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Inferriate

Lo sguardo dalle sbarre: sprazzi di luce, vibrazioni dell’anima

di Paolo Brondi

Senza storia s’aggrappa alle sbarre
Pallido il viso e trasparenti gli occhi
Fissa le cose, le getta in fondo
Alla mente e le cancella
Da un giardino senza senso
Appare lassù all’inferriata
Confuso tra colori
Verde, bianco, grigio, e nulla più
Passano nuvole sotto il sole
scricchiola il verde dei lecci
e un pizzico di luce vibra
nei suoi occhi, lassù all’inferriata

Commenti

  1. I suoi splendidi versi sul detenuto, mi riportano all' estate 2015, incaricata come commissario esterno di italiano per l' Esame di stato anche alle Carceri di Massa.
    Non ero mai entrata e il primo giorno rimasi perplessa! Controlli, deposito di borse, PC, cellulare, il personale molto serio ed educato ma distante, gli alunni adulti ( chi più chi meno), diffidenti...insomma un ambiente strano.
    I colleghi interni ci tenevano a far capire agli esterni che era tutto normale e sotto controllo ma io, e non solo io, non ero serena.
    Poi ,nei giorni a seguire, tutto si è sciolto. E , soprattutto gli alunni carcerati, ci hanno raccontato le loro esperienze di vita travagliata, le loro colpe, i nuovi progetti per quando sarebbero usciti da lì.
    Uno di loro in particolare, il giorno della prova orale, piangeva forte. Mi sono avvicinata e lui, sulle sbarre della finestra chino, ha risposto alla mia domanda dicendo che se non avesse superato la prova in modo brillante, avrebbe perso la pur minima fiducia che la figlia adolescente aveva riposto in lui e che era stata proprio lei a spronarlo allo studio.
    Dalla stanzetta guardavo fuori
    E lui, accanto a me, in lacrime ma vere, di una sofferenza a me sconosciuta ma reale e palpabile.
    L' esame è andato abbastanza bene. Ci ha ringraziato fino ad essere invadente, ma nei suoi occhi chiari ho letto la sua felicità.
    Il suo meraviglioso scritto mi ha riportata là, in quella stanza piccola, con le sbarre all' unica finestra e a Massimiliano, aggrappato a quelle inferriate, che sembrava torcere con la forza della sua disperazione.
    Capisco che le sue esperienze sono davvero molteplici ma la sua non comune sensibilità fa si che lei ricordi tutte queste conoscenze, facendone tesoro per una lezione a tutti noi.
    Cristina Podestà

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