La lettera di Catherine Deneuve: quando si è oltre i limiti della
seduzione?
di Marina Zinzani
“Questa giustizia sbrigativa ha già fatto le sue
vittime, uomini puniti nell'esercizio del loro lavoro, costretti a dimettersi,
avendo avuto come unico torto quello di aver toccato un ginocchio, tentato di strappare
un bacio, o aver parlato di cose intime in una cena di lavoro, o aver inviato
messaggi a connotazione sessuale a una donna che non era egualmente attirata
sessualmente".
E’ uno stralcio delle lettera aperta mandata a “Le
Monde” da Catherine Deneuve assieme ad un centinaio di donne. E’ una presa di
posizione che sorprende, che lascia perplessi. Libertà di importunare, l’uomo
ha diritto di provarci, c’è una zona grigia che se non esiste più non esiste
neanche il corteggiamento, e quindi l’empatia fra uomo e donna?
Tema complesso. Ma la libertà di toccare un
ginocchio, di strappare un bacio, ha frantumato da tempo i rapporti fra i
sessi, soprattutto se questa libertà è presa da un uomo in stato di
superiorità.
Ricostruire la magia della seduzione: siamo in
altri campi, qui. Siamo in campi dove le donne sanno benissimo riconoscere ciò
che è molestia e ciò che non lo è e se parlano, per la prima volta in tante, lo
fanno come forma di flebile riscatto, di dignità cercata, anche se serve a poco
dire qualcosa a distanza di tanti anni.
Chissà cosa ne pensa la cassiera che ha dovuto
subire per anni allusioni, o la donna che non ha fatto carriera perché non è
stata disponibile. Rimane la sensazione del cattivo gusto, pur cercando di
comprendere fra le righe l’intento di questa lettera. Il punto è che il
corteggiamento, l’attrazione appartengono ad aspetti che fanno sorridere, si
può dire no ad un corteggiamento, e il rispetto e la gentilezza devono
dominare.
Ma il movimento “Me Too” non parla di questo. Parla
di una notte nei rapporti umani. E chissà perché, come sempre accade, c’è
qualcuno che vuole confondere le acque, fare venire dubbi, poveri uomini di
potere che sono stati vittima, vogliono suggerire. Ma senza rispetto i rapporti
sono frantumati, e la libertà non appartiene solo agli uomini ma anche alle
donne. La libertà spesso di essere lasciate in pace.

Il rischio che finisse tutto a “tarallucci e vino” era nel conto ma che un atto così riprovevole potesse arrivare proprio da una donna.. e che donna poi; io veramente non capisco, non riesco a concepire il guadagno di chi , donna, getta discredito su altre donne vittime di molestie, lievi o gravi che siano. Non si può e non si deve mai pensare “ siccome a me non è mai accaduto nulla del genere, vuol dire che chi si dichiara vittima di certi atti semplicemente non è stata capace di “ gestire” la situazione “ perché è questo, a parer mio l’inghippo, il corto circuito che porta alcune donne a sentirsi superiori ad altre, più furbe, navigate, con un maggiore savoir-faire... io credo invece che siano solamente persone presuntuose quanto ingenue , incapaci di empatia quindi quanto di più lontano possa esistere dall “esser donna” quello vero, a dispetto delle apparenze.
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