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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marcel-Proust

Fotografare: un ritratto di vita e la postura di chi guarda 📸

(a.p.) ▪️L’immagine, nei media e nel privato, coglie l’attimo e vorrebbe conservarlo nel tempo per trasmetterne il senso. Molti i contenuti e gli scopi: avvenimenti storici e di costume, episodi di vita quotidiana e mutamenti sociali, semplici suggestioni visive o ricordi personali. La fotografia si configura come uno specchio di vita, catturando l'esistenza e rivelando, in ogni scatto, la postura e l'angolazione unica dell'uomo. Ma è un’illusione il proposito di rivedere con gli stessi occhi la realtà mutevole che un tempo abbiamo osservato, siamo noi a cambiare spesso il punto di vista. E a rimanere sorpresi, guardando le foto di un tempo. ⏳ L'illusione di conservare la traccia Un microcosmo in cui sfumano i confini tra finzione e realtà. Eppure, la fotografia è una buona amica che accompagna alcuni momenti della vita e trasmette l’illusione di conservarne una traccia indelebile. «La nostra memoria, quando i ricordi iniziano a perdersi nel tempo che passa» , si augura...

🍰🎶 La Sacher, Diana Ross e l'incanto di un ricordo

( Marina Zinzani)      ▪️ Come la madeleine di Proust. L’autunno avvolge con i suoi colori, foglie che cadono dagli alberi striate di rosso, di giallo. Foglie secche per terra. È freddo. Il bar appare un luogo caldo, le poche persone che ci sono leggono il giornale, bevono un caffè, entrano, escono. Il sorriso delle due donne al balcone suggerisce un’atmosfera gentile. Sedersi, ordinare un cappuccino e una piccola Sacher. Prendere un giornale dal tavolino a fianco, il signore ha finito di leggerlo. Sfogliare le pagine alla ricerca di notizie meno angoscianti del solito. La barista che arriva e lascia tutto sul tavolo. Il cucchiaino che gira lo zucchero del cappuccino. E poi... 🍫 Dolce e amaro, in autunno Beh, la Sacher è un momento unico, non delude mai. Quasi bisogna assaggiarla piano piano, farla sciogliere lentamente in bocca, gustare l’amaro del cioccolato e il dolce della marmellata di albicocche, è un viaggio che appaga i sensi. Quasi bisogna chiudere gli occh...

Il tempo per leggere

Apparenze, maschere, abitudini sociali: ciò che ci allontana dalla realtà più profonda. Un libro può servire a riavvicinarci ad essa di Paolo Brondi E’ terapeutico leggere libri quando evocano sentimenti, un mondo d’immagini e memorie, attraverso un linguaggio di bellezza, armonia ed equilibrio. Se ne può trovar traccia in autori illustri la cui visione del mondo, tuttavia, nel tempo nostro è quasi del tutto appannata.

L'indifferenza, in Marcel Proust

I volti dell’indifferenza: dall’attrazione verso ciò che ci è negato all'impotenza di fronte alle cose a portata di mano di Paolo Brondi L’Indifférent è il titolo di una novella scritta da Marcel Proust, probabilmente nel 1893, all’età di ventidue anni, pubblicata sulla Rivista Vita contemporanea nel 1896, trascurata e dimenticata dallo stesso autore, poi riscoperta dallo studioso Philip Kolbe e da questi pubblicata, con stesso titolo, da Gallimard, nel 1978.

Il brindisi che aiuta

Il destino dei grandi romanzi: proviamo a riscoprirne l’attualità di Paolo Brondi La riflessione suggerisce amarezza sulla sorte dei romanzi di sentimento, della musica classica, di autori come Marcel Proust, Robert Musil, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Thomas Mann, ma anche del nostro Giorgio Bassani, visto che oggi la narrativa, le poesie, non entrano fino in fondo nell’anima delle persone, nella loro coscienza, in quanto sono come anestetizzate dalla gran massa delle informazioni che provengono dai media, subissate dalla logica del troppo.

Dietro la luna

Accade di nascondersi dietro le ombre che ci rendono fantasmi Racconto di Paolo Brondi Concordammo l’incontro per la sera stessa: vedersi a Parigi, al cafè de la paix, alle ore 21. Non l’avevo conosciuta prima: dovevo “interrogarla” per risolvere un problema legato al mio lavoro, sono criminologo. Seduto ad uno dei tavoli circolari della terrazza interna del cafè de la paix, non attesi più di 5 minuti l’arrivo della donna.

Il difficile oblio

“Non è possibile rivederci il prossimo weekend”: i silenzi, le paure, la voglia di ricominciare che accompagnano la fine di una relazione Racconto di Paolo Brondi Barbara non attraversava un bel periodo, ma quel giorno sentiva un presagio di cose nuove. Uscita dalla doccia, apprezzava il conforto della sua casetta, donata dal padre, affermato architetto in quella terra baciata da sole e dal mare lucente che è la Versilia, pensando e ripensando che da quando aveva scelto di vivere sola, non si era rinchiusa a riccio, ma aveva ritrovato in sé i sentimenti più reconditi, riprendendo a godere di ogni attimo della vita: il rumore del mare, la pioggia, la rugiada, il canto degli uccelli, il profumo dei fiori.

Quale donna? E’ “indifferente"

Marcel Proust: l’ambiguità dei sentimenti, la strana attrazione per ciò che la vita nasconde di Paolo Brondi L'Indifférent è il titolo di una novella scritta da Marcel Proust, probabilmente nel 1893, all'età di ventidue anni. Pubblicata nel 1896, poi trascurata e dimenticata dallo stesso autore, venne riscoperta dallo studioso Philip Kolbe che la ripubblicò, con stesso titolo, da Gallimard, nel 1978.

Cos’è la felicità?

di Paolo Brondi (La felicità è a portata di mano? Persino la memoria dei sapori può venirci in aiuto) La felicità pare residuata a un nome nel dizionario. Se ne possono comunque ricercare le tracce, disseminate nei vari luoghi della cultura. “Essere qui è stupendo”, dice R. M. Rilke ( Lettere a un giovane poeta , Adelfi, Milano, 1985), significando l’impossibilità di sottrarci del tutto all’effimero e alla banalità delle ore e dei tempi.. ma anche la necessità di non essere soccombenti, di non subire cioè tutta la forza negativa del banale e di educarci e rieducarci a cercare sempre un senso, una traccia di felicità.