Passa ai contenuti principali

Essere vicini

di Marina Zinzani

Una brocca si riempie goccia a goccia.” (Buddha)

Non esistono cose che si fanno in un giorno, occorre pazienza, dedizione, armonia. Nei rapporti che si costruiscono, l’affetto si alimenta anche in ombra, quotidianamente.
Sopra a tutto c’è un idem sentire, un’assonanza naturale, ma occorre sempre alimentare i colori, e i colori non devono diventare sbiaditi dal tempo, dalle giornate di pioggia, di vento.
La cura è quella che riserva il giardiniere alle proprie piante: è attento, rimedia se ha tardato a nutrirle, sa che le piante fioriscono ma possono appassire facilmente.
In una brocca ogni goccia d’acqua è importante. Acqua che nutre e che riguarda il rapporto con se stessi, con il proprio equilibrio, ma anche il rapporto con gli altri, dove l’incontrarsi, il confronto, dovrebbero portare arricchimento.
Il concetto della brocca ricorda, in negativo, anche il detto che basta una goccia per far traboccare il vaso, suggerendo che basta una piccola cosa per fare esplodere una situazione: in realtà la misura era già colma da tempo, ed è bastato poco per far esplodere un conflitto. 
Nei rapporti che nascono, o che continuano, l’aggiungere può portare nutrimento. Può essere anche solo un pensiero, un’attenzione per l’altro, può essere il silenzio se necessario, il mostrare una prospettiva migliore in un momento negativo, può essere semplicemente vicinanza. 
Una bellissima parola, vicinanza. È un sole che illumina giorni bui, è il coraggio che ci vuol fare qualcuno quando si ha paura. Vicinanza per sopportare, per affrontare, per non perdersi e sentirci incompresi o tremendamente soli.
Nei rapporti negativi invece l’aggiungere può diventare un veleno instillato goccia a goccia, anche subdolo, inodore, insapore. Ma paradossalmente letale. Il salvarci passa per ascoltare il proprio disagio, la propria rivendicazione. Perché è un diritto cercare la quiete e un appagamento che migliori il nostro vivere.
 

Commenti

Post popolari in questo blog

Il profumo delle rose e il segreto del Rosario: il mio maggio tra ricordi, arte e De André 🌹📿

(Introduzione a Daniela Barone). Maggio è un mese di fioriture, un tempo in cui i profumi della natura si intrecciano con la trama dei nostri ricordi più intimi. L'autrice ci prende per mano e ci conduce dall'infanzia, scandita dai riti materni e dal profumo dello sciroppo di rose, alla riscoperta, in età adulta, di una spiritualità universale e della figura di Maria. Un percorso che unisce la devozione popolare alla grande arte di Raffaello e Michelangelo, trovando infine rifugio nei versi senza tempo di Fabrizio De André.  (Daniela Barone). Il profumo dello sciroppo e la chiesetta di San Barnaba Il mese di maggio da sempre evoca in me non solo la rinascita della natura ma anche il profumo penetrante delle rose con cui la mamma preparava un delizioso sciroppo. Molte giornate erano dedicate alla preparazione di quello che lei considerava un’autentica panacea per tutti i mali; la sera invece io e lei ci recavamo alla chiesetta dei frati di San Barnaba per recitare il Rosario. La...

Capaci 23 maggio 1992: il ricordo di quegli allievi agenti di Polizia 🧨 💥

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni - commento a.p.). Ci sono date che si imprimono a fuoco nella memoria collettiva di una nazione, spartiacque temporali capaci di dividere la vita di ognuno di noi in un "prima" e in un "dopo". Il 23 maggio 1992 è una di queste. Era un sabato pomeriggio quando il tritolo mafioso, allo svincolo di Capaci, sventrò l'autostrada e spezzò le vite del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Mentre l'Italia sprofondava nell'orrore, un'intera generazione di giovani che avevano scelto di servire lo Stato indossando la divisa della Polizia si trovò, d'un tratto, proiettata in prima linea in una guerra spietata. Ognuno di noi ha un ricordo incandescente di quel giorno, che è rimasto impresso nella mente e nel cuore per sempre, una lacerazione tuttora viva. Il racconto che segue, scritto dalla collaboratrice di Pagine Lette...

“Regina” degli invisibili: viaggio tra i senzatetto di Genova 👑

(Introduzione a Daniela Barone). Tra le strade affollate del centro e i ritmi frenetici della quotidianità cittadina si consuma una realtà parallela, tanto evidente quanto ignorata: quella dei senza fissa dimora. Questo racconto nasce da un incontro settimanale, un'osservazione ravvicinata che si trasforma in una riflessione profonda sui paradossi dell'indifferenza sociale, sulla complessità della marginalità e sulla sorprendente, regale dignità che può celarsi anche nei giacigli più poveri di una metropoli. (Daniela Barone). Presenze costanti nel salotto cittadino Tutti i lunedì mattina, quando mi reco in palestra in centro, mi colpisce la visione di una senzatetto bivaccata nella centralissima via XX Settembre, salotto della mia Genova. La donna dall’età indefinibile è poco visibile, seppellita com’è da pile di coperte e piumoni che la riparano dal freddo. Accanto a lei, quasi sempre addormentata, un carrello per la spesa straripante di cibo, bottigliette d’acqua e altri gene...

Il volo dei palloncini: danza di fili e destini, come il viaggio della vita 🎈

(Introduzione ad a.p.). Che cosa c’è in un palloncino che sfugge di mano, se non la metafora stessa del nostro cammino? In questo racconto, il volo leggero e imprevedibile di due palloncini colorati si trasforma nello specchio dell'esistenza umana. E diventa un viaggio sospeso tra cielo e terra, dove un filo sottile non è un limite, ma il legame che custodisce la bellezza della condivisione. (a.p.) ▪️  Una festa, i palloncini. Così leggeri nell’aria, affrontano anche inciampi ed imprevisti. Il viaggio tra le nuvole racconta qualcosa della vita stessa: amicizie, litigi, nuovi incontri. È la strada tortuosa ed incantata dell’esistenza. Due destini intrecciati Erano due, gonfi d’aria sino a scoppiare, con tanti disegni colorati sopra. Si guardavano l’un l’altro senza invidia, pieni di ammirazione reciproca. Gli occhi allegri dei bambini che giocavano nel parco si erano fermati ad ammirarli, quei due palloncini svolazzanti. C’era un vento che li sospingeva nel cielo; avrebbero potuto v...

Leopardi e L'infinito: l'eterna inquietudine tra siepe e orizzonte ✨

(Introduzione ad a.p.). “L’Infinito” di Giacomo Leopardi è più di una poesia: è una bussola eterna per l'animo umano. Questi versi hanno la magia di raccontare l’inquietudine perenne dell’uomo, sospeso tra il bisogno di un’infinità che si desidera e la consapevolezza dei propri ineludibili limiti. La sua straordinaria longevità testimonia il potere della Poesia di interrogare il nostro mistero esistenziale. (a.p.) ▪️ 📚 La magia che supera il tempo Quest’opera è legata ai ricordi della giovinezza, agli studi che, pur iniziando con faticosi esercizi di memoria, sono divenuti un segno indelebile. Nella maturità, questi versi sono risuonati nella mente, capaci di lasciare una traccia profonda. Molte altre opere, pur lasciando gioia o smarrimento, non riescono a oscurare la magia dell’Infinito. Per molti, si è creato un misterioso intreccio tra la poesia – così carica di luce e ambiguità – e le vicende personali, creando suggestioni e spunti di riflessione in ogni stagione della vit...