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La lontananza è come il vento

Distacco dalla realtà: la cronaca dimostra quanto la politica non tenga conto delle richieste dei cittadini

di Paolo Brondi

In questi mesi abbiamo assistito, e non sembra ancora giunto il fine, a un'aspra battaglia, ingaggiata, a fini di egemonia, un gioco a scacchi, con il ripetersi di mosse simili. Due opposte vitalità dello spirito umano. Da una parte, la predilezione a vedere l'albero, dall'altra la foresta.
Alla chiarezza e libertà dell'albero si preferisce l'opacità e l'intrico della foresta, per esigenza di opporre proprie verità a supposti errori e di lacerarsi nell'infelicità dell'irriducibile dramma dell'opposizione, priva della luce di un’opportuna pratica del fare comune. Si ripete nella politica italiana la carenza dell'immaginazione a comprendere le opposizioni come potenza o molla del fare, dinamico e creativo.
Di contro, il bisogno civile, umano o morale, vive ed esige di ritrovare e di riconquistare il dono della libertà avvilita e smarrita; la gioia del vivere laborioso, smorzata dalle cupe bramosie; il rigore e l'ordine della ragione, imbarbarita dalla corpulenta vitalità; la serenità della cultura, offuscata e isterilita per fiacchezza di ideali o per grossezza della materialità del sentire.
Bisogni tutti che non meritano un ricorrente Aventino ma una soddisfazione di giorno in giorno, nel corso di un'esistenza dura e severa quanto generosa e reciprocamente adeguata.

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