Passa ai contenuti principali

Petali

La difficoltà di credere alle persone


di Marina Zinzani

Mi hanno piantato dentro così tanti coltelli che quando mi regalano un fiore all’inizio non capisco neanche cos’è. Ci vuole tempo. (Charles Bukowski)

Aspetta. Non correre. Vai con passo lento, non aver paura. La paura può peggiorare le cose. Chi c’è dietro di te? Una persona malintenzionata, sicuramente. Devi stare attento. È tutta la vita che stai attento, e non è mai abbastanza.
Sinfonia di archi che hanno suonato fuori tempo, con un direttore d’orchestra che si è presentato sul palco poco preparato, non sapeva dirigere gli orchestrali, neanche conosceva a fondo gli strumenti forse. Note poco armoniose, silenzi imbarazzanti.  Nessuna voce si è levata come proveniente dal cielo, nessun suono ha riportato in mente musiche celestiali. Non per te, questo non è successo a te. Teatro di second’ordine, improvvisazione, nessuna melodia, né poesia, né applausi. Solo stonature, silenzio, anche rabbia, alla fine: così è stata la tua vita.
Il tuo concerto infelice ha portato ogni giorno ad una fuga: l’uomo in esilio, il difendersi le spalle. Come un fiore a cui è stato strappato un petalo, e poi un altro, e poi un altro ancora, corolla che ha perduto il suo splendore. Se c’è stato, uno splendore.
Ti hanno strappato dei piccoli pezzi, sì, come a quel fiore. Credevi al tuo compagno di scuola, poi al tuo migliore amico, poi alla donna che ti fece perdere la testa, poi a chi ti prometteva un lavoro da sogno. Piccoli coltelli ogni volta, piccole ferite che hanno lacerato il corpo, la carne ha cicatrici nascoste, chi ha lo sguardo attento può vederlo dal sorriso, sorridi poco, sorridi a fatica. E il tuo mondo è sempre più luogo di disincanto. Non credere alle persone, te lo diceva la santa di tua madre!
E così cammini, nel buio di una serata buia, dopo un giorno grigio. Attento alle spalle, a chi c’è dietro! È pericoloso, non devi dare confidenza, hai capito? Quella persona potrebbe aggredirti, lo sai, vero?
Qualcuno ti chiama. Ti giri. Una donna, la conosci quella donna. Avete parlato una sera in un bar, non è stata neanche una brutta serata. Anzi. Ma chi ci crede più alle donne.
Lei ti parla ora, ha una voce bassa, è quasi timida. Sotto la luce del lampione ne vedi gli occhi. Hanno dentro il mare, le onde, la tempesta. Lei ti dice qualcosa sulla serata che avete trascorso assieme. Dice che ti ha pensato, nei giorni a venire. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.