Passa ai contenuti principali

Incontrarsi, di nuovo

Una seconda possibilità, dopo un incontro casuale, è quella cui vanno incontro Giulio ed Anna

Racconto
di Paolo Brondi

Partì di buon’ora, in un mattino invernale. Il sole stava spuntando e la temperatura era assai fredda, ma il riscaldamento in macchina non ne faceva sentire l’effetto. Il traffico era abbastanza scorrevole e alle 9,30 aveva già raggiunto l’autogrill Cantagallo per una sosta. Trovò ressa al banco del bar ed a fatica riuscì a trovare spazio per ordinare un caffè.
Ad un tratto: “Giulio…. Proprio tu!”? Sentì il profumo e, prima ancora di voltarsi, nella sua memoria si riaffacciò l’immagine di lei come gli appariva nei lontani anni di studi universitari. Si salutarono con un tenero abbraccio e subito cercarono un tavolo libero. Giulio la guardava sorridendo e lei: “Non sei cambiato, sempre il bel ragazzo di allora ed anzi oggi, di più. Come eravamo felici! Poi, la vita, la professione ci ha divisi. Io sono stata assunta all’Università di Bologna e tu … Sei sparito, on mi hai più cercata”.
Giulio, mentre gioiva della presenza di lei, la sua Anna di un tempo, della sua voce, carezzevole e calda come il soprabito di cachemire che rivelava la morbidezza del seno e le seducenti curve del corpo, si sentiva addosso l’aria gelida del tempo, sempre in corsa a partire da quegli anni. Aveva ragione Anna. Non l’aveva più cercata, ma nemmeno lei lo aveva fatto, forse perché entrambi trascinati dalla loro giovinezza e dai primi successi professionali.
La guardò intensamente e disse: “Anna, è vero siamo stati felici e tu non sei cambiata! Ci siamo lasciati tradire dal tempo e oggi è il non tempo, la casualità, che ci ha fatto incontrare. Ricordi quando insieme, sul nostro stesso lembo di spiaggia, leggevamo Kundera e come discutevamo sulle sue parole ne L’insostenibile leggerezza dell’essere: “Soltanto il caso può apparirci come un messaggio. Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto. Soltanto il caso ci parla”?
Io sostenevo l’importanza e perfino l’essenzialità del caso mentre tu difendevi l’intimità, la cui radice altro non era se non la continuità. Ricordo che mentre parlavi cresceva la luce nei tuoi occhi e forse in quella io avrei dovuto leggere domande e speranze proprio a me rivolte. Anna allungò la mano e dolcemente accarezzò il viso di Giulio, gli occhi umidi: “Quante domande, quante speranze non dette, puntavo sul domani e certo anche per mia ambizione, l’orgoglio di essere chiamata al seguito del mio professore di laurea all’Università, che cosa ho trovato? Un lavoro, un matrimonio precocemente fallito, l’uscita dalla Università per una carriera da libero professionista. Oggi ho uno studio mio e sono consulente presso varie aziende. Ma adesso è già tardi.. Ecco il mio indirizzo. Vieni a trovarmi!”
Si alzò, si avvicinò a lui, lo baciò e scappò via. Giulio la guardò allontanarsi, frenando il desiderio di raggiungerla, di stringerla in un abbraccio, sicuro che questa volta l’avrebbe cercata. Gli rimase il calore del suo bacio e conservando viva questa dolcezza si rimise in cammino.
Raggiunse la vallata del Rubicone, poco prima delle ore 13 e si fermò in una trattoria per pranzare. Trovò il locale lungo la via provinciale di Musano. Il nome “Podere” ed il gran numero di macchine posteggiate fuori lasciavano intendere che lì si mangiava bene. Appena entrato fu subito gradevolmente colpito dall’atmosfera accogliente, dallo stile rustico e da un profumo invitante e stuzzichevole. La gran parte dei tavoli erano già occupati e gli ospiti erano completamente immedesimati nel gustare un prelibato cibo.
Una graziosa cameriera lo guidò verso un tavolo d’angolo, vicino ad una finestra affacciata su uno squarcio di collina inondata dal sole. Ordinò un piatto unico, una tagliata con contorni di verdure grigliate e patate al forno, accompagnata da un quarto di sangiovese. Senza fretta, accarezzò con coltello e forchetta carne e verdura portandoli con levità alla bocca. Continuò il rito con piacevolezza, avvertendo in sé e intorno un calore nuovo e familiare: Anna aveva interrotto il suo viaggio verso Bologna. Lo aveva atteso, sicura che si sarebbe fermato lì. Giulio si alzò e il loro abbraccio sembrò non più sciogliersi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il pavimento storto della parità 🏗️

