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Davanti alla TV, tra panni da stirare e sogni d’evasione 📺

Foto di una donna di spalle, di cui non si vede il viso, mentre guarda la tv

(Introduzione a Marina Zinzani). Il vapore del ferro da stiro, una montagna di camicie e, sullo sfondo, l'immagine radiosa di una donna che sembra aver sconfitto il tempo. Quante volte ci siamo guardate nello specchio della TV cercando di decifrare il segreto di una bellezza che non conosce occhiaie né stanchezza? Qui, un monologo interiore che è un viaggio tra centrifughe e capelli 'fai da te'. Forse la realtà ha tutto un altro sapore.

(Marina Zinzani) ▪️

Lo specchio catodico

I panni da stirare, mio figlio è fuori e mio marito sonnecchia davanti alla tv. Io cerco qualche programma, mi tiene compagnia la televisione, quando stiro.
Ah, ha quasi la mia età questa della tv. Ma non li dimostra. La sua immagine mi ricorda tutte le cose che non ho fatto, per salvaguardare il mio aspetto: mi sono tolta il trucco la sera? Ho fatto lunghe passeggiate, se non un po’ di corsa quasi ogni giorno? Ho curato la mia dieta? Ho letto che lei mangia molta frutta e verdura, dei grandi centrifugati e dello yogurt ogni giorno. Anch’io ho la centrifuga, poi ci vuole tempo a pulirla e non sempre la uso. Quasi mai. Ecco poi il risultato, il mio risultato deludente. 

Il peso del quotidiano

Fa anche un po’ di yoga, io ci provo ogni tanto, ma poi la mente va altrove, cosa devo preparare per cena, la ragazza che mio figlio non vuole farmi conoscere, gli acciacchi di mia madre. Invece, questa della tv farà ogni cosa come si deve, lo yoga cura il corpo e ritempra lo spirito dicono e infatti lei è sempre allegra, sorridente, briosa.
Briosa. La parola giusta. Porta i suoi anni, ripeto, più o meno i miei, con leggerezza ed ironia. Avrà un uomo a casa che la fa sentire importante, che la porta nei migliori ristoranti, che non dimentica, a differenza del mio, gli anniversari.

Il destino in un nome

La donna della tv mi piace, dovrei essere come lei. L’ironia vuol dire tanto, e lei è anche ironica. Cosa si vuole di più? Quanti panni, ancora dieci camicie. Coraggio, Germana. Una con il mio nome poteva fare poca strada, non so perché. A volte il destino è nel nome, l’ho letto. Lei invece ha un nome bello, non così duro come il mio.
I suoi ospiti: li vedo e lei instaura con loro subito un rapporto così sciolto, amichevole, è amica di tutti, sembra così sincera nel partecipare alle loro storie, in fondo sono storie di  amori, ma anche di problemi di oggi.

Le caricature della bellezza

Ancora cinque camicie. Mio figlio se ne cambia due al giorno, tanto c’è mamma che lava e stira. Chissà se una volta sposato farà la stessa cosa, o la sua ragazza gli imporrà uguali compiti. La mamma è la domestica, abbiamo capito. Guarda com’è rifatta quella… Ormai non riesce più a parlare dalla faccia gonfia… Così non mi piace, sembra una caricatura di donna. E anche quell’altra deve essersi rifatta qualcosa, ha gli occhi all’insù, sembra una cinese.

Sfuma il nero cupo

Ancora due camicie. Devo farmi i capelli come lei. E’ una questione di tonalità, di sfumature. Le mie tinte, sul nero cupo, sembrano proprio quelle fai da te, quelle del supermercato per spendere poco. Certo, dare delle sfumature così ai capelli richiede di andare dalla parrucchiera molto spesso, cinquanta euro a volta come minimo… No, non posso proprio. E il trucco? Potrei copiare il suo trucco, non sembra eccessivo ma c’è. Ma io mi trucco più o meno così e i risultati non sono gli stessi.

Il risveglio della realtà

Ah, ho finito finalmente. Basta camicie. Adesso metto via tutto e mi sdraio un po’. Certo, a guardarla bene, viene il dubbio che le abbiano messo due dita di crema, tanto ha la pelle liscia.  Magari, a vederla da vicino non sembra così giovane. 
Tiro un respiro. Un po’ di relax anche per me, finalmente.
Ecco, si risveglia mio marito. “Cosa si mangia? Ho una certa fame…”

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