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Privacy, cos'è oggi

(Corriere della sera)
di Marina Zinzani

Alcuni recenti fatti di cronaca, che hanno avuto risalto mediatico, pongono l’attenzione sul diritto di privacy.
Certo, è difficile applicare questo diritto quando si è ad un evento pubblico, e si è visti, si poteva essere visti da moltissime persone.
Oppure è difficile applicare questo diritto quando una persona fa girare dei messaggi privati ricevuti, qualsiasi sia lo scopo, e qui siamo in un altro campo, ambiguo, estremamente criticabile, se non squallido.
Questo diritto viene leso anche ogni giorno, quando un fatto privato viene ampiamente discusso sui media, con tanto di opinionisti, se rientra in un argomento di attualità, spesso di cronaca nera, e di povere donne ammazzate.
È la violazione della privacy, come un motore che passa sopra a tutto, in nome di un unico circuito mediatico che non ha confini, un grande banchetto in cui si servono pietanze, che sembrano anche succulente perché garantiscono audience, interesse. I giudizi, di fronte a certe vicende, si sprecano. Si avverte una marea di persone che hanno bisogno di dire la loro, di manifestare un’opinione come fosse un fatto di famiglia. Spesso i giudizi più crudeli vengono dalle donne. L’evento di cui parlano ha qualche somiglianza con un loro episodio privato, mai superato? È un passarsi il tempo, guardando un mondo che sembra una telenovela?
Eppure, se si guarda meglio la situazione, tante situazioni, si dovrebbe convenire che la violazione della privacy c’è sempre stata, anche quando non c’era il web, che fa girare una notizia in un istante, da una parte all’altra del mondo. C’era la vicina di casa pettegola. C’era quella persona che ha visto una coppia che non doveva essere insieme, perché uno dei due era impegnato o lo erano entrambi, e lo racconta sottovoce, e poi diventa l’argomento del giorno in un piccolo paese, e si sa, un tradimento ha sempre fornito molte argomentazioni. La violazione della privacy diventa un grande pettegolezzo, una grande curiosità che alimenta considerazioni, giudizi, sembra riempire la vita. Di niente, però,
Perché dietro questa violazione ci sono persone, famiglie, figli, rapporti che esplodono, si incrinano per sempre. Ci sono sensibilità, storie personali che non si possono e non si devono giudicare, perché dietro un fatto c’è sempre una storia. È una storia segreta. Ci sono persone che vengono coinvolte, e porteranno queste ferite per molto tempo, forse per sempre. C’è il diritto a non essere giudicati.
Difficile tutto questo, e comprenderlo. è tutto leggero, superficiale. Una giostra che gira veloce. Anche se ci sono delle persone dentro.

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