(L'autrice, al centro, durante una manifestazione: Genova, anni'70) (Introduzione a Daniela Barone). Dai grembiuli bordeaux del Liceo Deledda alle piazze del femminismo genovese, questo racconto attraversa le stagioni di una vita alla ricerca della parità. Un'autobiografia coraggiosa che esplora le fragilità e le rinascite di una donna, per approdare a un presente in cui il rispetto e la cura diventano l'unica eredità possibile per le nuove generazioni. (Daniela Barone) ▪️ L’intimità negata e la libertà ritrovata Da bambina ero fiera di essere una femmina. Trovavo i maschi sciocchi e rozzi, pur non disdegnando di giocare con loro. Tuttavia, non avendo fratelli, la curiosità verso l’altro sesso era tanta. Papà si chiudeva in bagno, geloso della sua intimità, ma all’epoca tutti i padri erano così.  Io ero curiosa di vedere com’era fatto ma non ci fu niente da fare: su quel punto papà era stato irremovibile. Mai e poi mai avrebbe accettato di farsi vedere in mutande, tanto...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

La grafia dell’anima: il destino nelle parole scritte ✍️

(Introduzione a Daniela Barone). Può la forma di una lettera rivelare il destino di una persona? Daniela Barone ci conduce in un memoir intimo dove la grafia diventa lo specchio dell'esistenza. Dalla perfezione rincorsa sui banchi di scuola ai tormenti celati dietro la grafia infantile di una madre, il segno della penna si rivela come l'ultima, indelebile traccia dell'amore e della fragilità umana. (Daniela Barone) ▪️ Dal fascino degli amanuensi al desiderio della calligrafia Fin da giovane ho ammirato i codici miniati su fogli di pergamena. Che meraviglia contemplare le decorazioni colorate di fronde, fiori e frutti dei monaci amanuensi! Li immaginavo dediti per ore ed ore a comporre con inchiostro, piume d’oca, righelli e punteruoli i caratteri neri gotici intramezzati ad illustrazioni di Cristo e dei santi su sfondi dorati. Pur vivendo in un mondo dominato ormai dalla videoscrittura, in me permane l’attrazione per la grafia a mano. Ricordo quando, ai tempi del lockdown ...

Colpo di scena: la Giustizia nel labirinto degli specchi🪞

(Introduzione ad a.p.). Nel dibattito sulla Giustizia, spesso ciò che fa più rumore serve a coprire ciò che conta davvero. Attraverso fatti come il "caso Palamara", la politica ha messo in scena un perfetto gioco di prestigio: usare lo scandalo per distrarre lo spettatore e far passare per banale manutenzione quella che è, a tutti gli effetti, una mutazione genetica della nostra Costituzione. (a.p.) ▪️ Nella storia delle istituzioni, le democrazie non crollano quasi mai per un colpo di mano improvviso. Spesso basta una serie di "piccoli aggiustamenti" presentati come necessari e innocui. È l'arte della distrazione: convincere tutti che stiamo riparando un guasto, mentre stiamo cambiando il motore dell'intero sistema. Fumo negli occhi In ogni spettacolo che si rispetti, l'illusionista usa il fumo per nascondere il movimento decisivo. Oggi quel fumo è lo scandalo Palamara. Le cronache indecorose delle correnti sono diventate l'espediente perfetto per d...

Riforma della magistratura alla prova: a cosa serve davvero? ⚖️

(a.p.) ▪️ Quando si parla di riforma della magistratura, si sente spesso discutere di indipendenza, gerarchie ed equilibri istituzionali. Ma per i cittadini ciò che conta sono i risultati concreti: la giustizia diventa più veloce? Più equa? Un dettaglio fondamentale, spesso trascurato, è che questa riforma riguarda il settore penale. Nel civile — dove si giocano i divorzi, le cause di lavoro, i contenziosi con le banche — l'impatto è nullo. Mettiamo la riforma alla prova con 5 situazioni quotidiane • 🏠 Separazioni e figli : Lucia e Marco devono dividere mutuo e affidamento. La riforma accorcia i loro tempi? No. Non tocca i tribunali di famiglia né aggiunge personale. • 💼 Lavoro e diritti : Anna è stata licenziata ingiustamente. Avrà una sentenza più rapida? No. I giudici del lavoro restano fuori dal perimetro del cambiamento. • 📦 Piccole liti di vicinato : Giovanni attende risarcimento per un danno condominiale. La procedura sarà più snella? No. Non sono previsti aumenti d...