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Il tema in classe

L’ultima lezione del professore


di Liana Monti

Era una mattina di fine maggio. Scuola superiore, alunni in classe, l’ora di italiano. Ecco il professore entrava in aula, tutti lo salutarono con rispetto, riverenza e timore. Alto, magro, sempre serio.
Raramente in quei due anni i suoi alunni lo avevano visto sorridere. Una sorta di distacco fra l’insegnante e gli alunni, che conferiva maggiore ossequiosità a tutta la lezione.
Ma quel giorno c’era qualcosa di diverso nell’aria, stava per succedere un evento insolito. Il suo viso aveva una espressione diversa, appariva più rilassato. Ed ecco il momento atteso della consegna dell’ultimo tema di quell’anno scolastico.
La restituzione delle composizioni, svolte dagli alunni e da lui corrette e valutate, e subito la corsa all’ultima pagina per vederne il commento ed il voto, rigorosamente scritti sempre in rosso. Un unico titolo veniva dato, uguale per tutti, argomento di attualità.
Lilly sperava di avere raggiunto, almeno questa volta, un giudizio sufficiente. Non era facile ottenere una buona valutazione su questa materia. Appena terminata la distribuzione, il professore, del tutto inaspettatamente, chiese a Cindy di alzarsi in piedi e fare la cortesia di leggere la sua composizione. Mai in due anni era successa una cosa del genere e tutti rimasero sgomenti. Nella classe piombò un silenzio assoluto e tutti si posero in ascolto.
Cindy, perplessa, stupita ed onorata al tempo stesso, timidamente si alzò. Lesse la sua composizione, con calma ed umile serenità che sfociava talvolta in gioia. Era una bella storia, uno svolgimento maturo, una espressione chiara e decisa.
Tutti rimasero senza parole. Al termine della lettura applaudirono, compreso il professore. Lilly aveva imparato una lezione bellissima, la libertà di espressione, e la possibilità che questa venisse apprezzata e condivisa. Le rimase un unico vero rimpianto: il non avere capito prima che il tema poteva essere esposto con questa libertà ed il sapere di non avere la possibilità di rimettersi alla prova con quel professore perché quella fu la sua ultima magnifica, sorprendente lezione.

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