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Un ramo teso

Fregene (foto ap)
Un volto, una storia, pensieri che diventano sinfonia

di Lorenzo Mullon

Le guance hanno radici profonde
il profilo è un albero caduto e rialzatosi tante volte nel vento
le labbra sono inumidite di onde
la lingua è una terra salmastra uscita dalla bocca di un vulcano
gli occhi sono spuntati dalle fessure dei sassi


rubando il luccichio notturno alla rugiada
le rocce hanno sgretolato i denti che ti afferravano da una vita precedente
siamo scoppiati come il temporale
un lampo ha incendiato i capelli
eravamo neri di cenere
il sangue si è scavato un solco nella corteccia
la pioggia ha irrorato il dolore di un lungo passato
siamo riusciti a dimenticare tutto
ogni rinascita è necessaria
bisogna sotterrare la vecchia mente
ritornano i pensieri
ma tu li percepisci come suoni di una sinfonia immortale
non fanno più paura
sai riconoscere gli odori familiari
appartieni a un ramo teso da una stella all'altra
sei un seme che non teme il buio
l'oscurità ti fortifica
è lì dove riprende a lanciare i suoi strali di luce
il sole che non si spegne

Commenti

  1. viaggio all'inferno e ritorno.
    l'immortalita' si conquista anche vestendo il dolore.
    poi si cambia pelle.
    che viaggio!!!!!!!!! bella bella bella bella bella bella bella bella bella. GRAZIE

    RispondiElimina
  2. lo scritto evoca una dimensione sospesa tra la ricerca di una pienezza che manca,di una aderenza alla razionalità, all'ordine ..e una rinuncia , uno sfaldamento, che investono l'individuo riducendolo a inseguirsi nella propria realtà cangiante e mutevole
    Paolo Brondi

    RispondiElimina

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