venerdì 24 giugno 2022

Ai miei tempi

di Laura Maria Di Forti
Introduzione di Angelo Perrone

(Angelo Perrone) «Il ricordo è il tessuto dell’identità». Lo ha detto Nelson Mandela, e come non essere d’accordo? Senza i nostri ricordi, in fondo, cosa saremmo? I ricordi che qui Laura Maria Di Forti propone sono i suoi, ma in qualche modo ci appartengono. Ciascuno potrà trovarvi frammenti della propria vita, rimasti nascosti nella memoria, però ancora vitali. Qualcosa di simile a ciò che si è vissuto in prima persona.
Oppure semplici occasioni per fare un viaggio, ricordare altro, in un’infinita catena di episodi, anche minuti, importanti solo per lui, che hanno qualcosa di insostituibile: nei momenti più convulsi è possibile riandare ad essi per trovare la dolcezza smarrita. Rappresentano il modo in cui il passato confluisce nel presente, l’esperienza che ci ha permesso di essere quello che siamo. Nel bene e nel male.
Già pubblicati: Come imparare le lingue senza fatica (22.6.22)

Ho fatto le elementari alla scuola Cristina Belgioioso a Milano. La maestra era una signorina (ci teneva molto, pare, visto che dovevamo chiamarla Signorina Maestra) e io la vedeva vecchissima ma, a ben pensarci, credo avesse meno di cinquanta anni. Era molto severa ma insegnava benissimo e in cinque anni è mancata solo due mattine ed entrambe le volte, anche se era stata prontamente sostituita da una supplente, ha raggiunto la scuola per darci i compiti personalmente.
Altri tempi, a quanto pare, visto che oggi i supplenti vengono utilizzati solo ed esclusivamente per le lunghe assenze. Talvolta penso di essere nata nell’era preistorica, visto le differenze che mi trovo a constatare tra oggi e gli anni Sessanta e Settanta! 
Ho sempre detestato le persone che ripetevano ad oltranza la frase “Ai miei tempi” aggiungendo poi che tutto andava meglio, era più bello, la gente più educata, i giovani più seri e rispettosi e la frutta aveva più sapore. Non c’è niente di vero in tutto ciò, o quasi. La sola vera differenza è che le persone tendono a magnificare il passato perché è il tempo della loro giovinezza.

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