Pagine Letterarie

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(foto ap)

martedì 17 settembre 2019

Indietro

Ciò che ci sfugge e non abbiamo più: il fascino della mancanza. Bello il vivere tranquillo, ma per i giorni frenetici della giovinezza proviamo nostalgia

di Laura Maria Di Forti

Caldo. Il sole, la luce che quasi accieca, l’odore del mare ancora sulla nostra pelle. Poi, improvviso, verrà l’autunno. E quando le prime foglie gialle cadranno dai rami e il tramonto si staglierà presto, molto presto, all'orizzonte, allora il nostro pensiero volerà ai giorni estivi, alle vacanze passate, a quel sole che talvolta abbiamo stancamente sopportato.
La vita è così. Dopo gli anni frenetici, passionali e travolgenti, dopo i tumulti del cuore e le preoccupazioni anche, si susseguono veloci altri anni, più calmi, meno vorticosi e molto più quieti. Eppure, sembra che la placida calma ci renda insofferenti e spesso ci guardiamo indietro col desiderio di tornare agli anni meravigliosi, se pur inquieti, della nostra giovinezza. Il rimpianto non è altro che il desiderio di qualcosa che non ci è dato avere più.

lunedì 16 settembre 2019

Linda

di Marina Zinzani

(ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione per un racconto. E’ un momento particolare, il sabato. Per una donna spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti. Oppure può essere un tempo per fare ciò che si è rimandato, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente. Per leggere un libro, guardare un film, uscire con gli amici. Trovare pace e serenità, piccoli piaceri. Magari non fare nulla, guardarsi intorno, fare una passeggiata. In compagnia solo dei propri pensieri.
Linda è una donna non più giovane, separata da alcuni anni. Il sabato è dedicato a qualche compera in giro per il mercato, un piccolo piacere per stare meglio, almeno finora questa è stata la convinzione. Sul momento, ci sono la curiosità per l’acquisto di capi alla moda, la spensieratezza per il girovagare senza meta, la vicinanza di altra gente. Una pausa dalla fatiche della settimana. Per sentirsi viva, per ritrovare energie.
Poi subentra la sensazione del già visto e già provato, la stanchezza per un rito, quello del mercato, privo di stimoli e sempre uguale a sé stesso. Come del resto la consuetudine degli appuntamenti con le amiche, le stesse di sempre, alla ricerca di svago e qualche occasione di incontro.
Si può andare in giro, trascorrere il sabato anche in compagnia, ma le persone hanno storie e forse destini differenti, alcuni molto più sereni, si vede a vista d’occhio. E’ inevitabile il pensiero della inutilità di tutti gli sforzi per uscire dalla solitudine, per costruire delle relazioni umane appaganti. Per rialzarsi, dopo la fine del matrimonio, il crollo delle illusioni.
Gli altri racconti pubblicati: Eliana, Frida, Agata, Ettore, Celeste, Alda.

