Passa ai contenuti principali

In cammino

Il tempo e il nostro girovagare nel mondo


di Liana Monti

Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
(Dante Alighieri)

Parole antiche e sempre moderne. Il passato, il presente ed il futuro, immutati, come immutato è il tragitto del cammino nella vita di ognuno. Dal primo giorno della nostra esistenza, fino all’ultimo, siamo in viaggio.
Un percorso fatto di salite, discese, pianure, montagne, corsi d'acqua, bivi, incroci, vie senza sbocchi che costringono a tornare sui propri passi, ostacoli di ogni genere materiali e immateriali.
Ogni tanto ci si ferma a riposare, si guarda indietro per osservare la strada percorsa, poi si torna a guardare di fronte, l’orizzonte come meta lontana e irraggiungibile. A volte si fanno le somme delle cose imparate. A volte apriamo lo zaino che portiamo in spalla.
Lo zaino contenente ciò che abbiamo raccolto fino al quel momento e da quale ogni tanto togliamo ciò che non serve più. Lo zaino che contiene cose preziose e cose inutili. Uno zaino che ogni giorno si fa sempre più pesante.
In tutto questo andare quotidiano, arriva un momento in cui si fa una sorta di resoconto di tutto quanto fatto, visto, sentito, vissuto, imparato, perso. Questo importante momento può arrivare per libera scelta, ma talvolta accade quasi all’improvviso, per un evento scatenante che costringe a fermarsi ed a fare il punto della situazione, ad esaminare e ad esaminarsi.
Ci si può accorgere di errori commessi, anche se involontariamente, errori a volte irreparabili, dovuti spesso al non essere stati attenti alle conseguenze delle proprie azioni, al non avere meditato in maniera sufficientemente corretta ed opportuna, o a non avere meditato affatto, o addirittura all’aver seguito l’onda lasciandoci trasportare dagli altri fino a perdere sé stessi.
Errori anche dovuti al non avere indossato gli occhiali giusti per vedere correttamente e nitidamente le cose che stanno di fronte che invece rimanevano confuse, sfuocate, annebbiate, non lette.
Allora questa fermata è necessaria ed indispensabile per riprendere in mano totalmente la propria vita e solo dopo si può ricaricare lo zaino in spalla e ripartire nel cammino, lungo la “diritta” via che era stata persa.

Commenti

  1. Fermarsi, sentire, riflettere, lasciare andare le zavorre. Ripartire con lo zaino più leggero. Intensa riflessione. Grazie Liana
    Mara

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

C'era una volta: la vita come narrazione infinita 📖 📘 📙 📚 🔖 🛋️

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio intimo che attraversa le stagioni della vita: dal battito del cuore materno alle favole strampalate del nonno, fino all’eredità narrativa lasciata ai nipoti. Un racconto che celebra la scrittura e l'ascolto come farmaci dell'anima, capaci di rendere il "fardello di vivere" magicamente più leggero. (Daniela Barone)▪️ L'alba delle storie: dal grembo alle favole del nonno Mi piace pensare che la mamma mi raccontasse delle storie nel suo grembo: poi, al quinto mese tutto cambiò: la sua giovane madre era venuta a mancare improvvisamente. Da allora non udii più la sua voce armoniosa e cantilenante, né avvertii più le sue lievi carezze.  Al loro posto iniziai a percepire dei sussulti fastidiosi: erano sicuramente i suoi singhiozzi che mi facevano sobbalzare nel caldo liquido amniotico. Immagino che, una volta nata, intonasse per me delle dolci ninna-nanne anche perché papà era un po' stonato e comunque non conosceva i tener...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

‘Il somarello’: quando la scuola impara ad ascoltare 🫏

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa succede quando un insegnante decide di ignorare il rigore della Presidenza per ascoltare il cuore della classe? Tra i viottoli di Genova e i banchi di una prima media degli anni '60, nasce "Il Somarello": un giornalino di classe che trasformò i "somari" in protagonisti e una ragazzina timida in una giovane poetessa. (Daniela Barone) ▪️ Tra girini e viottoli di campagna Andare alla scuola media Assarotti era piacevole per me. Per raggiungerla percorrevo una stradina di campagna, costeggiata da orti e serre, che mi conduceva all’istituto in una ventina di minuti. Davvero non so perché noi ragazzini chiamassimo il lungo viottolo spasuia , in genovese scopa.  Si trattava, per la verità di una viuzza tortuosa piuttosto mal tenuta, piena di erbacce ai lati, dove molte persone portavano i cani a fare i bisogni. Facevamo quindi una specie di gincana per evitare le lordure e i rovi che infestavano i tratti più stretti.  In fondo si v...

"Quiero buscar una flor": la vita attraverso il profumo dei fiori 🌷

(Introduzione a Daniela Barone). Gli oggetti non sono solo decorazioni. Possono essere custodi del tempo. Per l'autrice, i fiori sono bussole emotive: dal giallo brillante delle ginestre dell'infanzia al rosso intenso delle rose di un amore impossibile, ogni petalo racconta una stagione dell’anima. Un percorso che parte da un mazzo di tulipani gialli per arrivare a una frase in spagnolo, dove il fiore si fa donna e la bellezza diventa rifugio. (Daniela Barone) ▪️ ❧ Tulipani e ginestre: dove tutto ha inizio Oggi ho comprato un mazzo di tulipani gialli, i miei fiori preferiti. Non ho saputo resistere. Erano così belli, con le corolle pudicamente chiuse.  «Sono il simbolo dell’amore perfetto», mi ha detto la fiorista mentre li avvolgeva nel cellophane. Sarà. Per me rappresentano la gioia pura, la vitalità. A casa li ho subito sistemati in un bel vaso sul tavolinetto rotondo accanto al sofà, giallo anch’esso. Poi li ho fotografati e ho postato l’istantanea sul mio stato di Whatsap...

La scala di Giacobbe: simbolo tra cielo e terra, dalla Genesi a Chagall

(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa succede quando l'uomo dimentica la connessione con il divino? La risposta è in un'antica visione della Genesi. La Scala di Giacobbe non è solo un mito, ma la mappa per ritrovare la rotta in un mondo che sembra averla perduta. C'è ancora, nascosta da qualche parte, vicino a noi? “Una scala poggiava sulla terra, mentre la cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa» (Genesi 28,12).  (Marina Zinzani) ▪️ La simbologia della scala di Giacobbe, nata da un sogno riportato nella Genesi, ha affascinato da sempre gli artisti. Ha ispirato Raffaello, Chagall, William Blake, e tanti altri. L’unione fra la terra e il cielo, fra l’umano e il divino, ha sempre segnato la storia dell’uomo. E l’uomo, quando credeva di essersi liberato da questo legame, ha perduto la rotta. Difficile discernere la propria vita dalla spiritualità. La preghiera è una scala? Il raccoglimento, sotto varie, molteplici forme anche a...