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La ripartenza dei giovani

Le difficoltà dei giovani rispecchiano in forma più acuta il disagio di tutti


(Angelo Perrone) L’arrivo delle vacanze rappresenta una liberazione dagli obblighi, dalle responsabilità, dalle regole. Per tutti, soprattutto i giovani. Però non può farci dimenticare quanto accaduto.
Con la pandemia, si è compiuto un passaggio da una vita libera ad un’altra di segno opposto. Le giornate seguivano ritmi intensi. Mille attività impegnavano i giovani. Scuola, palestra, musica, divertimento, incontri con i coetanei. Pure gli adulti erano alle prese con giornate strapiene.
Per le restrizioni, le scuole sono state chiuse; tutti confinati in casa. La socialità è stata sostituita dai rapporti a distanza. I giovani – separati dai contesti abituali – sono sprofondati nell’isolamento. 
Con le lezioni da remoto, c’è stato un esito destabilizzante per gli equilibri psicologici dei ragazzi. Sempre incollati davanti agli schermi, la noia li ha frastornati e noi, adulti, siamo stati trascinati in un abisso di dubbi.
“Un anno scolastico frustrante, segnato da un’insopportabile solitudine”, ha commentato la psicologa americana Lisa Damour sul New York Times.
Ora che abbiamo messo da parte le paure, dobbiamo prestare più attenzione ai giovani. Essi esprimono in forma acuta le difficoltà di tutti.

Commenti

  1. Solitudine, isolamento, noia.
    Assenza di: contatti umani, confronto dal vivo, guardarsi negli occhi, stare all'aperto.
    Guardare il mondo attraverso lo schermo del computer.
    Sembrava quasi di essere spettatore di un film.
    E se per un adulto è stato scioccante, quale trauma e danno maggiore può avere creato questo ai giovani che sono il nostro futuro, il bene più prezioso del genere umano!
    Liana

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