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Madame Hardie (1)

Ad alta voce come fossi solo


di Bianca Mannu

(angelo perrone) Uomini e donne dai nomi allusivi dialogano benevolmente tra loro, in realtà chiacchierano in sostanziali monologhi. Il testo raccoglie le voci di tutti, ma le tiene anche opportunamente separate. Così, distintamente, le presentiamo.
I personaggi si compiacciono di spaziare su temi diversi, letterari, sociali, di varia umanità. Dalla poesia alla creazione di miti, dal patriarcato al femminismo, al ricorso alle pseudoscienze, infine alla inesauribile furbizia umana.
Confrontano a modo loro l’effetto del suono che esprimono sul silenzio circostante e si muovono sulla soglia del non-senso. Ma evitano accuratamente di oltrepassarla, consapevoli che il loro è in fondo un gioco di parole. Per sollecitare solo il divertimento del lettore.
Cominciamo con Madame Hardie (1).

Un bel Silenzio – recita l’anonimo –
non fu mai detto. Forse neppure scritto.
Silenzio assoluto - silenzio relativo? 
Come la verità: relativo … sempre
Silenzio/Suono: opposti che si elidono?
Operai in turno tra presse e trance? 
O pugili che saltellano sul ring? 
Da inviare – metaforicamente -
tra le corde … a saltellare sulla pedana
contemporaneamente!
Impossibile coesistenza – impossibile lotta.
All’aggressiva pressione sonora
recede la natura del Silenzio …
Vibrando irrompe invece il Suono – 
quello plebeo a guisa di strepiti e rumori -
quello nobile capace di vellicare 
con quanto sa di grato i timpani educati.  
Irrompe comunque violando l’aria –
stagna o mossa - perdura agitandola 
e del Silenzio - presunto tenace
ma passivo – non piange essere causa
di sua mortale sorte. Interrogato -
all’appello il Silenzio mai risponde - 
infacondo per costituzione!
E come potrebbe se – come detto – svanisce
 annientato dal mio fittizio soliloquio?
- Ma sì, intendevo proporlo arbitro …
Che dici? Te lo figuri mai – se mai ci pensi – 
mi dico - a vigilare muto tutto il trambusto 
di vibrazioni d’ogni sonora specie?
Davvero ti pare buon semaforo di flusso
per la banda anarchica in fermento? 
Eppure l’indicato binomio – Silenzio/Suono –
pare buon gioco in mano al gregge umano
da cui spunta il geniale giocatore: 
ci fa le giostre da prestigiatore
per scriverci sopra segni di malia
su scale toniche su accordi e disaccordi
su tempi morti e certe proprie fobie … 
Ma il Silenzio!  – Lui è dato in un modo 
che non ha l’eguale in sorte: regna 
noumenico e assoluto solamente …
… quando c’è … la morte.

Commenti

  1. Flaneurs e flaneuses: sfaticati/e, ciondoloni/e, perditempo e - perché no - poeti/e, a parlare o scrivere del niente. Giocano. Il gioco verbale: medicina contro lo spleen, come forse voleva Charles Baudelaire. Lo splee impazza in piena pandemia... E allora andiamo a giocare con dei senza-corpo, per non soccombere e forse incontrare ciò che resta dell'umano.

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