Passa ai contenuti principali

Mani senza

Mani che accolgono, che rifiutano, che scelgono altro: simbolo di trasporto e negazione, e di mutamenti

di Laura Maria Di Forti

Hai visto cosa hai fatto?
Hai preso tutto l’amore, immenso e sconsiderato,
l’amore puro e incontaminato che io provavo per te
e lo hai malmenato, lo hai trafitto,
lo hai lasciato cadere come hai lasciato cadere la mano che ti tendevo.
E hai preso, afferrato, stretto un’altra mano da accarezzare,
un’altra, sì, ma forse solo perché a te sconosciuta,
preda ancora incontaminata,
mistero fascinoso tutto da rivelare.
Poi, quando non ci saranno più segreti da scoprire,
nuovamente andrai alla ricerca di nuove sensazioni e di nuovi futili amori
perché sei un insaziabile divoratore,
mai soddisfatto, eternamente avido,
incolto giacché ignori la sapienza della dedizione,
non conosci la pazienza delle attese,
lo scorrere dei giorni abbandonati in un unico comune sogno.
Ora sono sola,
raminga in un deserto pieno solo di ricordi e di rimpianti,
solitaria figura straripante di virtuose lacrime amare
e senza una mano a cui tendere la mia.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

La guerra, lato oscuro dell’uomo: un’eredità di memoria e speranza 🌈

(Introduzione a Daniela Barone). Dai racconti di guerra dei genitori all'impegno civile tra i banchi di scuola. Un viaggio nella memoria familiare che attraversa l'orrore dei conflitti e il dovere della testimonianza, per approdare a una convinzione profonda: solo la cultura della riabilitazione e dell'inclusione può spezzare il ciclo della violenza. (Daniela Barone) ▪️ Tra Genova e i Nebrodi: la guerra come racconto familiare Fin da piccola amavo ascoltare le storie dei miei genitori sulla guerra. Ciò che mi piaceva di più era però la diatriba che ogni volta si innescava in modo quasi teatrale fra papà e la mamma.  « Genova fu colpita duramente dai bombardamenti, sai? Ancora adesso ricordo le sirene che ci svegliavano di notte. Che incubo! Scappavamo da casa con coperte e cuscini per raggiungere in fretta le gallerie-rifugio. » mi raccontava con enfasi.  « Eh, quante ne abbiamo passate » continuava la mamma lanciando occhiate provocatorie a papà.  Lui ogni volta l’interr...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...

Separati, per essere meno liberi: il paradosso del Giudice "terzo" 🧭

(a.p.). Si fa un gran parlare di "separazione delle carriere" come di una riforma necessaria per garantire che il Giudice sia davvero imparziale e "terzo" rispetto al Pubblico Ministero. Ma se usciamo dall'astrazione dei codici e guardiamo alla cronaca e alle parole dei protagonisti, emerge una realtà diversa. Il dibattito sulla terzietà è spesso un paravento: ciò che la politica sembra desiderare non è un giudice distante dal PM, ma un giudice che non ostacoli l'azione del Governo. L'interpretazione autentica: le parole di Carlo Nordio Per capire il senso profondo di questo cambiamento, non serve interpretare: basta leggere quanto dichiarato dal ministro della Giustizia. Nel suo libro Una nuova giustizia (2026), Nordio è candidamente esplicito nel definire il rapporto tra magistratura e politica: " È abbastanza singolare che [le opposizioni] per raccattare qualche consenso oggi compromettano la propria libertà di azione domani " (pagg. 122-123...