(Introduzione a Daniela Barone). Gli incontri attraversano i millenni per parlarci direttamente al cuore. Durante un viaggio in Egitto, tra i colossi di pietra e il soffio del deserto, la figura di Nefertiti esce dai libri di storia per diventare lo specchio di una rinascita personale. Questo racconto è il diario di un’epifania: la scoperta che la regalitĂ non risiede in un copricapo d’oro, ma nella forza di riprendersi la propria voce.
(Daniela Barone).
Sotto il sole di Luxor: l’incontro con l’eterno
Nel mio ultimo viaggio in Egitto trascorsi una giornata al maestoso sito archeologico di Luxor, la Tebe dell’antichitĂ . La guida locale che parlava italiano con un leggero accento calabrese ci aveva mostrato sotto un sole rovente i colossi di Memnone, la Valle dei Re e il tempio di Karnak. Dopo aver ammirato la mummia annerita del giovane Tutankhamon, morto a soli diciannove anni, contemplammo i mirabili dipinti che ritraevano il faraone Akhenaton.Nella stele di confine che prende il suo nome, un geroglifico decanta così le lodi della sposa Nefertiti: «Gradevole a vedersi, bella come le Due Piume, signora di gioia, dispensatrice di grazia, che dona felicitĂ a chi ode la sua voce».
Icona di bellezza e raffinatezza, a differenza delle altre regine, lei fu la "sovrana divina" attiva, simbolo di potere e bellezza. Infatti ebbe un ruolo comprimario con il faraone, come mai era avvenuto con le altre regine del mondo antico.
Il fascino di un’armonia imperfetta
Il ricordo del suo busto, ammirato in un museo di Berlino, non ha mai smesso di esercitare in me un fascino difficile da esprimere: rivedo a distanza di decenni il lungo collo alla Modigliani, gli zigomi stupendamente sporgenti e un sorriso appena impercettibile e misterioso quanto quello della Monna Lisa.Seppure fiera nel suo regale copricapo, Nefertiti tiene le palpebre abbassate quasi fosse intimidita, chissĂ perchĂ©. E l’occhio sinistro mancante non toglie nulla alla bellezza del suo volto, anzi aggiunge un tocco di seduzione ed enigmaticitĂ . E che dire delle labbra rosso vivo non particolarmente sottili?
Non mi stupisco del fatto che fosse considerata la donna piĂą bella dell’antichitĂ , essendo dotata sicuramente anche di un’armonia interiore. Fu forte la tentazione di toccare le sue fattezze perfette che mi facevano pensare a lei come ad un’anima straordinaria. Sicuramente era dotata di un intelletto così acuto da renderla capace di regnare sapientemente accanto allo sposo faraone.
L’ombra del silenzio: il contrasto con il passato
La ‘Regina del Sole’, come era chiamata, ‘Grande Padrona delle Due Terre’, contrasta fortemente con l’immagine di me, sposa vessata e ignorata. A differenza della regina che visse trattata alla pari dal consorte faraone quasi 1400 anni prima di Cristo, nei primi anni Duemila fui relegata da un marito egocentrico e maschilista a un ruolo insignificante: quante volte fui derisa e sminuita nel mio valore di donna e madre.Lui, italoamericano bilingue, arrivò addirittura a dirmi che non mi capiva piĂą quando parlavo inglese, sicuramente per deprivarmi anche del mio valore professionale. Eppure sapeva bene quanto fossi orgogliosa della mia padronanza della lingua che peraltro, lui stesso inizialmente aveva apprezzato. Isolandomi nella parola, aveva certamente voluto punirmi condannandomi al silenzio.
Mi fa male soprattutto pensare che questo mio svilimento si sia protratto sotto gli sguardi di mia figlia adolescente e del suo fratellino di nove anni. Che immagine potevano essersi fatta della loro madre e della donna in genere? Prima del mio totale annientamento, presi per fortuna coscienza della mia situazione e con il divorzio, ebbi modo di riscattarmi davanti ai loro occhi.
Oltre il mito: la bellezza dell’interezza
Oggi so di aver restituito ai miei ragazzi l’immagine della donna fiera e dinamica che li aveva cresciuti. Sono in un certo senso simile come mamma a Nefertiti, donna capace e madre amorosa di sei figlie. Adesso le rughe mi solcano il viso e il collo, certamente non lungo e flessuoso come il suo.Tuttavia, mentre il busto della regina presenta la mutilazione di un occhio, Daniela mamma e nonna è completa nella sua interezza e vitalitĂ : per questo oggi è amata e accettata nelle sue virtĂą e nei suoi difetti: questo dĂ un senso alla mia vita e mi inorgoglisce piĂą di tutto.



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