Passa ai contenuti principali

Un po' di sollievo, al tempo del coronavirus

Dall'emergenza alla caccia all’untore. Il ruolo dei mezzi di comunicazione al tempo del coronavirus. Ci aiuteranno le reginette dei talkshow?

di Davide Morelli

Allo Spallanzani hanno isolato il virus polmonare ma ci vorrà un anno prima che mettano a punto un vaccino. L'epidemia del Coronavirus potrebbe presto trasformarsi in una vera pandemia. Il virus è arrivato anche da noi. In alcune zone del nord, nei focolai, sono state varate misure speciali. Per i prossimi sei mesi saremo in uno stato d'emergenza. È una caccia all'untore.
È difficilissimo investigare scientificamente e risalire oggettivamente a chi ha contagiato chi. È difficilissimo fare la cosiddetta analisi epidemiologica: la gente gira in tutto il mondo e si relaziona nei modi più impensabili.
In questo periodo ci comportiamo quasi tutti da ossessivi-compulsivi e ci laviamo continuamente le mani. Molti vanno in farmacia a comprarsi le mascherine. Però alcuni esperti dicono che la mascherina è efficace per evitare di contagiare ma non per evitare di essere contagiati. C'è la paura dei cinesi, degli starnuti e dei colpi di tosse. Molti stanno a debita distanza dagli altri. Bisognerebbe stare a distanza di due metri dagli estranei secondo i virologi. Da una parte è vero che il virus è invisibile ai nostri occhi e quindi la paura è motivata. Dall'altra la paura non può diventare fobia. Tutti sono sul chi va là. Chi può esce il meno possibile, diserta locali pubblici. Ma dovremmo fare i conti anche con l'economia.
Alla crisi si aggiunge altra crisi. Esporteremo molto meno in Cina, ci sarà molto meno turismo di cinesi nel nostro Paese, molte attività cinesi presenti in Italia saranno in deficit ed alcune saranno costrette a chiudere i battenti. L'allarmismo condiziona in modo determinante il nostro pil. Non parliamo poi dell'immobilismo economico presente nei focolai italiani. Tutto sarà fermo là. Tutte le attività produttive saranno chiuse per evitare la diffusione del virus. Soltanto il telelavoro potrà contrastare tutto ciò. In questi tempi di quarantena chi può si rifugia in casa. Non dimentichiamoci inoltre che la Lombardia non è una regione come altre perché vi risiede un sesto della popolazione italiana ed è la più ricca di Italia. Il nord traina da sempre l'economia nazionale. È un dato di fatto incontestabile. Il peggio quindi deve ancora venire. I virologi dicono che bisogna mitigare gli effetti di questo virus.
La televisione potrebbe aiutarci a passare il tempo e a ricevere informazioni. Internet potrebbe oltre a questo anche aiutarci a relazionarci con amici e parenti che non potremo vedere a causa di un eventuale contagio. Internet, tanto deprecato, per la violenza e la pornografia così diffuse, potrebbe rivelarsi molto utile, addirittura indispensabile. Legittimamente Pasolini scriveva che la televisione era la causa primaria dell'omologazione. Legittimamente Popper sosteneva che era una cattiva maestra. Ma oggi come oggi potrebbe darci un sollievo giornaliero. Potrebbe essere un ottimo palliativo.
Le reginette mattutine e pomeridiane del tubo catodico, maestre nell'intrattenimento, come Eleonora Daniele, Bianca Guaccero, Francesca Fialdini, Barbara D'Urso, Lorella Cuccarini, Caterina Balivo potrebbero aiutarci, potrebbero distrarci. Anche nei periodi più difficili non va eliminata la componente ludica e ricreativa della vita. La miglior cosa sarebbe leggere ma non tutti ci sentono da questo orecchio. Quindi ben vengano certe conduttrici televisive. Belle, spigliate, estroverse queste reginette standardizzano da sempre l'immaginario erotico degli italiani, sono nei sogni e nelle fantasie erotiche degli adolescenti e degli anziani.
Queste cosce bene in vista, questo erotismo soft, questo continuo vedo/non vedo potrebbero rallegrare i giorni dei maschi italici. Queste reginette televisive seducenti, ammiccanti senza mai sconfinare nella volgarità potrebbero essere delle alleate: un aiuto valido contro il Coronavirus. Molto probabilmente vivremo, volenti o nolenti, delle giornate trash. Anche la radio, sempre più in crisi, potrebbe farci compagnia. Anche questi sono i piccoli vantaggi, in mancanza di meglio, di una società massmediatica.

