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Visualizzazione dei post con l'etichetta precarietà

“Regina” degli invisibili: viaggio tra i senzatetto di Genova 👑

(Introduzione a Daniela Barone). Tra le strade affollate del centro e i ritmi frenetici della quotidianità cittadina si consuma una realtà parallela, tanto evidente quanto ignorata: quella dei senza fissa dimora. Questo racconto nasce da un incontro settimanale, un'osservazione ravvicinata che si trasforma in una riflessione profonda sui paradossi dell'indifferenza sociale, sulla complessità della marginalità e sulla sorprendente, regale dignità che può celarsi anche nei giacigli più poveri di una metropoli. (Daniela Barone). Presenze costanti nel salotto cittadino Tutti i lunedì mattina, quando mi reco in palestra in centro, mi colpisce la visione di una senzatetto bivaccata nella centralissima via XX Settembre, salotto della mia Genova. La donna dall’età indefinibile è poco visibile, seppellita com’è da pile di coperte e piumoni che la riparano dal freddo. Accanto a lei, quasi sempre addormentata, un carrello per la spesa straripante di cibo, bottigliette d’acqua e altri gene...

Il battito del tempo ⌛

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un vuoto tra un istante e l’altro, una frazione d’ombra che la retina non può cogliere ma che sostiene l’intera struttura del nostro percepire. In questi versi, l’autrice ci conduce sulla soglia dell'impercettibile: quel buio che non è assenza di luce, ma un silenzioso meccanismo di interruzione che scandisce il ritmo del tempo e frammenta la continuità del movimento.  (Maria Cristina Capitoni) ▪️ Ad occhio nudo quel buio non si vede  ma divide sequenze di tempo interrompendo impercettibilmente  il movimento.

I volti del silenzio: tra precarietà e cura dell’anima 🖼️

(Introduzione a Marina Zinzani).  Il silenzio non è mai assenza di suono, ma una forma densa di linguaggio. Marina Zinzani ci conduce in un viaggio tra le pieghe di questa dimensione così sfuggente: dal silenzio sospeso delle sale d’attesa, carico di fragilità e attesa, a quello oscuro dei rimpianti e delle 'cose perdute'. Ma il silenzio ha due volti: può essere l’arma di chi si chiude al dialogo, o la 'fiammella' che illumina i nostri vicoli interiori più oscuri. Attraverso una scrittura che si fa immagine, l'autrice riflette sulla sottile linea che separa l'isolamento dalla pienezza, ricordandoci che la parola è come l'arte del kintsugi: capace di riparare le ferite e renderle preziose, purché si trovi il coraggio di rompere il silenzio benefico solo per fare spazio alla sintonia con l'altro. (Marina Zinzani) ▪️ L’attesa e la precarietà del vivere Il silenzio nelle sale d’attesa. Sensazione di precarietà, tutto può cambiare in un attimo. Persone che gu...

Altro che sballo del sabato sera

Il fine settimana di chi, per mantenersi agli studi, fa piccoli lavori precari: oltre la fatica, la curiosità verso il mondo così vario che ci scorre davanti di Laura Maria Di Forti Sono Massimo, studente universitario fuori corso e fuori sede. Avrei tanto voluto fare la vita dello studente che pensa solo ad ottenere il voto più alto e a ritagliarsi delle serate di festa in qualche pub in compagnia degli amici, ma purtroppo i soldi che mensilmente mi inviano i miei genitori non sono mai sufficienti.

Questione di dignità: il paradosso degli stenotipisti e dei precari della Giustizia

(Introduzione a Catia Bianchi). Esistono ingranaggi fondamentali del sistema pubblico che operano nell'ombra, garantendo il funzionamento di istituzioni cruciali come la Giustizia, pur restando intrappolati in un limbo di precarietà e dequalificazione. Quella degli stenotipisti e dei magistrati onorari non è solo una cronaca di settore, ma lo specchio di un tema di carattere generale sempre attuale: la crisi della dignità del lavoro intellettuale e tecnico nel sistema degli appalti al massimo ribasso.  Il mondo dei precari della Giustizia (Catia Bianchi). Maria Barbara Cerminara, giudice onorario presso il tribunale di Crotone, ha scritto il libro Al servizio della (in)giustizia italiana. L’altro volto della magistratura (Falco editore, 2017) per raccontare la sua esperienza professionale, e denunciare una situazione paradossale, quella appunto degli onorari che lavorano come i giudici togati senza averne l’inquadramento e la retribuzione. Amare le sue considerazioni: «L’onorarie...

Zygmunt Bauman, un mondo di paura

Zygmunt Bauman, la società liquida e le paure che attraversano il nostro tempo di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) (ap) Il mondo e le sue incertezze; la solidità che ha accompagnato lunghi tratti del percorso sociale dell’ultimo secolo incrinata tragicamente dagli esiti dello stesso progresso che la modernità aveva sostenuto.  Zygmunt Bauman (1925 – 2017), traendo spunto da diverse scienze sociali, ha esplorato i passaggi cruciali dello sviluppo storico europeo e mondiale, disvelandone le logiche sottostanti.