La lunga fila di bancarelle, la mercanzia offerta, i capi dai colori sgargianti, abiti per le giovani ma non solo, il perdersi per ore in quel sottile piacere della mente, il guardare e dimenticare per qualche ora le stanchezze della settimana: questo era il mercato del sabato.
Per Linda era un appuntamento fisso, irrinunciabile. Dato che durante la settimana si muoveva poco quella visita al mercato, quel camminare per ore, quell’andarci a piedi da casa sua diventava un momento positivo per il corpo. Perché la menopausa aveva remato contro. Perché i chili acquisiti non se ne andavano facilmente. Perché il moto andava fatto, era fondamentale. Lo dicevano tutti.
Anche quel sabato mattina Linda era al mercato, era un copione vissuto tante volte quel suo andarci e girare fra le bancarelle, era  svago della mente e ricerca. Ricerca di un capo interessante, a poco prezzo e soprattutto giovanile. La sua attenzione fu colta da una maglia gialla con una scritta verde, simpatica. Un giallo ocra che assieme ai pantaloni neri stretti sarebbe stata molto bene. Non tergiversò più di tanto, vide subito che il capo era di buona qualità, di cotone, largo ai fianchi e così avrebbe nascosto quei chili di troppo nel giro vita, ed era decisamente solare.
Lo comprò senza pensarci due volte. La sera stessa l’avrebbe indossato, il sabato si ritrovava con la solita cerchia di amici, sarebbero andati a ballare in un locale all’aperto che aveva anche il ristorante. Musica, danza, valzer, tango, balli latino americani, un po’ di tutto. Molti suoi sabati li passava così, ristorante con gli amici e ballo.
Era contenta dell’acquisto, proprio una bella occasione, proprio una gran figura avrebbe fatto la sera, ne era sicura, e poi aveva anche una collana a casa, grandi perle nere e dorate, l’oro e il nero che sarebbero stati proprio in sintonia con tutto l’insieme, che avrebbe ricordato vagamente i colori di Klimt. Oro e nero. L’eleganza. Nient’altro da dire.
Con il sorriso sulle labbra, decisamente soddisfatta, riprese il suo giro. Ben presto la sua attenzione fu presa da una nuova bancarella, erano capi eleganti, originali, seppur con prezzi più alti della media. Era attirata dal giallo quella mattina, perché i vestiti erano disposti in fila in base ai colori, e il giallo, soprattutto nelle tonalità dell’ocra, la attirava particolarmente. Fu lì che sentì i discorsi di due ragazze.
“Stasera vado a mangiare con i suoi amici, me li deve presentare” disse sorridendo compiaciuta una di queste.
“E i suoi li hai conosciuti?”
“Non ancora, ma accadrà fra poco, penso…”
Era una ragazza dai capelli lunghi neri con la treccia lenta, una pelle di porcellana come quelle che si vedevano nelle riviste, solo che non era ritoccata con qualche inganno visivo. Era semplicemente una ragazza giovane, carina, e innamorata.
Le nubi arrivarono improvvise, erano nubi del cuore, il sole c’era nel cielo, era caldo, era limpido il cielo ma le nubi che aveva dentro, che avevano offuscato in un attimo i bagliori e la gioia dell’acquisto, erano di altra natura.
Erano due anni che si era separata. Erano due anni che aveva deciso di separarsi. Aveva preso lei la decisione, per ricominciare. Una decisione presa seguendo il cuore, non ascoltando nessuno, né la figlia che ora conviveva col fidanzato, né la madre, né gli altri parenti. Le amiche le erano state vicino e l’avevano capita. Quando le cose sono morte, quando l’autunno cala e tu ti senti poco o nulla, un oggetto, un elettrodomestico forse, o semplicemente una donna che ricerca ancora la passione, una vibrazione che sembra perduta per sempre, sembra sbiadito ricordo, è lecito cercare la felicità, è lecito pensare dopo una vita anche a se stessi, è lecito avere voglia di ricominciare, e crederci.
All’inizio della separazione, presa malissimo dal marito, ma dopo un po’ lui se n’era fatto una ragione, e infatti si era trovato una ragazza dell’Est più giovane di lei, fu tutta una voglia di fare. Viaggi, uscite quasi tutte le sere, corso di ballo, ristoranti etnici, nuovi amici presentati, una compagnia di persone che si erano ritrovate sole, le amiche di sempre, separate e senza legami.
Ecco, doveva essere quella la rinascita. Ecco che era lecito, giusto, sacrosanto, darsi una nuova possibilità per aprirsi di nuovo a una relazione, a un nuovo amore. Anche avanti negli anni.
Ma l’amore non era arrivato. I sabati sera erano un insieme di cose che dopo qualche mese appariva stantio, la solita gente, i soliti discorsi, dove andiamo, c’è un albergo con una spa, si può fare lì un weekend, che dici? Ballare, imparare il tango, vedrai, faremo furore, le aveva detto un’amica. E invece rimanevano spesso sedute, nel locale dove andavano il sabato sera. A guardare gli altri ballare, spesso con donne più giovani. Alcune erano russe, ucraine. Attraevano quelle, c’era poco da dire.
Si allontanò dalla bancarella dove la ragazza dalla pelle di porcellana, con la sua bellezza semplice, bucolica, continuava a guardare fra i vestiti. Un jeans, una maglietta a righe, una borsetta a tracolla, un foulard. Semplice. Quella era la bellezza.
E allora la maglietta gialla non le parve granché, le diede un’occhiata nella borsa, sarebbe stato un capo come un altro, non avrebbe cambiato nulla di lei.
Un altro sabato. Gli amici. C’è qualcuno nuovo stasera, le aveva detto la sua amica Lisa. Un amico di un loro amico, che si era separato da poco. Chissà che tipo era, pensò. Si allontanò a poco a poco dal mercato, non aveva più voglia di guardare le bancarelle. Doveva tornare a casa. Pulire, cucinare. Sua figlia sarebbe andata da lei a mangiare.

