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Questi strani giorni

Questo momento, incerto, sospeso, contraddittorio, praticamente imperfetto. Affrontato con umore alterno 

di Cristina Podestà

Ci sono giornate tranquille che filano via lisce come l’olio. Non ci sono discussioni di sorta, gli elettrodomestici funzionano alla perfezione, i figli fanno le proprie cose, in tv il film preferito. In casa c’è serenità e l’ordine regna sovrano.
Poi arrivano giornate strane e grigie, pesanti e assillanti, si rompe un bicchiere, lo scarico è otturato, il rubinetto perde. I ragazzi scalpitano come cavalli imbizzarriti, nessuno gradisce la cena, lo specchio riflette un’immagine di te brutta e trasandata, non interessa a nessuno il tuo mal di testa.
E il giorno dopo è uguale, uguale, senza sprazzi di gioia, con la bolletta del gas troppo alta e la spesa da fare. Invece l’indomani è sereno e la tua amica ti chiama per fare quattro chiacchiere e ci scappa una risata. Poi torni alle tue cose, fai una torta, sgridi ma neanche troppo i bambini, chiedi gentilmente a tuo marito di portare fuori il cane.
E le sere arrivano anch’esse diverse: una in cui fuori c’è il vento e ti senti accudita e protetta, il letto profuma di pulito, l’animo disposto al sonno, altre invece in cui non riesci a dormire e ti giri e rigiri nell’ansia di un domani incerto. Alcuni giorni sei convinta di farcela, altri hai paura al solo pensiero di uscire.
Una mattina ti alzi e ringrazi il cielo di non essere sola, corri a preparare la colazione per tutti e sorridi sorseggiando un caffè; altre invece sono buie e tormentate e la cosa che maggiormente vorresti è essere sola, anche in quarantena. A volte detesti gli “Andrà tutto bene”, il giorno dopo ti commuovi vedendo un tricolore alla finestra del vicino.
Questo tempo difficile è lungo e imperfetto, vorresti abbracciare qualcuno, svegliarti e capire che era un sogno, sapere che l’umanità non è perduta per sempre. Finiranno questi giorni sospesi, avrà termine questa costrizione in cui inciampi ogni volta che ti alzi dal letto al mattino.
Certo rimane che siamo tutti più tristi ma anche più bravi, più seri, meno superficiali. Passiamo ogni giorno attraversando difficili strade, sormontate di paure e timori, ansie, tensioni, noie e speranze. Ne usciremo migliori e diversi, cresciuti nell’anima e pronti ad essere più buoni e generosi, meno attaccati alle cose frivole, alle stupide, sciocche, banali e inutili follie.
Attraversiamo un’attesa sconosciuta di un tempo più saggio e riconosciamo a noi stessi, orgogliosi, una pazienza e una forza che non sapevamo di avere.

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