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Un caffè, perché no?

Si trovò a seguirla incuriosito, quando un vecchio amico lo chiamò, distraendolo


di Cristina Podestà

Bellissima e sola era quella ragazza che camminava davanti a lui lungo la via del corso principale. Un abito nero di ottima fattura, le scarpe rosse di pelle, uguali al colore alla borsa. Lunghi capelli castani intrecciati in un fiocco a pois, due pacchetti portati con cura. L’aveva forse già vista? No, forse mai.

Si trovò a seguirla per caso o solo per curiosità. Sandro non aveva da fare quel giorno, e si era così incamminato con un po’ di svogliatezza nel centro città. Un saluto qua e là, un caffè al solito bar, una passeggiata. Non sapeva poi quando l’aveva vista: ad un certo momento l’aveva notata nell’incedere lento, in quel suo soffermarsi a osservare le vetrine, sola, pareva non conoscere alcuno in quel luogo.
L’aveva seguita per gioco, provando a farsi domande, a costruire una storia, a fantasticare con poco. Sposata, fidanzata, o cosa? Carina, alta e snella, forse era colta e aveva studiato, o forse era semplice e alla mano, magari era mamma di qualche marmocchi o invece era triste e sola. Avrà avuto un lavoro oppure lo stava cercando. Insomma la sua fantasia lavorava con foga, quando..
“Sandro? Ciao, che fai qui?”. Si volta e dietro si trova un vecchio compagno di scuola, gli pare che sia ragioniere e di certo non gli interessa parlare. Ma quello lo ferma, lo scuote col braccio.
“Ti va di bere qualcosa con me?”. Sandro tenta di dire di no ma lui lo spinge con slancio e veemenza verso il bar più vicino. L’incanto si è rotto, l’ha persa di vista. Accidenti all’amico. Ma più ci ripensa e più comprende che è andata bene così. Che avrebbe voluto fare? Sorride al compagno di classe del tempo suo primo e migliore, ringrazia e mentre l’altro chiacchiera a ruota libera, lui ordina un altro caffè.

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