(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Un vuoto tra un istante e l’altro, una frazione d’ombra che la retina non può cogliere ma che sostiene l’intera struttura del nostro percepire. In questi versi, l’autrice ci conduce sulla soglia dell'impercettibile: quel buio che non è assenza di luce, ma un silenzioso meccanismo di interruzione che scandisce il ritmo del tempo e frammenta la continuità del movimento.
(Maria Cristina Capitoni) ▪️
Ad occhio nudo
quel buio
non si vede
ma divide sequenze di tempo
interrompendo
impercettibilmente
il movimento.

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