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Accompagnatori

La zavorra della vita


di Marina Zinzani

Non permettere a te stesso di essere controllato da tre cose: le persone, i soldi e il passato. (Charles Bukowski)

Dove vuoi andare ora? Dopo aver girovagato ed esserti perduto, dopo aver cercato dentro di te le motivazioni della tua discreta infelicità, ecco, qualcosa l’hai capito. Sei prigioniero e non riesci a liberarti. Non è facile.
I fantasmi ti perseguitano. Il passato ad esempio, quello che dovevi fare, avresti potuto fare, quello che hanno gli altri e tu non hai, quello che preferisci non avere, quelle parole che non ti sono uscite quando dovevano uscire e quelle parole di troppo: certo, c’è una bella confusione in questa faccenda, e il rimuginare sul passato è cosa naturale, si può comprendere.
In questa confusione c’è sempre qualcuno che sapeva cosa dovevi fare, cosa era meglio fare, piccole lezioni che tiene lì in tasca quando hai voglia di sfogarti, te le gira delicatamente come un fazzoletto per asciugarti le lacrime, è un fazzoletto con il giudizio, il suo giudizio. La confusione a questo punto è totale.
Dovrebbero inventare una cosa, una pillola, una macchina, per abolire il passato, si vive il presente e basta, senza tecniche difficili, di meditazione ad esempio, non si deve fare i conti con quello che c’è dietro le spalle, deve sparire, e con quello devono sparire sofferenze, brutti ricordi, rimorsi.
Questa cosa l’hai pensata una volta, e non era una cosa sbagliata, ma è impossibile da realizzare, la pillola o la macchina miracolosa che toglie la memoria non l’hanno ancora inventata.
E poi ci sono le persone, altra faccenda complicata. Ti senti sempre diverso dagli altri, poco compreso, gli scontri non divampano mai ma ci sono malumori sotterranei, fuochi che covano sotto la cenere, oppure c’è il niente, la superficialità in apparenza serena, ma è un deserto il più delle volte, e sono già tante se hai due, tre persone con cui parlare, sei un uomo fortunato. Anche se parlare di te, di ciò che ti succede, e che senti, e che ti rende felice, o ti riempie di paura, non è facile.
E infine il denaro, si potrebbe definire il terzo accompagnatore assieme alle persone con cui comunichi poco, assieme al passato che è sempre così presente nei tuoi giorni. Il denaro diventa ragione di vita per tanti, l’accumularlo, l’averlo.
Tu vorresti avere invece solo qualche sicurezza in più, per il resto ti accontenti. Ma il denaro è diventato protagonista nella vita di tutti, insinua paure, genera gelosie, invidie, altera i rapporti, ha una precisa identità il denaro, come fosse un ospite che prende poi il sopravvento.
I tuoi accompagnatori sono spesso inopportuni, il rapporto che hai con loro hanno creato pesantezza, fastidio, tristezza, ansia. Liberati di loro. Metti tutto in uno zaino e lascialo da qualche parte, parti leggero per dei giorni diversi, quelli per cui vale la pena vivere, quelli che vorrai creare.

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