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I giovani, questo mistero

Il brutto anatroccolo che si fa uomo intelligente e capace: l’impegno non solo dello scrittore ma di chiunque

di Cristina Podestà
(Commento a Era un brutto anatroccolo, PL, 24/10/19)

La delicatezza con cui entrare nell'animo dei giovani è virtù unica e rara. Frutto della capacità del filosofo - psicologo, conoscitore delle pieghe più nascoste della psiche umana. Il racconto si snoda nel detto-non detto, nell'intuizione di un amore al suo sorgere e nella attenta analisi del giovane ancora non sbocciato ma che cova in sé un adulto capace di cose pregevoli, anche dal punto di vista umano e sentimentale, non soltanto lavorativo. Potenzialità che da grande appaiono nella loro completezza e definizione.
"A volte il divenire, ancora a noi estraneo, piomba su di noi" : questa espressione ci presenta un aspetto fondante della vita di Francesco e Lucia che, per estensione, rappresenta la vita di tutti. Mentre gli accadimenti dell'esistenza capitano, noi ancora non li conosciamo ma la loro percezione è cosi forte che, come avendone una premonizione, ne attendiamo il concretizzarsi. E l'incontro dei due ex studenti cosi è!
L'analisi del brutto anatroccolo fattosi uomo bello, intelligente e saggio, ricorda alcuni ex studenti ritrovati nel corso del tempo, sorprendentemente cambiati in meglio con la speranza o illusione di aver contribuito un poco alla metamorfosi.
Qualunque tematica appare sempre molto semplice alla prima lettura o alla lettura di chi non conosce l’impegno profuso nello scrivere. Ma se si riesce ad andare oltre, a entrare nelle pieghe nascoste del racconto o poesia o analisi storica di un fatto, si troverà assolutamente molto di più: la conoscenza dell' essenza dell'uomo, l’ascolto di quello che si racchiude in noi e che, forse, neppure noi stessi, siamo in grado di cogliere.

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