Commenti

Post popolari in questo blog

Una vecchia storia d’amore. Dalla passione al disincanto: ritratto di una donna che ha saputo rinascere 📘

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta di un amore che ha agito come uno tsunami, travolgendo un matrimonio lungo diciotto anni e trasformando l'identità di una donna? In questo racconto, l’autrice ci conduce tra i corridoi di una scuola professionale, dove l'incontro con un collega "pigmalione" diventa la scintilla per una metamorfosi fisica e interiore. Non è solo la cronaca di un'infatuazione, ma un'analisi del ricordo, del disincanto e di quella "linfa vitale dell'anima" che solo i sogni sanno preservare dal tempo che logora i volti e le passioni. (Daniela Barone). La metamorfosi: tra gessetti e desideri Conobbi B. nella scuola professionale in cui ero finalmente diventata insegnante di ruolo. All’epoca avevo i seni gonfi di latte perché allattavo ancora il mio terzogenito; alla fine della mattinata tornavo a casa trafelata perché i dischetti assorbilatte erano così intrisi da macchiarmi gli abiti. Portavo addosso ancora i molti chili in...

La faccia nascosta della Luna: da Apollo a Artemis, tra ricordi di famiglia e futuro 🌓

(Introduzione a Daniela Barone). Un filo invisibile lega il bianco e nero sfuocato del 1969 alla nitidezza digitale della missione Artemis II. Attraverso gli occhi di un bambino e i ricordi di una nonna, la Luna smette di essere solo un corpo celeste per diventare lo specchio delle nostre fragilità. Un racconto intimo sul senso di appartenenza a quel "piccolo puntino azzurro" che chiamiamo casa. (Daniela Barone).  Tra generazioni e memorie lunari «Nonna, vieni a vedere la luna.» Così aveva reclamato la mia attenzione Luca, il mio nipotino di due anni e mezzo. Era sul poggiolino della casa dei miei quella sera d’estate del 2019. Indossava un pigiamino corto leggero e si teneva alla ringhiera arrugginita. Mio padre, vedovo da diversi mesi, già dormiva ma lui non ne voleva sapere di andare a letto. Aveva buttato per gioco nel cortile sottostante numerose mollette e si trastullava con le poche rimaste nel cesto. Stringendo la manina di Luca non potei fare a meno di pensare a qua...

Trump contro Papa Leone: la verità del sacro contro lo spettacolo del potere ☧♛

(a.p.). Qual è lo spazio vitale capace di nominare la realtà quando il mondo sembra scivolare nell’irrazionale? Abbiamo perso la forza di dare un nome alla "blasfemia della guerra" e alla "brutalità del business", come ha fatto Papa Leone davanti al delirio di Donald Trump? La patologia del comando e il primato della pietas Un potere che si auto-ritrae nei panni di un Gesù guaritore, mentre deumanizza i bambini sotto le bombe, smette di essere un interlocutore politico: non c'è dialogo possibile, né replica dovuta a chi incarna una patologia dell’essere e del comando. All'onnipotenza di un comandante in capo che alterna il campo da golf all'annuncio di uno sterminio, bisogna opporre una sfida epistemica: la riaffermazione che la violenza non avrà l’ultima parola e che la pietas verso gli innocenti resta l’unico, vero cardine della civiltà. Quando la propaganda diventa spettacolo della morte Quando il linguaggio del diritto e della diplomazia viene svuota...

Odore di arance e rimpianti: l’estate a Tindari che decise il destino 🍊

(Introduzione a Daniela Barone – Commento a.p.). L'estate del 1972 è stata il palcoscenico di un bivio esistenziale, non solo una vacanza. Tra i profumi di una Sicilia mitica e l’azzurro di Tindari, la protagonista Mara sperimenta per la prima volta l'ebbrezza di un amore che sa di imprevisto. Eppure, al ritorno, la sicurezza di un fidanzamento solido e il conflitto mai risolto con una madre critica la spingono verso una scelta conservativa. Un racconto spietato su come la paura della solitudine e il desiderio di ribellione possano tracciare il destino di una vita intera. (Daniela Barone). Verso la Sicilia: una profezia materna L’estate del ‘72 fu un periodo esaltante per me. La partenza tradizionale con i miei per il campeggio in qualche luogo marino incantevole si stava avvicinando. Papà aveva scelto la Sicilia, desideroso com’era di mostrare a me e alla mamma il suo paese natio, il borgo di Novara al confine fra i Nebrodi e i Peloritani. «Conoscerete mia zia e i miei cugini....

Aspettare di vivere: il Big Bang dell'anima 🕰️

(Introduzione a Giorgia Deidda). Cosa siamo prima di diventare polvere e respiro? L’autrice ci conduce nel cuore pulsante del mistero pre-natale, dove il "grumo di sangue" dialoga con l'infinito. La nascita emerge non come un approdo sereno, ma come una "luce bestiale" che interrompe la quiete assoluta, costringendo l'anima a misurarsi con il fango della terra e l'anelito verso il cobalto del cielo. Una lirica potente, che vibra tra astri, radici e il desiderio prepotente di esistere. (Giorgia Deidda).  Non sai cos’ero io prima di nascere, grumo di sangue imperpetuo che respirava l’infinito e poteva l’infinito perché infinita potenza di grammi di nero. E poi la luce bestiale che ha accecato l’infinita tranquillità, l’assurdo silenzio spazzato via come big bang e l’esplosione che ha soffiato nel mio petto sgualcito Io che mi contorcevo - non sapevo nemmeno cosa volesse dire respirare a stento - quando amori impossibili nascono tra le tue labbra  e aspetti...