domenica 15 settembre 2019

Come dirlo

L’esaltazione di un amore, lo strazio di un’assenza, la guarigione da una malattia. La fascinazione dell’esistenza. Alle prese con la passione e l’ironia, il dubbio e la malinconia. E tanto altro

di Laura Maria Di Forti

Posso scherzare e portarti al riso. Conosco la forza dell’ironia e spesso uso il sarcasmo per essere incisiva. Ma so anche essere sprezzante, crudele fino a farti morire dentro, nel cuore e nell'anima. Posso trasformarmi in pugni che affondano nello stomaco e in schiaffi che ti percuotono il viso.
Sono versatile, però. Con la stessa facilità con cui ho trafitto io posso lenire le ferite, curarle e dare gioia. Io so renderti leggero, farti volare come un gabbiano, darti la libertà e regalarti persino la felicità. 
So come suscitare l’amore nel tuo cuore, come solleticare il tuo bisogno di affetto, come donarti l’eternità. Nessuna meglio di me può insegnarti, portarti nelle sfere più alte della conoscenza, darti il respiro dell’eternità.
E conosco anche l’arte di affabulare, di farti credere cose non vere, di creare immagini false, distorte, di farti scendere negli abissi dell’inferno e poi riportarti in paradiso. Io posso tutte queste cose. Il mio prestigio è smisurato, la mia potenza illimitata. Io sono la parola.

Martin Eden: il viaggio verso l'ignoto

Il film “Martin Eden”, un marinaio di umili origini e il desiderio di emanciparsi dal suo stato sociale: respinto ed umiliato

di Marina Zinzani

Difficile trovare le parole per raccontare il film Martin Eden, del regista casertano Pietro Marcello, premiato a Venezia e poi ora a Toronto, tratto dal romanzo dello scrittore americano Jack London: sul mestiere di scrittore, su ciò che significa scrivere, le emozioni legate alla scrittura, la disperazione, il sogno, l'illusione, la perdita dell'innocenza, il nulla se l'amore svanisce.

sabato 14 settembre 2019

Tempo balordo

Il tempo esposto all’inutilità, alla noia, all’evaporazione dell’esistenza

di Bianca Mannu

Moneta inflazionata -  il tempo
senza valvole.
Lo scialacqui in soste balorde
alle stazioni
dei treni fermi
sui binari
Morti
Fischi come trapani
slabbrano solitari
i bordi
alla falsità  del ssssssi lenzio

Il volo del tempo

Il tempo assomiglia nella sua brevità ad un fulmine, come l’avventura della vita

di Laura Maria Di Forti

Il tempo vola. Vola come un fulmine, come il lampo che illumina il cielo squarciandolo e che subito ripiomba nel buio. Vola come un colibrì, gracile esserino munito di ali. Vola come un bacio dato di nascosto o come un sorriso che non ti aspetti.

venerdì 13 settembre 2019

Conforto

Voci che rendono più leggera la solitudine

di Marina Zinzani

Il conforto
anima che vaga per il mondo
accessori, iPhone, tv
voci dall’etere
non parole
non lenisce nulla
ricerca e vuoto
l’importanza di una pizza
risata e birra

Poeti

La scrittura dà sollievo al lettore, ma anche i personaggi  trovano conforto nella penna degli scrittori

di Marina Zinzani
(Commento a Lo scrittore, PL, 12/9/19)

Il poeta grida il suo dolore
non c’è nessuno
solo parole opportune dagli altri
non vuole parole opportune il poeta
non le vuole
l’anima non trova pace
nella sua irrequietezza
il tempo gli sembra ostile
la solitudine siderale

giovedì 12 settembre 2019

Lo scrittore

Racconti dedicati a figure moderne e antichissime. Evocano suggestioni, pongono interrogativi. Oggi, lo scrittore.
Già pubblicato: L’attrice.

di Laura Maria Di Forti

(ap) Quante volte ad uno scrittore, o aspirante tale, è stato chiesto di spiegare perché ha iniziato a scrivere, oppure di descrivere le sue giornate di lavoro. Alla ricerca degli imperscrutabili segreti di un “mestiere“ che sorprende ed affascina. Tante risposte diverse, e differenti sollecitazioni. Mai del tutto chiare e risolutive.

