sanremo, tra luci e canzoni, si è aperto uno squarcio di pura commozione che ha trasformato il Festival in un rito collettivo di memoria e amore nel ricordo delle giovani vittime di Crans-Montana. (Marina Zinzani) ▪️ ❧ L'altrove in bianco e nero Un momento unico sul palco del Festival di Sanremo: un coro si leva con la splendida voce di Valentina Gargano, in un’atmosfera in bianco e nero che sembra provenire da un luogo irreale, da un altrove. Un luogo che è anche un non luogo. ❧ Una canzone diventata simbolo Il coro scivola delicatamente sulle note e sulla voce di Achille Lauro. Quella che lui canta non è una canzone come un’altra. È una canzone diventata simbolo di una tragedia, tragedia collettiva. “Perdutamente” era la canzone che Achille Barosi, una delle giovani vittime di Crans-Montana, cantava sempre in macchina con la madre.  ❧ ...