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🐚 Er paguro 'mpertinente: conquiste, incontri e il dovere della libertà. Una poesia romanesca

Bambino che tiene una grande conchiglia all'orecchio per sentire il rumore del mare.
(Introduzione a Vespina Fortuna). Un giorno sulla rena, un incontro inaspettato: un'antica conchiglia e il suo impertinente inquilino. Questa poesia di Vespina Fortuna ci porta tra le onde del mare e quelle dell'animo, in un racconto divertente e profondo sulla curiosità, la sorpresa e il rispetto della libertà altrui. Lasciatevi incantare dal ritmo del romanesco e dalla lezione inaspettata di un piccolo paguro.

(Vespina Fortuna) ▪️

🚶 Sulla rena: l'incontro curioso

Un giorno camminando sulla rena
vidi quarcosa che brillava al sole
‘na conchija de ‘na certa mole
che presi in mano senza damme pena.

🐚 L'onda e la sorpresa: un inquilino inaspettato

Paguro eremita che spunta dalla sua conchiglia, sulla sabbia bagnata della spiaggia.
Come se fa pe’ risenticce l’onde
me l’accostai all’orecchia mia curiosa
e aspettai de intende quarche cosa
scostando bene le treccette bionde.
Drento a la tana ce stava er proprietario
che, come ‘ntese quarcuno sulla porta
volle sortì da quella casa storta
pe’ vedé chi era e a quell’orario.

🏃 L'impertinenza del paguro: un ostinato inquilino

Piccolo paguro impertinente con la sua conchiglia, appoggiato sulla punta di un dito.
S’affacciò dunque e, co’ gran sorpresa
se ritrovò davanti a n’artra tana
e come quello che allegro s’allontana
fece fagotto pijanno la discesa.
L’orecchia mia nun solo sentì er mare
ma dopo er pizzicore dell’impatto
puro se diedi subbito lo sfratto
quello decise de volé restare.

✨ La lezione finale: rispetto e libertà

Amico mio, si trovi ‘na conchija
lassela luccicà sopra la rena
perché non poi capì quant’è la pena
che Dio nun voja, a un tarlo se somija.

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