Come saperlo

Gestire le emozioni, la chiave per capirle

di Maria Cristina Capitoni

Non fu controllo
quel che assunsi
ma piena
consapevolezza
giunta così
senza preavviso
al termine di un tempo prestabilito.

Le cose

Giorgio Morandi (1890-1964)
I sentimenti che accompagnano gli oggetti

di Marina Zinzani

Sono parti di noi, le cose, gli oggetti. Sono desideri realizzati, anche se lo sguardo gira spesso altrove, poco dopo averli fra le mani. Sono ricordi di famiglia, ricordi di persone, pensieri e struggenza.

mercoledì 11 settembre 2019

L'indifferenza, in Marcel Proust

I volti dell’indifferenza: dall’attrazione verso ciò che ci è negato all'impotenza di fronte alle cose a portata di mano

di Paolo Brondi

L’Indifférent è il titolo di una novella scritta da Marcel Proust, probabilmente nel 1893, all’età di ventidue anni, pubblicata sulla Rivista Vita contemporanea nel 1896, trascurata e dimenticata dallo stesso autore, poi riscoperta dallo studioso Philip Kolbe e da questi pubblicata, con stesso titolo, da Gallimard, nel 1978.

Vicolo cieco

La denigrazione a buon mercato

di Marina Zinzani

Ci si nasconde dietro un nickname, un nome di fantasia, a volte dietro un sorriso, o una forma di potere. Sono molteplici i mezzi per denigrare, era così anche ai tempi di scuola, lo è anche ora.
Perdere in partenza quella forma minima di gentilezza, di coraggio, di accettazione dell’altro: si scivola in un vicolo buio, con incontri imprevedibili.

martedì 10 settembre 2019

Allunaggi

Nel solco dei celebri versi leopardiani dedicati alla luna, domande legate al presente, reso problematico da tanti cambiamenti sociali

di Bianca Mannu

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi che fai
silenziosa luna?
Così t’appellò – notturno –
il pastore solitario
che sé e non altri pasceva – guardando alto –
di dormienti gemme e biade
di dottrine e sogno
innalzando per te
a se medesimo quesiti
che anche intuissero
i venturosi famigli prossimi e venturi.

Foglie secche

Angoli di Milano (foto M. Zinzani)
Ciò che si secca nella vita: come foglie che cadono in autunno

di Marina Zinzani

Porte che si sbattono
malumori
l'incontinenza delle parole
l'amore e la perdita del suo linguaggio
fino a diventare altro
foglie secche
rimane la fatica
il rimpianto
lo sguardo velato di malinconia
dell'autunno.

Una fontana

Fontana della Barcaccia, di P. e G.L. Bernini (foto ap)
Il fascino delle fontane, che ci riporta all’infanzia

di Marina Zinzani

Una fontana
l'acqua e i suoi zampilli
ci si incanta sempre
bambini mai cresciuti.

sabato 7 settembre 2019

Di nascosto

Sorprese che svaniscono così in fretta

di Maria Cristina Capitoni

Perché quell’inconsueto
crea disagio
costringe a pause
e ripensamenti
non offre svago
ma un mondo fatto
di stimoli in controcorrente

Spazi per ritrovarsi

I luoghi, specchio dell’anima

di Cristina Podestà

(Commento a La figlia scomparsa, PL, 4/9/19)

Il racconto stupisce per la spettacolare e minuziosa descrizione delle località senesi! Pare di essere presenti, assaporare e annusare, osservare e vagliare tutto quel ben di Dio, quei luoghi ameni; una pace ritrovata e gustata, altro che Versilia!

Pensieri dal finestrino

Attrice? Tanti modi di esserlo, anche nella vita quotidiana

di Marina Zinzani
(Commento a L’attrice, PL, 5/9/19)

La malinconia che possono dare certe giornate di settembre, i giorni che si accorciano, preludio a fredde serate autunnali, la città che si ritira e torna verso casa, verso delle case, la stanchezza che si sente, alienazione, metro, tram, sorrisi stampati in faccia durante il giorno che ora si possono togliere: pensieri dal finestrino dell'autobus che mi riporta verso casa.

giovedì 5 settembre 2019

Raccogliersi

Il momento di raccoglimento, in una chiesa

di Marina Zinzani

Inchinarsi
inginocchiarsi
essere umili
chiedere forse
ci si raccoglie in una chiesa
l'anima e la speranza.

L'attrice

Questa sera si recita a soggetto, di L Pirandello
Racconti dedicati a figure moderne e antichissime. Sempre esistite in forme svariate, evocano suggestioni e pongono interrogativi. Oggi, l’attrice.

di Laura Maria Di Forti

(ap) La parola, il gesto, il canto, la danza: ciascuno, da soli, oppure in combinazioni diverse, secondo strutture narrative lungamente studiate e poi tramandate, a volte invece soltanto improvvisate, estemporanee, suggerite dal caso. Il teatro, nelle sue multiformi manifestazioni, è storicamente all’origine di ogni evento umano in cui si compia una “rappresentazione”.

mercoledì 4 settembre 2019

La figlia scomparsa

Un incarico investigativo difficile: ritrovare una ragazza scomparsa

di Paolo Brondi

Iniziava settembre e, mentre pigramente il sole declinava, un profumo aspro di rose canine entrava dalla finestra stimolando i miei sensi e anticipando una nuova esperienza. Da poco avevo ricevuto una telefonata dall’agronomo dott. Sapori, proprietario di molti ettari di terra nel senese, il quale m’invitava a raggiungerlo rapidamente per conferirmi un incarico.

Il nido vuoto

Il momento in cui il figlio va a vivere da un’altra parte: emozioni in famiglia

di Marina Zinzani

Piccolo uccellino
che diventi grande, un adulto, un uomo
prendi il volo
vai altrove, lontano
è vuoto il nido
resta l'eco della tua presenza
è la storia delle madri

martedì 3 settembre 2019

Venti lontani

Il ricordo che ci riporta il profumo dei salici e la dolcezza di altri tempi

di Paolo Brondi

Il vento dell’oblio ci riporta
Sull’argine del fiume
Ove cercavamo attimi persi
avvolti nel dolce profumo dei salici
il tragico mutare del tempo
Ignorando
Tutti presi nell’eternità della gioia
Una gioia di altri tempi

lunedì 2 settembre 2019

Un angolo quieto

Quel momento della giornata, tutto per sé

di Marina Zinzani

Finalmente, la sera
finito tutto
fatto la lavastoviglie
riassettato la cucina
preparato la colazione dell’indomani
quante cose dietro le spalle
per una donna non è mai finita
diceva qualcuno

domenica 1 settembre 2019

Soli nella notte

Gira la ruota della vita, il male che ritorna sulla nostra strada

di Marina Zinzani

Ci si comporta male delle volte
qualcuno si comporta male
si calpestano fiori
si imbrattano i muri
si mette veleno sulle piante
veleno delle parole
si gira il capo dall’altra parte
tanto non si sente nulla
chi se ne importa…

sabato 31 agosto 2019

La danza, un po' come volare

Danzare: il ritmo, la musica, l’armonia dei corpi

di Laura Maria Di Forti

(ap) Cosa accade quando si danza? Parliamo della «danza», non del semplice «ballo», avverte l’autrice di questa riflessione. Chi non ha provato almeno una volta nella vita quella strana sensazione? Non importano il luogo e l’occasione, diversi per ciascuno. L’avventura di una professione in certi casi, oppure la singolarità di un momento che non si ripeterà mai più. In una balera di periferia, un palcoscenico, una terrazza in riva al mare, lo scantinato di un palazzone di città. Soltanto nel pensiero.

In cammino

Dalle parole alle immagini

di Maria Cristina Capitoni

Ora ho capito
Parole come mantra
Chiave di accesso all’infinito
Libere o costrette
In rime incatenate
Semplici pensieri
Immagini perfette
Segnano il cammino

venerdì 30 agosto 2019

Alda

Berlino, lo shopping
di Marina Zinzani
Da "I racconti del sabato"

(ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana, occasione di un racconto. E’ un momento particolare. Spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti.
Oppure un tempo per fare ciò che si è rimandato in attesa di trovare spazio tra le proprie cose, per dedicarsi a qualcosa di piacevole, divertente. Magari leggere un libro, guardare un film, uscire con amici di vecchia data.